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  • 2 giorni fa
Una riflessione che prende spunto del Vangelo del giorno, una rubrica dal linguaggio giovanile, con vista su Roma a cura di Don Giacomo Pavanello.

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Trascrizione
00:22Oggi incontriamo la preghiera del Padre Nostro secondo la versione di Matteo che è anche quella
00:27che noi utilizziamo all'interno delle nostre liturgie, delle nostre preghiere, anche quelle
00:32personali. Ed è una preghiera estremamente striminzita, una prima parte che si occupa della
00:38relazione tra l'uomo e Dio e una seconda parte che riguarda la relazione tra l'uomo e gli altri
00:46uomini. Il tutto è introdotto da questa frase di Gesù pregando non sprecate parole come i pagani
00:53che pensano di essere ascoltati a forza di parole. Il nostro Dio non è un Dio da convincere con migliaia
01:02di parole, migliaia di digiuni, migliaia di devozione. Questa è un'immagine pagana della nostra fede.
01:09Noi dobbiamo restare attenti a non cadere in questo tranello di un paganesimo che potrebbe colpire anche
01:16la nostra dimensione cristiana. Gesù Cristo è venuto a portarci, a rivelarci la corretta relazione
01:23Dio-uomini, che non è la relazione di un padrone nei confronti dei sottoposti, ma è la relazione
01:30padre-figlio. Il nostro Dio è un padre che noi non dobbiamo convincere, addirittura è lui che va
01:37incontro al figlio. Forse chi si deve convincere non è tanto il padre, ma siamo noi stessi. E allora
01:44la nostra preghiera serve veramente a convincerci fino in fondo di quanto Dio ci ama, nel senso
01:51che la nostra preghiera, che non sia fatta di parole, ma soprattutto di relazione alimentata
01:57da una relazione costante con Dio, ecco, questa relazione abbia il potere di convincere il nostro
02:04cuore che qualunque cosa ci succeda, anche il buio abbraccio della morte, non finisce in un
02:11non senso, ma finisce precisamente tra le braccia di Dio. E questa allora può diventare
02:17la nostra convinzione più profonda. La nostra vita è una vita amata, è una vita desiderata
02:24da Dio, desiderata all'interno di questa relazione padre-figlio, che allora nella preghiera vogliamo
02:30prendercela proprio tutta.
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