00:00Siamo qui nella sala 11 all'UNESCO, si è appena conclusa la commissione oceanografica intergovernativa,
00:07il comitato esecutivo si è discusso di molti temi legati all'oceano e ieri in particolare
00:12c'è stata una sessione proprio sugli tsunami in cui ho fatto un intervento in qualità di
00:17chair del gruppo di coordinamento per il Mediterraneo e l'Atlantico Nord Orientale,
00:22il tema tsunami. Perché è importante monitorare e studiare gli tsunami? Perché il Mediterraneo
00:29è un mare che ha avuto molti eventi nel passato, nel catalogo ce ne sono oltre 200, non tutti
00:35disastrosi fortunatamente, ma alcuni lo sono stati come a Messina nel 1908, a Crita nel
00:42365 dopo di Justo e tanti altri nei secoli scorsi che hanno colpito le coste dell'Italia meridionale,
00:50soprattutto la Calabria, la Sicilia, la Puglia. Quindi noi siamo attivi come Istituto Nazionale
00:58di Geofisica e Vulcanologia con il Centro Allerta Tsunami, che è uno dei centri che forniscono
01:03i servizi di allerta al Mediterraneo, a molti paesi del Mediterraneo e alla nostra protezione
01:08civile e siamo abbastanza all'avanguardia in questo per gli tsunami, per lo studio, la
01:15caratterizzazione della pericolosità e l'allerta rapida che facciamo quando c'è un terremoto
01:21forte che potrebbe generare uno tsunami. Quindi continuiamo a migliorare, abbiamo
01:28installato delle boe recentemente, nello scorso anno, le prime boe di mare profondo per
01:33gli tsunami nel mare Ionio, stiamo lavorando su Stromboli, vulcano che anche lui ha generato
01:40degli tsunami al passato e stiamo procedendo con tante attività che sono state disporse
01:49in questi giorni anche qui a Parigi.
01:51Grazie
01:51Grazie
01:52Grazie
01:54Grazie.
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