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Trascrizione
00:01L'Europa rischia di essere a corto di razzi. Il direttore generale dell'ESA, Joseph Ashbacher,
00:06lancia l'allarme e chiama in causa l'industria europea, con Avio e Arian Group, il principale
00:11produttore di razzi pesanti della regione. Nei prossimi anni l'Europa prevede di lanciare
00:16satelliti e altre missioni per le proprie reti, tra cui la costellazione multi-orbita
00:21Iris 2, il sistema di navigazione Galileo e Copernicus, la più grande rete di osservazione
00:26della Terra al mondo. Proprio Avio, il prossimo 15 settembre lancerà nella missione WW30 due
00:33satelliti per l'osservazione terrestre, Sentinel-3C del programma Copernicus e Flex, missione
00:39dell'ESA. Tra il 2029 e il 2031 l'ESA prevede che la domanda raggiungerà un picco. Il timore
00:46è che mantenendo l'attuale capacità produttiva si torni alla situazione del 2023 e 2024, quando
00:52i ritardi di Ariane 6 e lo stop di Vega C costrinsero l'Europa ad affidarsi anche a
00:57SpaceX. Il divario della competizione spaziale resta enorme. Nel 2025 l'Europa ha effettuato
01:03otto lanci contro i 170 della sola SpaceX. Intanto la Cina accelera con nuove basi, fabbriche
01:09capaci di produrre satelliti in serie e due costellazioni da oltre 10.000 satelliti ciascuna.
01:15L'ESA ha quindi richiesto ad Ariane Space e ad Avio di calcolare quanto costerebbe aumentare
01:21la produzione. Per Ariane 6 l'obiettivo sarebbe passare dagli attuali 9-10 lanci annui a circa
01:2715, con un incremento del 50%. Un'espansione è lo studio anche per Vega C, con prospettive
01:34simili per Avio, secondo gli analisti di Bankacros. Ashbacher è convinto che l'Europa riuscirà
01:39a colmare il deficit e l'ESA potrebbe destinare ulteriori fondi all'aumento della capacità
01:44produttiva, ma le decisioni per garantire l'accesso autonomo allo spazio del prossimo
01:48decennio devono essere prese oggi. L'orizzonte temporale è il 2035.
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