00:22Sono due i miracoli che vengono raccontati nel Vangelo odierno,
00:26uno operato a distanza e uno invece in presenza. Il primo si appoggia sull'immensa fede di quel
00:35centurione che chiede un gesto di attenzione, una guarigione e Gesù opera a distanza, si ferma,
00:43si appoggia su quelle parole di affidamento del centurione nei suoi confronti e lì anche a distanza
00:50può operare questo miracolo. Invece il secondo miracolo è pieno di verbi di incontro, verbi
00:59molto concreti, vedere, toccare, piegarsi e avviene a casa della suocera di Pietro che già ci ha letto
01:07e Gesù riesce a ridarle vita, a rialzarla dalla sua malattia. Perché il Vangelo accosta questi due
01:16miracoli simili ma diversi nelle circostanze per le quali accadono? Ci sta dicendo il Vangelo che Dio
01:27non ha problemi a operare i miracoli qualunque sia la situazione della vita. Il vero ostacolo ad un
01:36miracolo, ad un intervento di Dio nella nostra vita, miracoloso o meno che sia, è la presenza o
01:44l'assenza di fede. Quando non c'è la fede, non c'è questa relazione di abbandono, di fiducia sconfinata
01:53dell'uomo nei confronti di Dio, lì il miracolo non può avvenire. Ripeto, può essere fatto a distanza,
01:59può essere fatto addirittura nei confronti di una persona che è pagana, il centurione è pagano,
02:06eppure anche se non ha frequentato la fede così come la suocera di Pietro, la sua fede invece, cioè il
02:16suo abbandono nelle mani di Dio è quello che serve a Dio stesso per operare. Allora chiediamoci
02:23un po' anche noi come siamo in tal senso, se la nostra fede è una fede fatta di frequentazioni,
02:30di amicizie, di relazioni, oppure se c'è qualcosa che dobbiamo ancora migliorare. Ne va della presenza
02:37operante di Dio nella nostra vita e quindi forse è proprio il caso che questa domanda ce la facciamo
02:43con tanta serietà.
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