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  • 21 ore fa
Trascrizione
00:10In questo numero, 30% ragazzi non legge nemmeno un libro l'anno, la psicoanalista Luca Attini,
00:16immagini precostituite e disabituano alla creazione di una propria idea che invece è
00:20favorita dalla lettura. Giuffrida della sede Master Intelligenza Artificiale, app, filtri
00:25digitali e immagini diffuse alimentano diagnosi fai-da-te e fenomeni come la social media
00:30dismorfia. E ancora, camminare a passo svelto o fare le scale, così cale il rischio di otto
00:36malattie. Speciale Salus TV, allarme neofobia alimentare, otto bambini su dieci rifiutano
00:41cibi nuovi. Vi consiglio dell'esperta per aiutarvi a superare questa paura.
00:50In base agli ultimi dati Istat, ben il 30% degli adolescenti non legge nemmeno un libro
00:55l'anno. E a incrementare l'allontanamento da giornali, romanzi o libri di testo, in particolare
01:00poese e cartacei, ai quali siamo legati da una tradizione ormai secolare, è la digitalizzazione.
01:05Ma perché? A spiegarcelo è la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini di Roma, che
01:10come le stesse sottolinea, studia e analizza con particolare attenzione questo fenomeno,
01:14in quanto lo ritiene di particolare interesse.
01:16C'è una disaffezione rispetto alla carta stampata, un po' meno rispetto agli e-book, ma comunque
01:22è una tendenza generale ad abbandonare la lettura. Le ragioni sono molteplici. Possiamo
01:28metterci naturalmente la comparsa del digitale e quindi una prevalenza e una maggiore attenzione
01:35rispetto agli strumenti digitali, come social, come giochi elettronici, che distolgono dalla
01:43lettura anche per ragioni psicologiche.
01:45Ma che ruolo hanno, un po' più nello specifico, social e digitalizzazione?
01:50Il Sacological Bulletin ci dice che la dieta digitale abitua ad immagini molto rapide che
01:57riducono l'attenzione e la concentrazione. Sappiamo che da un punto di vista mentale, per poter
02:02leggere è necessario darsi tempo, essere attenti e concentrati e far sì che dalla lettura
02:09le immagini appaiano nella mente, mentre immagini precostituite che vengono fornite con facilità
02:17disabituano ad un pensiero immaginifico e anche alla creazione di una propria idea delle cose
02:25che invece è favorita dalla lettura. Quindi il digitale ha un ruolo fondamentale, soprattutto
02:30i social, nel ridurre attenzione, concentrazione, contrarre la capacità di pensare e anche diminuire
02:39la possibilità di immaginare con la propria mente, collocando in luoghi personali che
02:45afferiscono anche alla propria esperienza di vita, i personaggi e anche le storie che
02:51i libri raccontano.
02:52Ed è possibile che il digitale, in qualche modo, ti avvicini giovani al mondo della lettura?
02:57L'Australian Journal of Literature and Literacy spiega che il digitale attraverso le sue immagini
03:05può certamente essere un alleato della lettura, soprattutto se le immagini sono accompagnate
03:11ad un racconto. Possono fungere proprio da richiamo affettivo ed emotivo quando gli adolescenti
03:20poi andranno a leggere. Questo naturalmente affonda nelle radici di crescita ed evolutive
03:26i bambini che poi diventano adolescenti, poiché le immagini sono quelle che si accompagnano
03:33alla voce dei genitori che leggono loro dei libri o che insieme a loro vedono delle storie
03:40adatte alla loro età. Quindi sì, certamente, in un mondo digitalizzato in cui le immagini
03:46prevalgono, se usate in modo intelligente, da persone competenti e con l'aiuto naturalmente
03:53delle famiglie possono essere un supporto visivo e poi uditivo che può progressivamente
03:59far tornare con piacere alla lettura, arricchendo in questo modo, da un punto di vista emotivo
04:06e psicologico, gli adolescenti e anche le generazioni future.
04:16Video sui social, consigli degli influencer e implicazioni basate sull'intelligenza artificiale
04:21che promettono di riconoscere malattia della pelle da una fotografia sono ormai alla portata
04:25di tutti. Allo stesso tempo, filtri digitali, editing fotografico e immagini altamente curate
04:30stanno modificando il modo in cui molte persone percepiscono la propria pelle, alimentando
04:33aspettative spesso difficili da raggiungere. Il risultato è che sempre più persone cercano
04:38in rete informazioni dermatologiche prima di rivolgersi a uno specialista, esponendosi
04:41al rischio di diagnosi fatate potenzialmente dannose o indicazioni terapeutiche non sempre
04:45corrette. A questo si aggiunge la tendenza a inseguire modelli realistici, con possibili
04:50ricadute su autostima, benessere psicologico e rapporto con la propria immagine. Questo
04:54fenomeno, definito in letteratura social media dismorfia, nasce dal confronto continuo con
04:58immagini digitalmente modificate, che non rappresentano la realtà. In dermatologia si
05:02parla anche di digitized dismorfia, un termine più ampio che descrive l'insoddisfazione legata
05:07alla discrepanza tra immagini reali e digitali di se stessi, applicata all'uso di filtri, applicazioni
05:12di editing e piattaforme video. Non a caso sono stati coni altri termini come
05:15Snapchat dismorfia o Zoom dismorfia, che descrivono la tendenza di alcuni pazienti a desiderare
05:21un aspetto simile alle proprie immagini filtrate o alle versioni alterate osservate durante
05:24le videochiamate. Ad accendere i riflettori su un fenomeno ormai consolidato è la Sidemast,
05:29società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, che in occasione del
05:33suo 99esimo congresso nazionale dal titolo Innovazione Ricerca, il futuro della dermatologia,
05:37ha richiamato l'attenzione sull'importanza di una corretta informazione scientifica e di un uso
05:41consapevole degli strumenti digitali. Ma perché questo è diventato un problema da affrontare
05:45seriamente? Lo abbiamo chiesto a margine della conferenza stampa di presentazione del congresso
05:49a Roberta Giuffrida, dermatologa e ricercatrice presso il Policlinico Universitario Gaetano
05:54Martino di Messina e membro del Consiglio Direttivo della Sidemast.
05:57Sono argomenti importanti intanto perché sono attuali, sono attuali perché ormai il social
06:03rientra diciamo nell'abitudine di tutti noi, non soltanto i nostri pazienti li utilizziamo
06:08non nel nostro quotidiano. In questo contesto in realtà il nostro focus è dedicato ovviamente
06:13al social impiegato nelle patologie della pelle, quindi il paziente che si interfaccia
06:21appunto al social e al mondo esterno per andare a cercare delle risposte sulla propria pelle,
06:27quindi anche andare a cercare delle diagnosi, andare a cercare delle cure. Molto spesso arriva
06:32da noi già con una diagnosi fatta, con una terapia approvata, testata, otto pazienti
06:39su dieci giungono da noi a visita con appunto una skin care già praticata, quindi sicuramente
06:46questo è uno dei primi problemi. Poi l'altro è legato proprio al social che va a determinare
06:54delle illusioni molto spesso nei nostri pazienti. Sono pazienti che si confrontano con l'immagine
07:00di se stessi, non con quella che è la realtà e quindi diciamo preferiscono proprio un contesto
07:09che è quello appunto della videochiamata di zoom perché magari appunto riescono a modificarsi
07:14o anche queste app che vanno ad editare i lineamenti, a rendere i visi più simmetrici, a togliere
07:21le rughe, a rimuovere i pori. Ormai i filtri sono appunto all'ordine del giorno, non soltanto
07:26per le fotografie diciamo degli ambienti, ma anche e soprattutto proprio appunto riguardano
07:32la persona. Quindi il paziente che ormai si vede soltanto in quel modo, soltanto come in
07:38quella fotografia, come in quel video, molto spesso resta scontento, deluso dalla realtà
07:43e viene e giunge appunto a noi con un ideale, un ideale che però non può sempre poi essere
07:49rispettato perché magari appunto ci chiede anche di aiutarlo a diciamo apparire come in
07:57quelle foto, in quelle immagini, in quei video. E proprio appunto il nostro ruolo fondamentale
08:02è quello di andare a far capire ai pazienti che ognuno di noi è una pelle diversa dall'altro
08:07con delle caratteristiche biologiche ben definite che devono essere rispettate.
08:12Qualcuno poi arriva a confondere la figura del dermatologo con quella del medico estetico.
08:16Ma è corretto?
08:17Allora molti dermatologi in realtà praticano anche la medicina estetica. È vero che si
08:22tratta appunto di un campo ampio praticato anche da altri specialisti, anche da medici
08:27di medicina generale. L'importante è la responsabilità da parte di noi di andare a ovviamente capire
08:35il tipo di paziente che si ha davanti, un eventuale disagio anche psicologico di questo paziente
08:40perché molto spesso è un paziente anche delle donne vengono diciamo da noi andando a chiedere
08:46qualcosa che gli vada a esagerare, anche a deformare se possiamo far passare questo
08:52termine. Quindi sicuramente una responsabilità nei confronti appunto di un paziente che deve
08:57essere rispettato e educato per vedersi per come realmente è.
09:07Salire le scale, camminare a passo svelto, correre per prendere l'autobus o pochi minuti
09:11di attività fisica intensa al giorno bastano per ridurre in misura significativa il rischio
09:15di sviluppare o morire di alcune gravi malattie nei successivi sette anni. Un mentaglio che
09:19comprende patologie cardiovascolari, aritmie cardiaca, diabete di tipo 2, malattie infiammatorie
09:24immunomediate, malattie epatiche, respiratorie croniche, renali croniche e demenza. Ad aumentarlo
09:29uno studio pubblicato sullo European Heart Journal che ha analizzato i dati di quasi 96.000
09:36persone. Ricercatori internazionali guidati da colleghi della Cina hanno confrontato i
09:41livelli complessivi di attività fisica con la quantità di attività intensa svolta
09:44ad ogni individuo. Quindi hanno monitorato il rischio di sviluppare otto gravi malattie nel
09:49corso del tempo. Gli scienziati hanno evidenziato che anche sforzi estremamente concentrati, come una
09:54corsa per prendere l'autobus, sono risultati associati ad un minor rischio di malattia e di
09:58morte. Gli effetti protettivi sono stati particolarmente evidenti per le patologie
10:02infiammatorie, come l'artrite, la demenza o gravi problemi cardiovascolari, come infarto e ictus.
10:07Sappiamo, spiegano gli studiosi, che l'attività fisica riduce il rischio di malattie croniche e
10:11morte prematura. Sono sempre più numerosi gli elementi in base ai quali l'attività intensa al minuto offre
10:17maggiori benefici per la salute rispetto all'attività moderata, ma rimangono interrogativi
10:21sull'importanza dell'attività intensa rispetto all'attività fisica totale. I partecipanti,
10:26tutti coinvolti nello studio legati ai dati raccolti sulla UK Biobank, hanno indossato
10:31dispositivi da polso per una settimana. I device hanno registrato modelli di movimento dettagliati,
10:36comprese brevi fasi di attività intensa, che le persone potrebbero non ricordare o non segnalare.
10:41I ricercatori hanno quindi utilizzato questi dati per calcolare sia l'attività totale sia la
10:45percentuale di attività sufficientemente intensa da causare il respiro affannoso. Il team ha poi
10:49confrontato queste misurazioni con la probabilità che i partecipanti muovissero sviluppassero
10:54qualcuna di quelle otto gravi malattie nei successivi sette anni, constatando che le persone
10:58che dedicavano una parte maggiore della loro attività fisica all'esercizio intenso presentavano
11:03rischi nettamente inferiori per tutte le patologie studiate. Rispetto a chi non praticava alcuna
11:07attività fisica intensa, gli individui con livelli più elevati di attività fisica mostravano un rischio
11:12inferiore del 63% di demenza, del 60% di diabete di tipo 2 e del 46% di mortalità
11:18in generale.
11:19Questi benefici sono stati osservati anche quando il tempo totale dedicato all'attività
11:23fisica intensa si è dimostrato relativamente ridotto. I ricercatori hanno inoltre scoperto
11:28che per le condizioni infiammatorie come l'artrite, la psoriasi e l'intensità sembrava essere
11:32il fattore chiave nella riduzione del rischio. Al contrario, per malattie come il diabete e le
11:37malattie epatiche croniche, sia la durata che l'intensità dell'esercizio risultavano solo
11:41importanti. L'attività fisica intensa, spiegano i ricercatori, sembra innescare risposte
11:46specifiche nell'organismo, che l'attività a bassa intensità non riesce a replicare
11:49completamente. Durante l'attività fisica intensa, quella che fa rimanere senza fiato,
11:54l'organismo reagisce in modo potente. Il cuore pompa sangue in modo più efficiente,
11:58i vassi sanguigni diventano più elastici e il corpo migliora la sua capacità di utilizzare
12:02l'ossigeno. L'attività fisica intensa sembra anche ridurre l'infiammazione. Potrebbe inoltre
12:07stimolare la produzione di sostanze chimiche nel cervello, che contribuiscono a mantenere sane
12:11nelle cellule cerebrali e questo potrebbe spiegare il minor rischio di demenza. Questi
12:15risultati fanno quindi pensare che rendere intensa parte della propria attività fisica
12:19possa portare notevoli benefici alla salute, aggiungono i distudiosi. Non è necessario però
12:24andare in palestra, salire le scale velocemente, camminare a passo svelto tra una commissione
12:28e l'altra o giocare attivamente con bambini può fare davvero la differenza. Anche solo 15-20
12:33minuti a settimana di questo tipo di sforzo, pochi minuti al giorno, sono state associate a significativi
12:38benefici per la salute. Le attuali linee guida, comprese quelle dell'Organizzazione Mondiale
12:43della Sanità, si concentrano generalmente sulla quantità di tempo dedicato all'attività fisica
12:47a settimana. I nostri risultati suggeriscono invece che è la composizione di tale attività
12:51ad essere importante e lo è il modo diverso a seconda delle malattie che si cerca di prevenire.
12:56Questo potrebbe aprire la strada raccomandazioni sull'attività fisica più personalizzate, basate
13:00sui rischi specifici per la salute di ogni individuo. Un dettaglio però non va trascurato,
13:05l'attività fisica intensa potrebbe non essere sicura per tutti, soprattutto per gli anziani o le
13:09persone con determinate patologie, ma anche per loro qualsiasi aumento del movimento è comunque
13:14benefico e l'attività dovrebbe essere adattata alle esigenze individuali, concludono gli studiosi.
13:25L'estate è il tempo di viaggi, vacanze, pranzi in famiglia e nuove esperienze, anche a tavola. È
13:31proprio in questo periodo infatti che bambine e bambini hanno più occasioni per entrare in contatto
13:35con ingredienti e tradizioni culinarie diverse. Eppure, davanti a un alimento sconosciuto,
13:40molti reagiscono, storcendo la bocca e rifiutandosi di mangiarlo. Si tratta della neofobia
13:45alimentare, una fase fisiologica dello sviluppo infantile caratterizzata dalla diffidenza e dalla
13:50riluttanza generalizzata nei confronti dei cibi nuovi. Secondo uno studio del CREA, il consiglio per la
13:55ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria. Infatti, ben l'85,4% dei bambini
14:01presenta un livello intermedio o alto di questa paura del cibo, una condizione che risulta
14:06associata a una minore aderenza alla dieta mediterranea e a un maggior rifiuto di alimenti
14:10quali frutta, verdura e legumi. Ma cosa si intende per neofobia alimentare? A spiegarlo
14:14la professoressa Laura De Gara, presidente del corso di laurea magistrale in scienze dell'alimentazione
14:19e della nutrizione dell'Università Campus Biomedico di Roma. La neofobia alimentare può essere
14:24una fase transitoria nello sviluppo dei gusti alimentari dei bambini e in questo la famiglia
14:29ha un ruolo molto molto importante, proprio per facilitare che il bambino acquisti delle abitudini,
14:36uno stile di vita nei confronti dell'alimentazione che sia appunto promotore di salute. Ma come possiamo
14:43interpretare questa neofobia alimentare? Sappiamo che molto spesso i bambini non gradiscono cibi
14:50che hanno dei sapori molto forti, soprattutto se il sapore tende all'amaro o una consistenza
14:56che è un po' particolare, che è più molliccia. Pensiamo alla consistenza per esempio dei funghi
15:02che sono un altro alimento che non a tutti i bambini piace. Oppure abbiamo delle neofobie legate a delle
15:09difficoltà nell'assunzione di un determinato alimento. Pensiamo per esempio alla paura che un bambino
15:15può avere nell'ingerire del pesce perché ha avuto esperienze con le lische del pesce che gli hanno dato
15:23fastidio. Ecco per cui possiamo avere tanti tipi di neofobie diverse. Da un punto di vista evolutivo
15:30la neofobia alimentare è una sorta di meccanismo di sopravvivenza. E' importante, era importante
15:37soprattutto per i nostri antenati, non esporsi troppo a degli alimenti nuovi di cui non si conosceva.
15:45ecco se fossero tossici o meno tossici. Questo era particolarmente importante nei bambini che sono
15:50più esposti alla tossicità di un certo alimento e forse anche per quello i bambini hanno una
15:56percezione del gusto molto più forte di quella che abbiamo noi adulti. Ma se, come sottolinea la
16:02professoressa De Gara, la neofobia può rappresentare una valvola di sicurezza, anche la neofilia però è un
16:08aspetto importante per lo sviluppo dell'uomo che spostandosi da un luogo all'altro della terra ha
16:12dovuto imparare a mangiare cibi nuovi per sopravvivere. E' un po' quello che succede
16:16adesso con la globalizzazione. Siamo molto esposti a nuovi alimenti, alimenti che provengono di altre
16:22culture che sono diventati parte integrante della nostra alimentazione. Questo è successo con i
16:29pomodori, con il mais dopo la scoperta dell'America ma in qualche modo sta continuando a seguire. Per cui
16:35è importante questo equilibrio tra neofobia come fattore di protezione e neofilia come fattore che
16:42ci permette di essere esposti a cose nuove e a cose che in qualche modo migliorano anche la qualità
16:49nutrizionale. Anche il gusto però lo si può educare e l'estate con i suoi ritmi più rilassati e le
16:55tante occasioni di convivialità può rappresentare un'occasione favorevole per aiutare bambini e bambine
16:59ad ampliare il proprio repertorio alimentare. Proporre nuovi ingredienti senza pressioni,
17:04cucinare insieme, raccontare la storia dei cibi e coinvolgere i piccoli nella preparazione del
17:08pasto sono strategie che favoriscono curiosità e disponibilità all'assaggio. Un approccio
17:13supportato anche dalla ricerca scientifica. Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific
17:17Reports dai ricercatori dell'Università Campus Biomedico di Roma, condotto su circa 800 bambini
17:22italiani tra i 6 e i 10 anni, ha mostrato infatti che un percorso di educazione alimentare basato
17:26sul nutripiatto è associato a un miglioramento delle abitudini alimentari. Dopo due mesi,
17:31i bambini coinvolti hanno aumentato il consumo di verdure, cereali integrali e acqua, riducendo
17:36al tempo stesso le porzioni di carne e comportamenti sedentari. E in alcune delle regioni coinvolte
17:41nello studio, fino all'83% dei bambini ha incrementato il consumo di verdure, evidenziando
17:46il potenziale di un approccio semplice, pratico e condiviso nel favorire abitudini alimentari più
17:50sane. E in questo, ripetisce Laura De Chiara, un ruolo molto importante lo svolge proprio la famiglia.
17:55Gli adulti sono inevitabilmente un modello dei bambini. In una famiglia in cui l'alimentazione
18:03è varia e variegata, è più facile che i bambini superino con facilità queste neofobie.
18:10È importante aiutare i bambini a conoscere gli alimenti. Come li possono conoscere? Beh,
18:15raccontando da dove vengono, aiutandoli a manipolarli, facendosi accompagnare a fare la
18:21spesa, facendosi accompagnare a cucinare, mantenendo in ogni caso un ambiente sano. Quello
18:27che non dobbiamo fare è impedire al bambino di fare ciò che si sente, imporsi eccessivamente al
18:34bambino, ma invece sì, riproporre quell'alimento più volte, anche in modi diversi, in modo tale che
18:41il bambino sia attratto in qualche modo dalla storia che sente, dall'esperienza che ha fatto e dal
18:48vedere che i genitori, i fratelli più grandi, gli altri familiari si accostano a quell'alimento
18:54con serenità. Oggi poi in aiuto viene anche il nuovo Nutripiatto senza confini, strumento
19:00pratico e innovativo che aiuta a comporre passi equilibrati accogliendo ingredienti da tutto il
19:04mondo. Noi abbiamo tanti progetti in collaborazione con pediatri, uno di questi è Nutripiatto, insieme
19:11alla Società Italiana di Pediatria Sociale, abbiamo creato questo tool di educazione alimentare
19:20promosso da Nestlé, proprio per aiutare le famiglie ad avere degli strumenti che aiutino
19:26i bambini a crescere con un'alimentazione che è sana. Perché è importante il ruolo del
19:32nutrizionista? Perché ha acquisito una serie di conoscenze scientifiche che aiutano a dare
19:39ragioni anche ai genitori, a far capire in che modalità possono proporsi ai loro bambini
19:46e in che modo possono bypassare delle difficoltà che se sono transitorie non hanno nessuna rilevanza,
19:53ma che se diventano un ostacolo a un'alimentazione correttamente biodiversificata possono diventare
20:02un impoverimento alimentare anche importante.
20:08Questa era la nostra ultima notizia, per contattarci potete scrivere a salute-adncronos.com
20:14Grazie per averci seguito e alla prossima puntata!
20:19Grazie a tutti!
20:21Grazie a tutti!
20:34Grazie a tutti!
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