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Casi di cronaca nera italiani: efferati omicidi che sconvolgono le nostre coscienze, raccontati con ricostruzioni realistiche, che seguono protagonisti, investigatori e vittime. Si va così alla scoperta del lato oscuro della nostra nazione.


IL MASSACRO DEL CIRCEO: Il massacro del Circeo, commesso tra il 29 e il 30 settembre 1975 a San Felice Circeo, è uno dei casi più bui e sconvolgenti della cronaca nera italiana. Tre giovani della borghesia benestante e neofascista romana, Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira, attirarono con l'inganno, segregarono, violentarono e torturarono per oltre 30 ore due ragazze di un quartiere popolare, Rosaria Lopez (19 anni) e Donatella Colasanti (17 anni). Rosaria morì per annegamento nella vasca da bagno, mentre Donatella si salvò miracolosamente fingendosi morta. I corpi vennero nascosti nel bagagliaio di una Fiat 127, ma i gemiti di Donatella permisero a un metronotte di scoprirle in via Pola a Roma. L'evento ha rappresentato un profondo spartiacque culturale, sociale e legislativo per l'Italia. Il processo fu uno dei primi a vedere i movimenti femministi schierati in aula come parte civile. Grazie alla storica battaglia legale guidata dall'avvocata Tina Lagostena Bassi, il caso avviò il lungo percorso politico che portò, nel 1996, a trasformare lo stupro da reato contro la morale pubblica a delitto contro la persona.

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_del_Circeo
https://en.wikipedia.org/wiki/Circeo_massacre
https://fr.wikipedia.org/wiki/Massacre_du_Circeo
https://pt.wikipedia.org/wiki/Massacre_de_Circeo



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Trascrizione
00:02A presto.
00:36Volevano soltanto divertirsi.
00:40Di loro potevano fidarsi.
00:45Le avevano invitate a una festa.
00:50Diventò un incubo orrendo.
00:58Roma, mercoledì 1 ottobre 1975.
01:02È l'una di notte al quartiere Trieste.
01:05Viale Pola è deserto.
01:08Tutto tace.
01:10Proprio tutto no.
01:12Perché proprio lì, all'altezza del Civico 5, c'è una macchina.
01:16Una macchina che piange.
01:19È una 127 bianca.
01:22La 127 continua a piangere.
01:25Un gemito continuo, straziante.
01:28Una signora allarmata chiama i carabinieri.
01:31La macchina intanto non smette di piangere.
01:34Anzi, si agita sempre di più.
01:38È evidente.
01:39C'è qualcuno dentro, nel bagagliaio.
01:42I carabinieri allora forzano il portellone.
01:48Ci sono delle coperte.
01:50Da una di queste coperte sbuca il volto tumefatto, sanguinante, di una ragazza con gli occhi sbarrati.
02:03Una ragazza che dice delle frasi poco comprensibili.
02:09Parla di bimbo francese, sequestro.
02:13Ma l'orrore, quello vero, deve ancora venire.
02:18Sotto un'altra coperta c'è un altro corpo nudo di una ragazza, chiaramente sanguinante, piena di lipidi.
02:27Quella seconda ragazza non parla, non si lamenta, non piange.
02:32Non può farlo perché è morta.
02:36Una scena dell'orrore.
02:38Le prime fotografie che furono scattate erano veramente fotografie impressionanti, sono tuttora impressionanti.
02:47Tutti i fatti di omicidio sono orribili, ma nella gradazione di orribile questo è sicuramente al massimo.
02:57Per i carabinieri, arrivati in forze a Viale Pola, quella scena è tanto agghiacciante quanto incomprensibile.
03:04C'è un sacco di lavoro da fare.
03:06Bisogna capire di chi è quella 127 Bianca, ma soprattutto bisogna rispondere a una domanda.
03:13Chi sono queste due ragazze che sembrano uscite dall'inferno?
03:17Perché una è morta e l'altra è ancora viva?
03:28La ragazza morta nel bagagliaio si chiama Rosaria Lopez.
03:32Ha 19 anni e viene dalla Montagnola, una borgata della periferia romana.
03:37L'altra, che sull'ambulanza continua a lamentarsi pronunciando frasi sconnesse, si chiama Donatella Colasanti.
03:45Ha 17 anni e anche lei viene dalla Montagnola.
03:50Mentre i carabinieri stanno cercando di capire se quella 127 è una macchina rubata, gli inquirenti si concentrano sulle due
03:58vittime.
03:58Bisogna saperne di più.
04:06Donatella e Rosaria sono due ragazze tranquille e modeste.
04:10Venivano definite ragazze di borgata, erano normali ragazze che abitavano a Roma e che avevano tutto il diritto di andare
04:18in centro.
04:18Due ragazze come tante, lontane dalla politica, che studiano da segretarie e leggono i fotoromanzi.
04:26Rosaria addirittura sogna di finirci dentro Bolero o Grand Hotel.
04:30Finché un giorno una sua amica le ha detto, ma guarda che essendo carina tu potresti magari andare a fare
04:40qualche fotoromanzo.
04:41È per questo che Rosaria è morta e Donatella vive a malapena?
04:46Per il solito lupo cattivo che ha barbaramente approfittato di due ingenue?
04:51Possibile.
04:52Però bisogna aspettare la testimonianza di Donatella Colasanti, che in ospedale non è ancora in condizioni di parlare.
04:59Il primo referto medico intanto gela il sangue.
05:03Rosaria e Donatella non solo sono state picchiate a morte.
05:08Quando l'essi per la prima volta coloressa ebbi delle nausee terrificanti.
05:12Cioè dopo aver letto la testimonianza di Donatella, non parliamo poi dei verbali autoptici,
05:19che bisognava andare a studiare, io ebbi due giorni di nausee.
05:23Cioè dovete prendere queste carte, metterle da parte e dire non le posso vedere.
05:33Donatella in qualche modo probabilmente non verrà stuprata nel vero senso del termine.
05:38C'è qualcuno che anzi dice, ah ma lì non c'è stata penetrazione, non si capisce bene poi il
05:43confine.
05:43Insomma, se violenza sessuale è anche se non c'è stata penetrazione.
05:47L'autopsia rivela che Rosaria invece è stata sodomizzata, deflorata e soffocata nell'acqua.
05:55Nell'attesa che Donatella parli, si ricostruiscono gli ultimi movimenti delle ragazze.
06:04Lunedì 29 settembre 1975.
06:09L'ultima volta che vengono viste, Donatella e Rosaria sono davanti a un cinema dell'Eur.
06:14Con loro c'è un uomo alto, magro e elegante.
06:18E' forse lui il proprietario della 127 Bianca?
06:22A quella targa corrisponde un nome, Raffaele Guido.
06:25E a prima vista è il classico insospettabile.
06:28Raffaele Guido è un alto funzionario di banca, è un professionista molto ricco.
06:34Abita lì vicino, sempre nel quartiere Trieste, in una villa a più piani.
06:41Una persona per bene, dei quartieri alti.
06:44Gli inquirenti ipotizzano che la macchina gli possa essere stata rubata.
06:48Ma non è così.
06:50Non ci sono denunce e soprattutto chi ha parcheggiato in Viale Pola aveva le chiavi.
06:56Di sicuro poi il dottor Guido è troppo anziano per essere l'uomo elegante
07:00che chiacchierava davanti al cinema dell'Eur con Rosaria e Donatella.
07:04Il signor Raffaele non è assolutamente imputabile o neppure sospettabile
07:12perché era da un paio di giorni che non usava quell'auto, era l'auto da città.
07:18Ai carabinieri basta poco per capire chi potrebbe avere usato la 127.
07:24Raffaele ha un figlio di 19 anni, Gianni, alto, magro, faccia pulita.
07:30Ricordo che era anche un bel ragazzo.
07:32Per la famiglia Guido Gianni è solo un figlio dai valori solidi.
07:37Uno studente che in quegli anni così caldi non dà la minima preoccupazione
07:41e frequenta un gruppo di amici di ottima famiglia.
07:45Giovani sui vent'anni, figli di professionisti e industriali
07:48usciti dalla scuola più esclusiva della città, il liceo Leone Magno.
07:55Giovani che al pomeriggio si ritrovano a Piazza Euclide, nel quartiere Parioli.
08:05Ragazzo di Piazza Euclide, sono quasi certa che sei stato tu a rubare la motocicletta di mio figlio.
08:10Così comincia questa lettera pubblicata da un quotidiano romano.
08:13Piazza Euclide è il centro e il cuore del più sofisticato quartiere di Roma, i Monti Parioli.
08:18A Piazza Euclide i ragazzi bene, tutti naturalmente motorizzati,
08:21si ritrovano e sfrecciano sulle costose fuoriserie o sulle più economiche motorette.
08:25Anche i bambini hanno le loro biciclette ultimo modello.
08:29Ebbene, in questo ambiente è avvenuto un furto.
08:31Hanno rubato la motocicletta di un ragazzo, del figlio appunto della signora che sta scrivendo la lettera.
08:35Una lettera che non vuole giudicare, è un'esortazione, un materno rimprovero.
08:40Ed ecco il fatto.
08:41Il ragazzo vittima del furto è un appassionato motociclista.
08:45Nonostante frequenti con profitto il liceo, pratica con qualche successo lo sport agonistico.
08:48I suoi beniamini sono i grandi campioni della motocicletta.
08:51La sua aspirazione è di emularli.
08:53Quindi per lui il motorino è una specie di ferro del mestiere.
08:57È già la terza volta che è vittima di un furto.
08:59È la terza volta che gli hanno rubato la moto.
09:02A Piazza Euclide non si ruba per lucro.
09:03È chiaro quindi che il furto è ispirato da astio o più semplicemente da invidia.
09:07Ebbene, anche noi uniamo la nostra esortazione a quella di una madre.
09:11Ragazzo di Piazza Euclide, restituisci la motocicletta al tuo compagno.
09:13Piazza Euclide negli anni 70 era il luogo di ritrovo dei giovani della media e alta borghesia, dei pariolini.
09:25I pariolini si trovano nei bar.
09:27Il bar dove c'è il flipper, il bar dove si beve, il bar dove si diventa uomini.
09:32Il bar delle iniziazioni, il bar delle esperienze scambiate nella chiacchiera quotidiana.
09:38E' possibile che un pariolino di buona famiglia come Gianni Guido potesse conoscere due ragazze di Borgata come Donatella Colasanti
09:47e Rosaria Lopez?
09:48E' lui il ragazzo del cinema?
09:50E' lui l'autista che ha parcheggiato in Viale Pola la 127 dell'orrore?
09:54E' lui il mostro che ha ucciso Rosaria Lopez e massacrato Donatella Colasanti?
09:59Dubbi, ipotesi, domande.
10:02Solo quando Donatella si riprenderà arriveranno le risposte.
10:07E Donatella si è svegliata.
10:13Roma, 1975.
10:15Nel bagagliaio di una 127 sono stati ritrovati i corpi di due ragazze.
10:20Una è morta, l'altra è viva ma massacrata.
10:24I carabinieri sospettano di un diciannovenne della Roma Bene.
10:28Si chiama Gianni Guido.
10:30Il momento della verità si sta avvicinando.
10:32Donatella Colasanti, la sopravvissuta, è uscita dallo sciò che sta per raccontare tutto agli inquirenti.
10:44Donatella è nel suo letto, all'ospedale.
10:47Sul volto i segni delle botte.
10:49Negli occhi una luce di terrore e la paura di ricordare.
10:52Ma piano piano Donatella comincia a parlare.
10:56Sì, Donatella Gianni Guido lo ha conosciuto.
11:00Glielo ha presentato un altro ragazzo dei parioli, Gianpietro Parboni Arquati.
11:05È un ragazzo che si presenta molto bene, colfino di Kashmir, una Jaguar, un pariolino.
11:13Il quale nella vicenda di Rosaria e Donatella entra in scena semplicemente per il fatto che è lui che le
11:20ha conosciute per prima.
11:21Era in macchina, loro erano uscite da un cinema.
11:24Da lì nasce un discorso, uno scambio di numeri di telefono, una telefonata per un appuntamento a un bar, non
11:34alla Montagnola, ma all'Euro.
11:36A Donatella e Rosaria non pare vero di poter uscire dalla tristezza della borgata per frequentare ragazzi di classe come
11:43Parboni Arquati.
11:44E infatti le due ragazze si presentano puntuali ad un nuovo appuntamento.
11:50Era per loro sicuramente un giorno di festa, un giorno eccitante come può esserlo per due ragazze semplici
11:55che hanno conosciuto dei ragazzi appunto per bene di un quartiere alto, pariolini.
12:01Sabato 27 settembre, quartiere Eur, Bar del Fungo.
12:05È quel giorno, ricorda Donatella, che lei e Rosaria vengono presentate da Gianpietro Parboni Arquati ad altri due amici.
12:14Uno è proprio Gianni Guido, il proprietario della 127 Bianche.
12:18L'altro si chiama Angelo Izzo.
12:21Chi è questo Angelo Izzo?
12:24Ha vent'anni, studia medicina ed è figlio di un costruttore edile.
12:29Anche Izzo è un pariolino.
12:31Le ragazze vengono invitate ad una festa.
12:33Perboni Arquati dice, beh ma si potrebbe fare lunedì, ci dovrebbe essere una festa nella villa di Lavinio, troviamoci.
12:45Donatella e Rosaria non vogliono e non possono mancare.
12:48Alle 4 di pomeriggio di lunedì 29 settembre sono davanti al Cinema Bassad, dove passerà a prenderle Gianpietro Parboni Arquati.
12:55Alle 4 e mezza arriva una macchina, è una 127 Bianca.
13:00A bordo però ci sono solo Gianni Guido e Angelo Izzo.
13:04Donatella e Rosaria restano un po' stupite.
13:06Dov'è Gianpietro Parboni Arquati?
13:08Dalla 127 Gianni e Angelo rassicurano le due ragazze.
13:13Vi portiamo alla festa Lavinio e è andato là per prepararla.
13:18E le ragazze ci vanno.
13:20Il racconto di Donatella sta per entrare nel vivo.
13:29La ragazza è sempre più agitata, parla a fatica.
13:32La macchina imbocca la pontina, ma al bivio per Lavinio non svolta.
13:37La 127 va oltre, verso il Circeo.
13:40La villa della festa non è proprio a Lavinio, ma un po' dopo, dopo il cartello Punta Rossa, a San
13:45Felice Circeo.
13:49Eccola infatti la bella villa a tre piani, affacciata sul mare e circondata da un verdino.
13:57Gianpietro arriverà presto, dicono Angelo Izzo e Gianni Guido, e fanno accomodare le ragazze nel salone.
14:04Qualcosa da avere, un po' di musica.
14:10Le due ragazze non possono nemmeno lontanamente immaginare che cosa le attende.
14:15E soprattutto, non hanno ancora capito che Izzo e Guido stanno per gettare la maschera.
14:20Ragazzi per bene?
14:22Eleganti?
14:22Educati?
14:26No, Izzo e Guido sono pariolini fino in fondo, perché pariolino in quegli anni vuol dire anche un'altra cosa.
14:39All'inizio degli anni 70 le città si dividono in una nuova geografia, non più centro e periferia, ma rossi
14:48e neri.
14:48A Milano, a San Babila ci sono i neri e a Roma i neri sono i parioli.
14:55Anzi, essere nero a Roma vuol dire essere pariolino, vuol dire vestire in un certo modo, parlare in un certo
15:02modo, riconoscersi in alcuni ideali.
15:04La loro ideologia era un'ideologia nazista, ispirata al concetto di superuomo, superuomo che loro ritenevano di incarnare e al
15:19cui tutto è dovuto.
15:20Secondo la variante razzista di classe di alcuni pariolini, la donna è un oggetto, la donna è un nemico, la
15:30donna è un giocattolo, la donna è uno strumento di piacere.
15:34La donna deve essere utilizzata, umiliata e se possibile anche sfruttata sessualmente per compiacere i propri bisogni.
15:43Per diffondere il loro credo, quei bravi ragazzi si spingono nelle zone infette della città, quelle degli studenti di sinistra,
15:50poi sulle maniche e giubbotte, con l'aiuto di spranghe o chiavi inglesi.
15:56Il primo vero grande scontro che avviene sulla piazza romana tra rossi e neri è nel marzo del 68 addirittura.
16:03A Valle Giulia, quando si era trattato di difendere l'università occupata, extraparlamentari di destra e di sinistra sono in
16:10qualche modo insieme.
16:10E invece nel marzo del 68 c'è una spedizione punitiva del movimento sociale che va all'università con la
16:19prova d'ordine scritta dal secolo Italia a cacciare gli stracci rossi dall'università.
16:41Quei bravi ragazzi sono picchiatori del fronte della gioventù, l'organizzazione giovanile del movimento sociale italiano.
16:50Sono figli della buona borghesia, vestono bene, hanno occhiali a specchio Ray-Ban, hanno dei giubbotti di pelle nera, hanno
17:02delle scarpe a punta.
17:04Dei picchiatori fascisti, proprio veri, proprio squadristi, andavano a picchiare i boy scout, andavano a picchiare non soltanto quelli di
17:11sinistra, tutto ciò che era diverso, lontano da loro.
17:16Angelo Itzo, addirittura, lo chiamano il picchiatore nero di piazza Euclide.
17:21Qui ebbe la sensazione che Itzo non era una persona normale, come si usa dire, ma era psichiatricamente disturbato.
17:29Ma Angelo Itzo ha fatto anche di peggio.
17:32Ha abusato di due ragazze, molto giovani tra l'altro, però per questo fatto poi in realtà non si è
17:37fatto appunto neanche un giorno di carcere.
17:42Bisogna sapere questo di Itzo per comprendere l'esplosione di violenza che sta per scatenarsi il 29 settembre 1975 al
17:51Circeo.
17:54Nella villa, alla festa, non c'è nessuno. È nessuna traccia di festa.
18:01Il racconto di Donatella si interrompe.
18:05La ragazza inizia a piangere a dirotto. Non riesce a fermarsi.
18:11Donatella Colasanti sta per rivivere una delle cronache più efferate della storia d'Italia.
18:16La cronaca di un massacro.
18:19Il massacro del Circeo.
18:25Senza nessuna ragione, all'improvviso, le due donne vengono insultate e presi a schiaffi.
18:30Donatella e Rosaria li supplicano, ma nulla.
18:32Angelo Itzo e Gianni Guido, sempre più inferociti, le chiudono a chiave.
18:36In bagno.
18:41Rosaria perde completamente la testa.
18:44Si dispera, prega, mentre Donatella cerca di mantenersi lucida.
18:51Poi le ragazze vengono fatte uscire dal bagno, una per volta.
18:55E una per volta sono costretti a subire violenze di ogni tipo.
19:06Passano le ore. Guido e Itzo sono due belve.
19:09Donatella e Rosaria, prede di una tortura assurda e infinita.
19:13Una notte di costrizioni, un sopruso dietro l'altro, per sfogare le perversioni peggiori.
19:21Izzo è ipodotato, addirittura impotente, secondo le perizie che i suoi stessi avvocati producono per difenderlo da quell'accusa infamante,
19:31ma è anche l'uomo che ha le fantasie erotiche e politiche più spinte.
19:37Gianni Guido invece agisce con un sadismo inaudito.
19:41Donatella non riesce neppure a descrivere gli abusi subiti.
19:44Poi le due ragazze vengono nuovamente chiuse in bagno.
19:48Sperano che tutto sia finito.
19:53Ma è un'illusione.
19:55L'incubo ricomincia all'alba, quando sotto la minaccia di armi le due sono costrette a subire a turno le
20:01violenze del giorno prima.
20:03Non solo.
20:05Sta per entrare in scena un nuovo protagonista, forse il peggiore di tutti.
20:09Sono passate 22 ore dall'inizio delle torture e Guido e Izzo annunciano l'arrivo del loro capo, il famoso
20:16gangster francese Jacques Berenguer.
20:21Ma non ci vuole molto a capire che quella è l'ennesima maschera dei bravi ragazzi di Piazza Euclide.
20:27Jacques, infatti, è Andrea Ghira, il padrone di quella villa.
20:31Un bel ragazzo, 22 anni, studente, di ottima famiglia.
20:36Io mi ricordo che ero amica di Andrea Ghira quando ero bambina.
20:40Andrea frequentava il San Leone Magno.
20:42E noi passavamo l'estate insieme e mi ricordo di lui che era una persona dolcissima.
20:49Forse eccessivamente mite.
20:51Proprio il più buono del nostro gruppo.
20:54Ma anche Andrea Ghira è qualcos'altro.
20:59Io credo che Andrea Ghira sia cambiato nel momento in cui ha cominciato a frequentare gli ultimi anni del liceo.
21:08Perché evidentemente era entrato in un giro di persone violente, di picchiatori dell'estrema destra.
21:15Addirittura era stato espulso dal fronte della gioveltù e aveva aderito a un altro gruppo ancora più estremista, a lotta
21:23di popolo.
21:25Una delle sue imprese, la rapina a mano armata nella casa di un industriale, gli costa 5 anni di carcere.
21:31Ma Ghira sconta solo 18 mesi, grazie alla bravura dei suoi prestigiosi e costosi avvocati.
21:38Noi del gruppo abbiamo saputo, qualche anno dopo, che Andrea aveva commesso, credo, una rapina, un furto in una casa
21:46e siamo rimasti tutti allibiti.
21:49Quando arriva alla villa del Circeo, Jacques Andrea Ghira mostra subito qual è il suo ruolo.
21:55Ghira è il leader che giunge, tutto si compie nella sua casa, sotto il suo controllo e nel suo rispetto.
22:05E in quanto capo del gruppo, Jacques Andrea Ghira è il più spietato di tutti.
22:10Alle due ragazze ordina di baciarsi e toccarsi.
22:13Poi afferra Rosaria e se la porta via.
22:18Donatella invece resta sola con Angelo Izzo e con il suo sesso malato.
22:23È stremata, ma capisce che non può mollare.
22:25Per uscire da quell'incubo deve stare al gioco.
22:31Capì che doveva secondare.
22:33Che se si fosse messa in una condizione di resistenza e di antagonismo, come quella della piccola Lopez, ci avrebbe
22:42lasciato le penne.
22:46Jacques Andrea Ghira intanto sta violentando Rosaria.
22:49L'atto sessuale vero e proprio è lasciato a Ghira.
22:55Gli altri sono semplicemente dei comprimati e non possono compiere altro se non quello che poi Ghira lascerà loro.
23:09E' ormai sera quando il branco decide di smetterla.
23:12Dopo tanta fatica, ai bravi ragazzi è venuta fame.
23:16Ma devono liberarsi delle due a cattone, come li sente dire Donatella.
23:20Prima cercano di narcotizzarle, ma il sonnifero non fa effetto.
23:24Così affrettano il piano.
23:26Jacques Andrea Ghira prende Rosaria e la porta nel bagno.
23:30Donatella sente l'amica urlare, sente l'acqua della vasca che scorre, sente un tonfo.
23:35Poi, all'improvviso, non sente più nulla.
23:42Adesso tocca a lei.
23:46Diventò quasi quasi un oggetto di minor desiderio dell'altra.
23:53Finì lì e all'ultimo con un candelabbro disse
23:57Beh, ma insomma, questa è ancora viva, non è viva, diamo, è ammazzata, vediamo che cosa succede.
24:01Donatella sviene ma non cede.
24:03Vuole vivere, disperatamente, con tutte le sue forze.
24:07E allora muore, per finta.
24:09Quando mi hanno messo in laccio con un turno al collo,
24:14mi tiravano, mi tiravano, mi tiravano.
24:17E poi, vedendo che non riusciva a morire,
24:21era una persona sbrancata con la testa.
24:23E dicevano sempre, questa qui, madonna, resiste troppo, quant'è che muore?
24:28Fingendosi morta.
24:29In mezzo a quell'orrore di sangue, a questa ragazza massacrata dentro la vasca da bagno,
24:35con la testa sbattuta al muro, con le urla che arrivavano da tutte le parti.
24:41I tre Aguzzini caricano le ragazze nel bagagliaio della 127 Bianca di Gianni Guido.
24:46Angelo Izzo e Andrea Ghira lo seguono a bordo di un'altra auto.
24:50Arrivati a Roma, parcheggiano in Viale Pola e vanno in pizzeria.
24:54Per finire il lavoro c'è tempo, i morti non scappano.
24:58I tre bravi ragazzi, però, non sanno che Donatella è ancora viva.
25:10Subito dopo la testimonianza di Donatella Colasanti, Gianni Guido e Angelo Izzo finiscono in manette.
25:21Andrea Ghira invece è introvabile.
25:24Ma prima di sparire ha pensato ai suoi amici e pur sempre il loro capo.
25:31Cari amici, non mi avranno mai.
25:33Vi assicuro che quella bastarda la faccio fuori.
25:36Per voi non c'è pericolo.
25:37A fine anno 76 uscirete tutti per libertà provvisoria.
25:42Anche se sanno tutto, questi bastardi faranno una brutta fine anche loro.
25:46Comunque non vi preoccupate per la mia latitanza.
25:48Ho circa 13 milioni di lire, forse andrò via da Roma.
25:52Per quanto riguarda quella stronzetta, farà la fine della Lopez.
25:55State calmi, a presto per Anger Ghira.
26:02L'arresto scatta anche per gli amici di Piazza Euclide, tra cui Gian Pietro Parboni Arquati.
26:11La notizia è una colata di piombo per la Roma bene.
26:14Le famiglie e gli amici sono increduli, ma solidali.
26:19Sì, sarà stato un fatto grave, avranno ecceduto i tre ragazzi.
26:23C'era molta, come dire, comprensione.
26:27I tre ragazzi avranno ecceduto, ma loro erano due ragazze di Borgata che venivano a Roma.
26:35Le brave ragazze poi non accettano inviti alle feste e passaggi in macchina da giovani che conoscono appena.
26:42Credo che purtroppo, per un certo ambiente sociale di Roma di allora, i ragazzi vedessero le ragazze più esibizioniste come
26:52delle ragazze che si offrivano.
26:56E quindi giustificavano, forse, secondo loro, la loro violenza.
27:01Ma un'altra Roma non ci sta.
27:03L'Italia intera si ribella.
27:05Da Torino a Palermo il disgusto è totale.
27:08La condanna unanime.
27:09Quello del Circeo è un delitto che pietrifica, che lascia senza parole.
27:14Molti lo paragonano a un film da poco passato nelle sale.
27:19Anche in Arancia Meccanica di Kubrick si parla di una banda di giovani balordi che è violenta senza pietà e
27:26senza ragione.
27:28Ma il film di Kubrick è arte e soprattutto finzione.
27:34Il massacro del Circeo, invece, è una realtà.
27:37Qualche giornale definiva qualcuno di questi ragazzi bello con una faccia d'angelo.
27:43Pensare che questo angelo aveva procurato torture, sevizie, come nelle celle dove venivano torturati gli ebrei dai nazisti,
27:52certo faceva una grande impressione.
27:54Era un fatto traumaticamente molto rilevante.
27:57Come si può arrivare a tanto?
27:59C'è chi tira in ballo la politica.
28:00Per la sinistra è la dimostrazione che tutti i fascisti sono così, sono dei maniaci, sono dei violenti, sono dei
28:06picchiatori, sono degli stupratori.
28:08Per gli altri fascisti, diciamo quelli che ovviamente non condividono, sono tanti i pensieri, le pratiche, la violenza dei sanbabilini
28:18e dei pariolini più estremi.
28:20Questi due delitti sono una macchia, sono una cosa imbarazzante.
28:22Le hanno più volte chiamate queste due a cattone, queste due puttanelle.
28:30È un odio di classe, un senso di superiorità di classe.
28:38La lettura solo politica invece non convince Pierpaolo Pasolini, che pochi giorni prima di essere ucciso scriverà
28:45La causa di tanta violenza risiede nella distruzione dei valori tradizionali, dovuta alla rivoluzione di destra del consumismo.
28:53Ma al di là dei giudizi resta la rabbia, una rabbia enorme perché quella mattanza si poteva evitare.
29:00Angelo Izzo e Andrea Ghira erano stati condannati per altri reati, eppure erano liberi. Perché?
29:06Questo dava il senso del potere delle famiglie, che probabilmente o sicuramente avevano contribuito a far sì
29:14che quei precedenti così gravi fossero rimasti sostanzialmente impuniti.
29:21I genitori sapevano benissimo chi erano i loro figli, lo conoscevano perfettamente,
29:28eppure continuavano a proteggerli, a dargli soldi, le belle macchine, a coprirli e cercare di tirarli fuori dai guai
29:39quando questi si mettevano nei guai.
29:42È quasi nelle logiche che una mamma o un papà in qualche modo poi proteggano il loro figlio, anche se
29:46ha sbagliato.
29:47Hanno fatto di tutto, ma veramente di tutto, per salvare i propri figli.
29:55E chi sta proteggendo Andrea Ghira, il fuggitivo?
29:58Quanto bisognerà aspettare per avere giustizia?
30:01I tre bravi ragazzi pagheranno le loro colpe o il potere e i soldi saranno più forti della verità?
30:13Circeo, 1975.
30:15Una ragazza è stata uccisa e l'altra massacrata da tre giovani della Roma bene.
30:19Uno è ancora latitante.
30:21Gli altri due saranno faccia a faccia con la sopravvissuta, Donatella Colasanti.
30:25Basterà la sua testimonianza e inchiodare quegli Aguzzini, Raiban e Kashmir?
30:30Tutta l'Italia aspetta un processo che si annuncia epocale.
30:41Il 30 giugno del 1976, al Tribunale di Latina, si apre il processo per il massacro del Circeo.
30:48È una coincidenza favorevole per i tre imputati, Angelo Izzo, Gianni Guido e il latitante Andrea Ghira.
30:56Io avevo fatto altri processi a Latina e il Tribunale di Latina allora forse si distingueva in modo particolare per
31:03una forma di buonismo verso gli stupratori.
31:08Ma le donne non ci stanno. A sostenere Donatella Colasanti sono tantissime, femministe e nonne.
31:18Alla corte d'assise di Latina stavano fisse tutte le giornaliste più importanti del paese, tutte le mie amiche giornaliste
31:26erano tutte frullate là.
31:27Cioè era del tutto, come dire, ordinario, normale, evidente che qualsiasi ragazza che non fosse soggetta ad un bigottismo si
31:36mettesse ad urlare e le streghe sono tornate.
31:38Ricordo che allora il reato di violenza carnale non era un reato contro la persona, ma era un reato contro
31:45la morale sessuale, quindi questa è la dice lunga.
31:49Insomma questo processo nel mondo delle donne fu una cosa dilagante, fu un'esperienza che, come dire, rese corpo e
31:57sangue l'estremo della violenza che due ragazze potevano subire.
32:04Le femministe sono più agguerrite che mai, come sempre, del resto in quegli anni.
32:09Qualcosa è cambiato nel femminismo italiano, giudicato non da noi in Italia, forse il più maturo del mondo.
32:15Come a dire, le donne italiane sono partite magari in ritardo, quasi un secolo dopo le loro colleghe britanniche, ma
32:21in pochi anni hanno divorato tempo e chilometri.
32:23La svolta, l'ultima per ora su una strada tutta svolta e difficili, è avvenuta proprio a Roma con questa
32:29manifestazione.
32:29Segna la fine della protesta contro tutto e contro tutti, la lotta indistinta al maschilismo protervo e protetto.
32:37È invece l'inizio di un movimento, questa volta si può dirlo, davvero di massa per far valere le ragioni
32:42delle donne,
32:42che sono moltissime, tante quanto i torti e le ingiustizie di una società creata soltanto da uomini su leggi compiacenti.
32:53Davanti al tribunale di Latina però non ci sono solo le femministe, ci sono anche i sostenitori dei tre aguzzini,
32:59che li difendono al grido di onore ai camerati Ghira, Izzo e Guido.
33:04Non importa più la verità, non importa più il grado di imputazione, la gravità del delitto,
33:11gli imputati del delitto del Ciceo vengono difesi dai loro camerati per appartenenza, perché l'appartenenza è più importante del
33:19delitto.
33:20In aula però c'è solo Izzo. Il suo atteggiamento è sconvolgente.
33:25Gli interventi di Izzo erano inquietanti, erano interventi, ripeto, secondo il ricordo che ne ho e secondo la mia impressione,
33:33era il comportamento di una persona che aveva una mente malata, devastata.
33:36Tutti ci ricordiamo questo sorriso quasi beffardo, questa espressione veramente dove non c'è nulla di umano.
33:51Ghira è ancora latitante, mentre Guido fa parlare i suoi avvocati.
33:56Donatella Colasanti invece c'è.
33:59L'esercito di giornalisti, fotografi e curiosi davanti alla corte di Assise di Latina la intimidisce.
34:05Ma dentro, in tribunale, la ragazza è una forza.
34:09Appena siamo stati chiusi lì dentro, ci hanno levato tutti i vestiti e da qui non si sa se uscite.
34:14Però è quello che sbrangate, ci intercola, me la date a me.
34:18E quando ha detto, ah, silenzio, ci sono due morti, guardava.
34:22E poi lo faceva proprio con freddezza, proprio da nazizia.
34:25Aveva questa capacità di spiegare con determinazione e freddezza,
34:30come quasi mettendosi fuori da sé tutto quello che le era capitato.
34:33Donatella era combattiva. Donatella rispondeva punto per punto.
34:38Gridava, forse anche il suo odio, forse anche la sua vendetta, ma in fondo gridava le sue ragioni.
34:44La Colasanti non molla mai.
34:46Solo una volta, l'8 luglio, quando il processo si sposta al Cerceo nella villa del massacro.
34:52I giudici decidono di interrogare Donatella davanti ai suoi aguzzini, Gianni Guido e Angelo Izzo.
34:58Donatella nel rivedere i suoi aguzzini e nel rivivere quella tragica notte
35:02e si è sentita male. Ecco cosa ci ha detto prima di entrare nella villa.
35:07Sono un po' emozionata.
35:14Per far rivedere questi posti.
35:20E penso all'usario.
35:22La richiesta di sopralluogo partì dagli avvocati di parte civile, se non ricordo male.
35:27Nel timore che la corte non fosse così sensibilizzata rispetto a quello che era accaduto.
35:35Donatella Colasanti deve subire gli attacchi di Izzo che anche in quel contesto in cui dovrebbe essere tenuto a bada,
35:43in cui dovrebbe essere timoroso, intimidito, invece si mostra spavaldo e arrogante.
35:47Lì dice, ma qui non ti piaceva, qui non ti sei divertita e non è d'accordo.
35:55Anche in aula Angelo Izzo continua ad attaccare Donatella.
35:59Secondo me la Colasanti mente, sapendo un motivo, è perciò che sono intenzionato a...
36:06Cioè, per me per esempio c'è stato un fatto che mi ha lasciato proprio inaudito.
36:11Quando, al momento dell'arresto, la Colasanti ha descritto, si è messi a guido,
36:15ci ha descritto con una grossissima precisione, ha descritto perfino una cicatrice che ho sul braccio,
36:19una cicatrice che guido ha in viso, piccolissima,
36:22e ha descritto il modo in cui eravamo costiti, con la massima precisione.
36:26Ha descritto il modo in cui guido era vestito, cioè di una maglietta verde, con dei pantaloni scuri,
36:32indumenti con i quali è stato arrestato.
36:34Perciò, a meno che non siamo abbrati, per forza è verosimile che oggi c'era vestito in questo modo.
36:41Ora, l'interrogatorio ha detto addirittura che era con una giacca per giustificare questa pistola
36:45che è stata tirata fuori subito, per dimostrare che non ha mai avuto nessun rapporto sessuale con noi,
36:50senza costrizione e se è controllo con noi.
36:53Ma i colpi bassi non finiscono qui.
36:56Angelo Izzo e Gianni Guido scaggionano il loro capo, Andrea Ghira.
37:01Questo fu un tentativo patetico, ma anche autolesionista,
37:06perché in realtà veniva fuori come erano due burattini manovrati da un capo crudele.
37:16La difesa dei tre imputati gioca un'ultima carta, l'infermità mentale, ma l'accusa non ci sta.
37:22Non vi è follia nel comportamento di Guido e di Izzo e di Ghira, aggiungo.
37:29Non vi è la follia che ottunde il sentimento, che ottenebra la volontà, che obnubila il cervello.
37:38Il delitto è lucido, freddo, spietatamente voluto per il perseguimento di un fine ben determinato.
37:50Il pubblico ministero è implacabile e invoca la massima pena per tutti e tre.
37:56Ergastro per Izzo! Ergastro per Piras! Ergastro per Guido!
38:04Hai sentito che hanno chiesto l'ergastro?
38:07Sì, sì, l'ho sentito.
38:09Cosa pensi? Cosa?
38:12Che effetto ti ha fatto la richiesta?
38:15Me l'ho aspettato.
38:17Te l'aspettavi?
38:19Comunque, nel momento in cui è stato chiesto qualcosa, deve essere successo in te.
38:24Eh?
38:25No, no.
38:26Niente è successo.
38:3329 luglio 1976.
38:36Il Tribunale di Latina sta per emettere il verdetto sul massacro del Circeo.
38:41Donatella è al suo posto, in aula.
38:44Angelo Izzo e Gianni Guido, invece, non se la sono sentita di rientrare per la lettura della sentenza.
38:50Andrea Ghira, il capo della banda chissà dov'è ora.
38:54Ma c'è tanta altra gente in quell'aula.
38:56C'è l'Italia degli anni 70, con le sue tribù e le sue contraddizioni.
39:01Femministe, estremisti di destra, giornalisti di barricata, intellettuali e borgatari.
39:10Dopo sette ore e mezza di camera di consiglio, arriva il verdetto.
39:14Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido vengono condannati all'ergastolo.
39:19Il giudizio è salutato da un lungo applauso.
39:22Noi avvocati fummo abbracciati dai familiari, da Donatella.
39:30Donatella si mise a piangere, ricordo più e pianse, in modo convulso lungamente.
39:36È una sentenza epocale che significa tante cose, ma soprattutto una.
39:41Da quel momento in poi si disse, possono anche camminare con la vonna corta le ragazze, ma non devono essere
39:46stuprate.
39:47Quindi quello secondo me è stato il passaggio.
39:49Noi eravamo soddisfatti perché avevamo capito che eravamo gli apripista di un discorso giudiziario
39:56che si sarebbe sviluppato negli anni e così è avvenuto.
39:59Una soddisfazione perché era passato avanti un discorso di civiltà.
40:03Il 27 ottobre del 1980 l'appello conferma la pena per Angelo Izzo e Andrea Ghira, ancora latitante.
40:11Ma c'è una sorpresa.
40:12Per Gianni Guido l'ergastolo si riduce a 30 anni di reclusione.
40:17Perché?
40:17Gianni Guido è il più giovane del gruppo, è l'unico incensurato, ma è soprattutto il solo che la famiglia
40:24di Rosaria López ha accettato di perdonare.
40:27Un perdono che non manca di suscitare polemiche.
40:30I López hanno ricevuto un cospicuo indennizzo economico.
40:34Era una somma seria, era come dire un gesto concretamente borghese, seriamente borghese, di dire, visto che non possiamo fare
40:44null'altro, facciamo almeno questo.
40:45La famiglia Guido ha offerto alla famiglia di Rosaria López 100 milioni e non si sono costituiti parte civile.
40:53La Colasanti invece si oppose, litigò.
40:58Nacque un duro conflitto tra Donatella Colasanti e la famiglia López.
41:03Il processo del Circeo finisce nel settembre 1983, quando la Cassazione riconferma le condanne.
41:11Ma la storia non finisce qui.
41:18Il 31 gennaio 1977, Gianni Guido e Angelo Izzo cercano di evadere insieme dal carcere di Latina, dove sono detenuti.
41:27Li prendono subito.
41:31Quattro anni più tardi, Guido ci riprova con successo.
41:34Evade dal carcere di San Gimignano e scappa in America Latina.
41:38Dove si era ricostruito in qualche modo un'identità e faceva il commerciante di automobili.
41:46La fuga di Gianni Guido si conclude nel 1994.
41:52Dopo la sua cattura a Panama e dopo la sua espulsione dal paese, scortato da otto poliziotti italiani, Gianni Guido,
41:59uno dei tre massacratori del Circeo, arriverà domani mattina a Roma.
42:02Guido dovrà scontare 19 anni per il massacro del Circeo nel 75, quasi 11 anni per evasione, fallita nel 77
42:10dal carcere di Latina e poi riuscita nell'81 da quello di San Gimignano.
42:14Dal 2008 Gianni Guido è fuori e affidato ai servizi sociali.
42:19Angelo Izzo ha una storia ancora più incredibile.
42:22In prigione si comporta bene, tanto che ottiene discreti condoni.
42:26Già dall'86 ha cominciato a fruire di una serie di agevolazioni, di permessi.
42:33Insomma, sembra proprio che Izzo sia sulla strada giusta.
42:36E invece no.
42:37Nell'agosto del 1993, Izzo non rientra da un permesso speciale.
42:42Lo cattureranno a Parigi, 20 giorni dopo.
42:45Quando è stato preso sul portone del residence nel quale soggiornava, aveva una pistola di grosso calibro e 10 milioni
42:51di lire in franchi francesi.
42:52Chi gli ha dato soldi ed armi?
42:54Si cercano complici perché è evidente che qualcuno lo ha aiutato nella latitanza.
42:58E quando viene rintracciato a Parigi, ai poliziotti che si presentano per mettergli le manette ai polsi, dirà siete una
43:07grande polizia.
43:08Cazzo.
43:09Izzo torna dentro e torna a indossare la maschera del detenuto modello.
43:14I giudici del riesame e della custodia lo affidano a un perito e la perizia psichiatrica dice che un uomo
43:22nuovo, perfettamente riabilitato, assolutamente in grado di riprendere il suo posto nella società.
43:28Tanto bravo il detenuto Izzo da meritarsi la semilibertà.
43:31La ottiene nel 2004 e ottiene anche un lavoro in un'associazione di Campobasso.
43:36Izzo quando sta in carcere diventa un po' il paladino, il protettore, dice a tutti quanti i detenuti vi aiuto
43:42io.
43:42E uno di questi carcerati che si chiama Giovanni Majorana, che ha la moglie e la figlia fuori a Campobasso,
43:49proprio dove Izzo poi esce libero, in pratica le mette, mette moglie e figlia nelle mani di Izzo.
43:55Nel senso dice aiutale tu, non hanno un lavoro, non sanno come fare.
43:59Un uomo nuovo? Riabilitato? Convertito?
44:06Oggi Angelo Izzo è stato arrestato a Campobasso dove era in semilibertà.
44:12Potrebbe avere violentato e ucciso ancora.
44:15Dopo il suo arresto sono stati trovati i cadaveri martoriati di due donne, una mamma ed una figlia di 14
44:21anni.
44:21I corpi senza vita delle due donne erano seppelliti davanti ad un ciliegio sotto 30 centimetri di terra.
44:27Una visione agghiacciante per gli investigatori della polizia.
44:30La ragazzina, nemmeno 14 anni, era denudata, ammanettata, sul corpo segni di violenza carnale, la bocca serrata da nastro adesivo.
44:54Per questo duplice omicidio Izzo viene condannato a un secondo ergastolo, confermato nel marzo 2008 dalla Corte d'Assise di
45:02Appello di Campobasso.
45:03Izzo rappresenta sicuramente il pazzo morale, cioè quello che non ha dentro di sé nessun limite morale.
45:15E Andrea Ghira? L'introvabile Andrea Ghira? Per molti anni Ghira è davvero solo un fantasma.
45:21Le cronache dicono che è passato per il Kenya, sicuramente a Malindi, ci sono varie persone che testimoniano e che
45:27dicono di averlo visto.
45:28Per lungo tempo, quando iniziai a scrivere nel 2003 Cuori Neri, continuavo a trovare delle persone che mi dicevano
45:36ma sai che ho visto Ghira, sai che Ghira è tornato, sai che Ghira ha parlato.
45:41Sembrava veramente che qualcuno alimentasse un mito oppure lui stesso alimentasse un mito.
45:49L'ultima identità conosciuta di Ghira è quella di Maximo Testa. Arruolato nella legione straniera spagnola, risulta morto nel 1994.
46:00Il legionario del Terzio che vive in Spagna, questa sua esistenza abbastanza dolente e drammatica,
46:08abita in una stanzetta piccola, ha una storia che non funziona più e arriva al suicidio, addirittura padre dopo una
46:18grandissima ubriacatura.
46:23Ma Donatella non ci crede. Non si convince neppure quando a Melilla, in Spagna, vengono ritrovati la tomba e il
46:30corpo di Maximo Testa.
46:32Per quanto riguarda la vicenda di Ghira, se chiaramente io non ci credo, si vede che è una messa in
46:39scena.
46:43Non può essere finita così. Donatella non può smettere di combattere. Forse non vuole nemmeno.
46:50Donatella Colasanti sa che Andrea Ghira non ha fatto un giorno di carcere e quindi per lei è come se
46:56lui in qualche modo non avesse mai pagato perché se l'è fatta la sua vita.
46:59Certamente il fatto di sapere che uno dei suoi aguzzini era morto e lei a questa morte non credeva, ruppe
47:12quel filo conduttore che aveva animato la sua vita, che l'aveva disperatamente animata questa vita.
47:20Donatella non ha fatto altro che lottare.
47:23Donatella, come è cambiata la sua vita?
47:26No, no. È uguale.
47:29C'è però una lotta continua in tutti questi anni.
47:31Ma qui fa parte del mio carattere comunque.
47:35È chiaro che lei da questa cosa è sopravvissuta. Non è vissuta. Credo che per tutta la vita sia sopravvissuta.
47:45Nel 2005 l'ultima battaglia. Ma stavolta il nemico è implacabile.
47:51Si chiama Cancro.
47:53Donatella Colasanti si spegne a Roma il 30 dicembre.
47:57A 47 anni.
48:13Parma, 9 febbraio 1986.
48:16L'imprenditore cinquantenne Carlo Mazza viene trovato ucciso nella sua auto.
48:21Dalle narici e dalle orecchie ci sono dei grumi di sangue.
48:26Carlo Mazza ama godersi la vita, anche troppo.
48:29Forse è finito in un giro di usura.
48:31I cravatari esistevano ed esigevano anche con modalità che sono molto vicine a questo delitto.
48:40O forse c'è di mezzo una donna splendida e inquietante.
48:43Era di una bellezza sconvolgente. Era giovane, affascinante, sexy.
48:49Quando si ha 24 anni ci si sente padroni del mondo.
48:53Nella prossima puntata di Delitti vi racconteremo una storia d'amore e morte nella Parma Bene degli anni Ottanta.
49:00Protagonista la bellissima Catarina Miroslava, la spogliarellista fatale.
49:04Protagonista la bellissima Catarina Miroslava, la spogliarellista fatale.
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carlonicotera84320
Creator
Notte del 30 settembre 1975, quartiere Trieste a Roma. Nel bagagliaio di una Fiat 127 bianca, parcheggiata sotto il silenzio della notte, si nasconde l'orrore. Due ragazze, nude e avvolte in coperte intrise di sangue. Una è morta, l'altra si finge esanime per sopravvivere. Inizia così la scoperta del Massacro del Circeo, una notte senza fine di violenze, sevizie e torture inflitte da tre giovani della cosiddetta "Roma bene". L'evento che ha cambiato per sempre la coscienza sociale d'Italia...

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