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  • 1 giorno fa
(di Luca Marconi) Le feste di San Sebastiano e di San Paolo a Palazzolo Acreide si perdono nella notte dei tempi. Il culto di Sebastiano comincia nel 1414 quando una statua del Santo scampò miracolosamente a un naufragio, miracolo che si ripetè nel 1663 quando il terremoto che rase al suolo Noto distrusse anche Palazzolo e un Sebastiano ligneo fu ritrovato perfettamente intatto su un cumulo di detriti.  Mentre San Paolo sostituì l'originaria Madonna Odigitria. Entrambe le ricorrenze sono iscritte nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia. La contrapposizione tra i devoti di San Sebastiano (detti Sammastianisi) e quelli di San Paolo (detti Sampaulisi) si basava su ragioni sociali: la fazione di San Paolo rappresenta anche parte dell'aristocrazia, la classe dei baroni, i grandi proprietari terrieri e il clero della Chiesa Madre. La Basilica eretta nella parte alta della cittadina invece era scelta soprattutto dal popolo minuto, ma da entrambe le parti si trovava il mondo contadino o la classe media anche per ragioni di nascita, di pura appartenenza territoriale, influenze comprese.  Rispetto alle descrizioni di autori come Giuseppe Pitrè e Antonino Uccello, doverosamente ricordate dall'ex assessore Gianni Malignaggi, le celebrazioni hanno subìto naturalmente un'evoluzione: le feste si sono trasformate in grandi eventi culturali e turistici. In particolare, la replica estiva di San Sebastiano (il 9 e 10 agosto) è cresciuta a dismisura anche per facilitare il ritorno degli emigrati. La storica ostilità si è attenuata, trasformandosi in una competizione bonaria focalizzata sulla spettacolarità e sulla raccolta di offerte. Oggi le due comunità celebrano rispettivamente i propri Santi in due date clou (fine giugno per San Paolo, agosto per San Sebastiano) collaborando spesso per la tutela del patrimonio immateriale locale. Restano immutati gli elementi folkloristici più intensi, come l'uscita trionfale (la Sciuta), il lancio delle nzareddi (strisce di carta colorata) e l'offerta dei bambini sollevati verso i simulacri.​​L'antropologo e poeta Antonino Uccello  (fondatore della celebre Casa Museo di Palazzolo Acreide) ha dedicato studi fondamentali alle feste iblee, descrivendo la ritualità di Palazzolo come lo specchio autentico della civiltà contadina e della cultura materiale siciliana. Nello specifico del suo saggio "La Festa di San Paolo a Palazzolo Acreide" (1974) e delle sue ricerche sul campo, Uccello vedeva la festa patronale non come un semplice evento religioso, ma come l'apice esistenziale dell'anno. Celebre è la sua introduzione: «Chi attraversa la Sicilia di piena estate, va inevitabilmente incontro a paesi ornati da arcate e trofei di lampade... È la grande estate siciliana... è l’estate in cui ogni paese celebra in Sicilia la festa in onore del suo Santo Patrono...» . Per l'antropologo, la festa estiva rappresentava un momento di riscatto sociale e psicologico dalle fatiche estenuanti del lavoro nei campi e della mietitura. E poi, San Paolo Taumaturgo e i serpenti: Uccello analizzò a fondo la figura di San Paolo come santo protettore della campagna e guardiano contro i morsi delle vipere, quindi nei suoi scritti descrive i Ciaulari: individui che la credenza popolare riteneva immuni dal veleno per intercessione di San Paolo. E le Cudduri: grandi ciambelle di pane votivo decorate con serpenti di pasta a rilievo, benedette e poi vendute all'asta, per Uccello un perfetto sincretismo tra paganesimo e cristianesimo. E il frastuono come rito apotropaico: rispetto alla spettacolarità odierna, Uccello ricorda che il frastuono assordante dei mortaretti e delle bombe della Sciuta aveva una precisa funzione magico-religiosa: serviva a scacciare i demoni, gli spiriti maligni e la sfortuna dai raccolti attraverso il caos sonoro. Storicamente è esistita una fortissima e costante tensione tra l'autorità ecclesiastica ufficiale (vescovi e clero colto) e i comitati o i devoti popolari, gestori di quelli che la Chiesa considerava veri e propri eccessi pagani.L'antropologia siciliana, partendo da Giuseppe Pitrè fino a Uccello, ha ampiamente documentato come la gerarchia ecclesiastica abbia tentato per secoli di "addomesticare", purgare o vietare i lati più arcaici e magici delle feste iblee, scontrandosi con la fiera resistenza delle comunità locali. Ad esempio la Chiesa considerava contrari alla morale cristiana e alla decenza liturgica alcuni comportamenti tipici dei portatori della vara (la pesante struttura che sorregge il simulacro del santo), i portatori tenevano le spalle nude per mostrare la carne viva come segno di penitenza e legame fisico con il martire. Diversi decreti vescovili e sinodi diocesani nei secoli imposero l'obbligo di indo...

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Trascrizione
00:13Sono Gianni Malignaggi e faccio l'artigiano al Palazzolo del Stavolo Mobile.
00:19Ho fatto il consigliere comunale, l'assessore al comune di Palazzolo
00:23e da tempo cerco di far capire l'importanza della situazione economica di queste zone,
00:29ma soprattutto delle zone interne, che si stanno spopolando in una maniera eccessiva.
00:36La Sicilia negli ultimi dieci anni ha perso qualcosa come 500.000 abitanti.
00:43La provincia di Siracusa ha perso 30.000 abitanti.
00:48Palazzolo ne ha perso diverse migliaia.
00:52Prima partivano dalla Sicilia gli emigranti,
00:57cascatole che dava l'alizzo di cartone ed erano gente quasi analfabeta
01:02che partiva in Nord America, Sud America, Germania, Pizzera.
01:08Adesso quelli che partono sono tutti laureati la maggior parte.
01:12Questo è avvenuto attraverso una serie di sacrifici.
01:15Da parte delle famiglie, che magari mangiando pane e cipurda, come si dice da noi,
01:21hanno fatto in modo che i figli studiassero.
01:24Adesso tutto questo sacrificio viene magnificato perché i ragazzi specializzati,
01:31che è i master, vanno a fare arricchire o in Nord Italia o all'estero.
01:36Pensate che danno.
01:38Noi glieli prepariamo e poi le mandiamo fuori.
01:41Noi dobbiamo fare in modo che i ragazzi restino qui,
01:44qui dove sono nati.
01:48Sono Mario Malignaggi e sono il segretario della Camera del lavoro di Palazzo La Greta.
01:54Questa foto si trae Borsellino con lo scrittore Leonardo Sciascia.
02:03Si spiegarono proprio perché quella polemica non era indirizzata verso Falcone e Borsellino,
02:10ma verso i cosiddetti professionisti dell'antimafia,
02:15che volevano più apparire che non combattere il sistema mafioso,
02:22come invece per tutta la vita Falcone e Borsellino.
02:51Ma perché sono nudi i bambini?
02:53E da un po' perché vanno a San Paolo.
02:57Ok.
02:58Ci danno un po' come l'aria e perché la scatola non c'è la mamma.
03:37Allora il papà veniva qua, quindi non so come arrivava qua,
03:42tutti i tuoi amici, mio papà, Osello, Gallo, Malignaggi,
03:47andavano tutti a salutare e lui raccontava sempre delle storie, delle storie.
03:54C'era una bella motocicletta.
03:55Aveva sì, una bella motocicletta.
04:05Pippo Fava ha abitato in quella casa, è cresciuto in quella casa e in questo quartiere.
04:11Era molto affezionato a San Paolo e alla sua festa.
04:15Pippo Fava è stato un grande giornalista,
04:18un giornalista di inchiesta,
04:19che ha parlato moltissimo della Sicilia
04:22come non dovrebbe essere
04:25e come invece lui la sognava.
04:29Non a caso è stato ammazzato per questo.
04:32Lui ha scritto molte cose,
04:34oltre le inchieste giornalistiche,
04:36drammi, commedie.
04:38È stato un intellettuale
04:40che ha inciso moltissimo
04:42nella cultura siciliana di quel periodo.
04:44Lui era un tipo, non solitario,
04:46era un tipo, si potrebbe dire, timido
04:50ed aveva questa grande forza morale,
04:55questa grande onestà intellettuale
04:58per cui non si dediava a niente.
05:00Era una persona indeggetta sotto questo aspetto.
05:04Gli ha dedicato tutta la sua vita
05:06a cercare di far conoscere
05:09la parte migliore della Sicilia,
05:11parlando della parte peggiore della Sicilia.
05:14sui guasti
05:16che le classi politiche
05:18ed imprenditoriali dell'epoca
05:20hanno creato nella Sicilia.
05:23Questo lo può fare solo uno
05:24che ama la terra in cui vive.
05:28Se tu ami la terra in cui vivi
05:31ne vedi difetti
05:33e sogni una società migliore
05:37ed hai questa capacità di vederla.
05:41Ci sono degli scritti di Pippo Fabio
05:43che sono addirittura commoventi su questo.
05:46Lui era molto legato alla Sicilia a Palazzolo.
05:51L'ultima intervista che lui ha fatto
05:52è stata in un cinema,
05:53dove lui teneva una lezione
05:55dei ragazzi della scuola,
05:57mi sembra dell'industriale.
05:59E lui fa questo appello ai giovani
06:02a non spinarsi,
06:03a non ribellarsi quando serve,
06:06ad essere autonomi,
06:08a creare,
06:09ad essere protagonisti
06:10del loro avvenire
06:11senza tirar raggi a nessuno,
06:14senza chiedere
06:16per diventare appunto cittadini
06:18che si realizzano
06:20attraverso ciò che fanno.
06:22Ecco, questo era il sogno
06:23di Pippo Fabio
06:24e di questo tutti noi
06:27palazzolesi e siciliani
06:28gli dobbiamo essere grati.
06:31Dolce e Gabbana,
06:33un palazzolo.
06:34Secondo te con questa foto
06:35ti hanno rovinato la reputazione?
06:37A finzzo di sì.
06:39Perché di artigiano?
06:40Sì, certo.
06:41Ma ero politico,
06:42ho fatto il politico,
06:43ho fatto cose,
06:44insomma cose eccetera.
06:46Mi sono tolto a fare la pubblicità,
06:47ma che sogno?
06:48sull'aeroporto di Malpensa.
06:49Come si chiama?
06:51Ehm...
07:04Sì, certo.
07:45Sì, certo.
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