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  • 1 giorno fa
Anche la ricerca deve essere sostenibile. Specialmente quella spaziale. Sostenibile per l’ambiente e sostenibile nei rapporti tra nazioni. Con queste premesse oltre 3mila ricercatori e tecnologi da 80 Paesi del mondo si sono ritrovati a Firenze per la 46esima assemblea biennale del Cospar, il Comitato per la ricerca spaziale. Non è una prima volta: Firenze l’aveva già ospitata nel 1961 e 1963. «Qui ci sono delegazioni iraniane e americane, russe e ucraine… ma per ora sta andando tutto bene». Il vicepresidente Pietro Ubertini racconta che «il Cospar è nato per far dialogare persone e stati durante la guerra fredda. Questa città negli anni ’60 con il sindaco La Pira ha supportato la sua nascita. Ora ci troviamo in un momento difficile a livello internazionale e in orbita ci sono 18mila satelliti con richieste dalle più grandi potenze di arrivare a un milione di nei prossimi 5 anni. Possiamo imaginare come sarà difficile vedere il cielo nei prossimi anni e anche di questo si è parlato». Fino al 9 agosto alla Fortezza da Basso si susseguiranno conferenze ed eventi.Tremila contributi orali sulla ricerca spaziale di punta e circa 600 poster dedicati alle nuove tecnologie. Intanto si è parlato dei risultati della sonda Juno su Giove e di come i viaggi spaziali influenzino l’attività cerebrale di cervelli non più giovanissimi. Ma anche di come ormai gli indizi raccolti finora rendano più probabile che improbabile la vita su Marte a un certo punto della storia del pianeta. E di esplorazione su Marte parla anche Jorge Vago, direttore scientifico del progetto ExoMars dell’agenzia spaziale europea, con la riproduzione 1:1 del rover che partirà nel 2028. «È un progetto molto italiano, il 35 per cento dei fondi viene da Roma. Se tutto andrà bene atterrerà nel 2030 e potrà processare i campioni al suo interno. La destinazione è un cratere vecchio 4 miliardi di anni dove sembra esserci uno strato argilloso, segno della presenza in passato di acqua liquida». A ospitare l’evento l’Istituto nazionale di astrofisica che a Firenze è presente con l’osservatorio di Arcetri dove lavorano cento ricercatori: «Entriamo pienamente nella cosiddetta space economy – spiega il presidente dell’Inaf Roberto Ragazzoni – L’accesso allo spazio, oggi aperto anche agli operatori commerciali pongono nuove sfide: scientifiche, tecnologiche, politiche e culturali. Dalla sostenibilità delle attività orbitali, allo studio del clima terrestre e la tutela dei nostri cieli». Le opportunità del settore spaziale aprono anche a nuove possibilità in campo industriale. Lo racconto Umberto Pecchioli, manager della Pecchioli Research di Pontassieve: «Noi facciamo ottica. La misura ha a che fare con la meccanica, la meccanica soprattutto con l’automotive. Da quando il settore è in calo abbiamo iniziato a lavorare con l’aerospaziale. Partecipiamo ai bandi della varie agenzie e progetti e ci vengono chiesti pezzi per telescopi e strumenti che vanno anche in orbita». Il 5 agosto al teatro Niccolini uno degli eventi a margine aperti a tutti. Andrea Patassa, pilota sperimentatore dell'aeronautica militare e astronauta racconterà il proprio percorso professionale e le prospettive delle future missioni spaziali europee. Il 6 agosto Marica Branchesi, professoressa presso il Gran Sasso Science institute, parlerà dello studio delle onde gravitazionali e dell’astronomia multimessaggera dallo spazio.

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Trascrizione
00:00Il COSPAR torna a Firenze dopo 62 anni. Il COSPAR è il comitato per la ricerca spaziale,
00:06è un comitato internazionale che rappresenta tutta la ricerca spaziale fatta nel mondo.
00:12Ci sono 42 paesi rappresentati, ufficialmente in questa occasione ci sono 3.000 persone
00:20di 73 nazionalità diverse. Perché Firenze? Perché Firenze è stata, attraverso il suo
00:28sindaco Lapira negli anni 60, una delle città che ha ispirato e ha supportato la nascita
00:35del COSPAR. Il COSPAR è nato nel 1958 per mettere insieme le persone durante la guerra
00:42fredda e per far dialogare le persone in momenti difficili. Questa assemblea ha come scopo la
00:50sostenibilità della ricerca in un momento difficile, in un momento di tensioni geopolitiche in cui
00:56si parla poco di come andare avanti nel pianeta in maniera pacifica e noi discuteremo tra le
01:02altre cose anche questo. Come fare una ricerca spaziale che sia sostenibile. Come sapete ci
01:08sono 18.000 satelliti in orbita in questo momento con richiesta da parte degli Stati Uniti, Cina
01:15e altre nazioni che fanno telecomunicazioni di mettere in orbita un milione di satellite in
01:20pochi anni. Quindi dovete immaginare quanto sarà affollato il cielo, quanto sarà difficile
01:27vedere il cielo di notte e questo è stato uno dei temi principali affrontati all'inizio del
01:33congresso. Sono Jorge Vago, responsabile scientifico della missione ExoMars Rosalind Franklin che lancerà
01:43nel 2028 un rover per cercare tracce di vita su Marte, non di vita presente perché non crediamo
01:52che ci sia acqua liquida su Marte capace di mantenere vita metabolicamente attiva oggi, ma di una vita che può
02:01essere esistita 4 miliardi d'anni fa quando le condizioni sulla superficie di Marte erano più simili
02:08a quelle della Terra quando apparsa la vita sul nostro pianeta. Questo modello che vedete qui è un modello
02:17che non si muove, serve per dare un'idea di qual è la vera taglia del rover ExoMars e questa
02:27scatola nera
02:28che vedete avanti è una tribella in grado di penetrare due metri sotto la superficie marziana per
02:37prendere piccoli campioni che vengono analizzati dentro il laboratorio di chimica analitica che c'è
02:45nel rover. Il lancio nel 2028 e l'atterraggio nel 2030 è il sito di atterraggio che è il più
02:54antico mai
02:55esplorato su Marte, ha una età di 4 miliardi d'anni ed ha sua superficie dominata per la presenza di
03:05argille
03:06che sono dei minerali che si formano al contatto con l'acqua liquida. Quindi noi pensiamo che il sito
03:13di atterraggio che si trova in una regione di Marte che si chiama Oxiaplanum possa essere stata la zona
03:20di costa di questo enorme oceano boreale che esisteva nell'emisfero Norte di Marte. È una missione con un'enorme
03:29componente italiana perché l'Italia fornisce il 35 per cento del budget, l'industria più importante è la TASAI di
03:42Torino,
03:42e per esempio il trappano è stato fatto a Milano e uno degli strumenti che c'è dentro un
03:50spettrometro infrarosso è fornito dalla IFSI di Roma.
03:54Grazie.
03:54Grazie.
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