Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
Gianni Infantino è tutt’altro che uno sprovveduto, e la considerazione aggiunge un alone di mistero agli avvenimenti di questi ultimi giorni, come se l’uscita evidentemente suicida sulla parziale privatizzazione delle quote del Mondiale di calcio fosse in qualche modo obbligata. Dal grottesco Premio Fifa per la Pace consegnato a Donald Trump alla cancellazione del cartellino giallo di Balogun, di strappi alla logica e ai regolamenti ne abbiamo visti diversi durante il lungo torneo, e anche se il Belgio salvò la competizione eliminando subito gli Stati Uniti - e frenando così ulteriori polemiche - non fu difficile immaginare che la deriva di Infantino sarebbe stata tema di forte dibattito alla fine del Mondiale. È possibile che il progetto Fifa Forward Enterprise fosse un estremo tentativo di rinsaldare il fronte delle federazioni povere, quelle più sensibili all’elargizione di 20 milioni di dollari, immediata se il piano fosse passato. Il governo della Fifa è un gioco di numeri: ogni Paese vale un voto, che sia il Brasile o le Isole Tonga, e a Infantino è sempre bastato avere con sé l’Africa e l’Asia compatte per garantirsi la presidenza, avvenuta le ultime due volte per acclamazione vista l’assenza di altri candidati. Inutile battersi se sai di non poter vincere.Stavolta però il progetto di mettere in vendita il 21 per cento delle proprie quote ha incontrato l’immediata opposizione dell’Uefa, e da lì in poi la protesta si è così rapidamente allargata da consigliare Infantino a una rapida marcia indietro. Ma è difficile che basti, ai tanti che ormai vorrebbero cambiare cavallo: le prossime elezioni sono in calendario il 18 marzo, entro metà novembre occorre che i candidati si facciano avanti, e l’Uefa ha fatto balenare il suo piano: nessun nome europeo, che a questo punto sarebbe molto divisivo, ma forte appoggio al presidente qatariota del Paris St.Germain Nasser Al-Khelaifi, figura chiave nella battaglia del 2021 dell’Uefa contro il progetto Superlega. La federazione del Qatar ha appena reiterato il proprio sostegno a Infantino, ma se davvero Nasser si candidasse gli sarebbe complicato ignorarlo, così come buona parte del mondo arabo.La presidenza della Fifa è sempre stata una posizione quasi impossibile da scalfire, talmente tanti sono i poteri della carica: limitandoci ai due predecessori di Infantino, il brasiliano Joao Havelange rimase in sella 24 anni e lo svizzero Sepp Blatter “soltanto” 17 perché costretto a dimettersi da un’inchiesta dell’Fbi. Infantino guida la Fifa dal 2016 e intende candidarsi per un quarto mandato: il limite stabilito nel 2022 sarebbe di tre, ma è passata l’interpretazione che i suoi primi 39 mesi fossero soltanto il completamento dell’ultimo e interrotto quadriennio di Blatter. Fra le molte dichiarazioni che l’hanno indebolito in questi giorni colpisce quella di Arsene Wenger, il capo del progetto di sviluppo tecnico della Fifa, dissociatosi con decisione dal piano del presidente. Quando s’era parlato di Mondiale ogni due anni, Wenger - che è figura di larga credibilità - aveva sostenuto il progetto. Stavolta non se l’è proprio sentita.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:06Gianni Infantino è tutt'altro che uno sproveduto e la considerazione aggiunge un erone di mistero
00:13agli avvenimenti di questi ultimi giorni come se l'uscita che era evidentemente suicida sulla
00:19parziale privatizzazione delle quote del mondiale di calcio in questo momento fosse in qualche modo
00:24obbligata dal grottesco premio fifa per la pace consegnato a donald trump alla cancellazione
00:30del cartellino giallo di balugun di strappi alla logica e regolamenti ne abbiamo visti diversi
00:36durante il lungo torneo e anche se il belgio salvò la competizione eliminando subito gli
00:41stati uniti e frenando così ulteriori polemiche non fu difficile immaginare che la deriva di
00:48Infantino sarebbe stata tema di forte dibattito alla fine del mondiale è possibile che il progetto
00:55fifa forward enterprise fosse un estremo tentativo di rinsaldare il fronte delle federazioni povere
01:02quelle più sensibili all'elargizione di 20 milioni di dollari immediata se il piano fosse passato il
01:10governo della fifa un gioco di numeri ogni paese vale un voto che sia il brasile o le isole tonga
01:15e a Infantino è sempre bastare è sempre bastato avere con sé l'africa e l'asia compatte per
01:21garantirsi la presidenza avvenuta le ultime due volte per acclamazione vista l'assenza di altri
01:27candidati inutile battersi se sai di non poter vincere stavolta però il progetto di mettere in
01:34vendita il 21 per cento delle proprie quote ha incontrato l'immediata opposizione dell'uefa e da
01:41lì in poi la protesta si è così rapidamente allargata da consigliare Infantino a una rapida
01:46marcia indietro ma è difficile che basti ai tanti che ormai vorrebbero cambiare cavallo le prossime
01:54elezioni sono in calendario il 18 marzo entro metà novembre occorre che i candidati si facciano
02:00avanti e l'uefa ha fatto balinare il suo piano nessun nome europeo che a questo punto sarebbe molto
02:07divisivo ma forte appoggio al presidente catariota del paris saint germain Nasser al-Khelaifi una figura
02:15chiave nella battaglia del 2021 dell'uefa contro il progetto superlega la federazione del catar ha
02:22appena reiterato il proprio sostegno a Infantino ma se davvero Nasser si candidasse mi sarebbe complicato
02:29ignorarlo così come a buona parte del mondo arabo la presidenza della fifa è sempre stata una
02:36posizione quasi impossibile da scalfire talmente tanti sono i poteri della carina limitandoci ai
02:45due predecessori di Infantino il brasiliano Joao Avelange rimase in sella 24 anni e lo svizzero
02:52sepp blatter soltanto 17 perché costretto a dimettersi dall'inchiesta della fbi infantino
02:59guida la fifa dal 2016 intende candidarsi per un quarto mandato il limite stabilito nel 2022 sarebbe
03:06di tre ma è passata all'interpretazione che sui primi 39 mesi fossero soltanto il completamento
03:13dell'ultimo interrotto quadriennio di blatter tra le molte dichiarazioni che l'hanno indebolito in
03:19questi giorni colpisce quella di arsène venger il capo del progetto di sviluppo tecnico della fifa
03:26dissociatosi con decisione dal piano del presidente quando si era parlato di mondiale ogni due anni
03:32venger che una figura di larga credibilità aveva sostenuto il progetto stavolta non se ne proprio sentiva
03:41non se ne proprio sentiva
03:42Grazie.
Commenti

Consigliato