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  • 1 giorno fa
«Io credo che nella storia della pesca alle vongole non ci sia mai stata una devastazione come quella attuale. Una moria del genere non si era mai vista. Sul mare veneto circa 110 imbarcazioni sono ormeggiate oramai da due anni». A dirlo è Gianni Stival, presidente nazionale del Consorzio di gestione molluschi balivi, il quale spiega tutto il dramma che stanno vivendo centinaia di pescatori in Veneto, e con essi le rispettive famiglie.
Il motivo? L’acqua di mare che ha raggiunto, e in alcuni casi superato, i 30 gradi centigradi; l’assenza di temporali e del vento di bora che favorisce il ricambio dell’acqua marina; oltre a questo l’ampia presenza di granchi blu in mare produce la devastazione tutto ciò che incrociano.
Nel video l’intervista a Gianni Stival, presidente nazionale dei produttori di vongole.

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Trascrizione
00:00I sole alle levate temperature insistono da settimane in tutta Italia, in acqua il termometro ha raggiunto e superato i
00:0830 gradi, i centigradi che se da un lato possono essere positivi, apprezzati dai vacanzieri, da un altro punto di
00:15vista stanno mettendo i ginocchi e stanno cambiando l'ecosistema marino.
00:19Gianni Stival, che cosa sta succedendo, in particolare il mondo della pesca?
00:23Sta succedendo una cosa molto grave, noi abbiamo subito nel 2024, ottobre 2024, una forte moria di vongoli lupino di
00:33mare, cosiddetto pevarassa di te in dialetto e siamo ancora a casa.
00:39Quindi 110 imbarcazioni che sono ormeggiate già da due anni e ovviamente con queste alte temperature il pericolo è che
00:49anche quest'anno andremo a rischiare un'ulteriore moria.
00:54Questo è stato un disastro ambientale mai visto nella storia delle vongole, quindi i consorzi sono in grande difficoltà,
01:01perché il compartimento di Venezia e di Chioggia che gestisce il territorio sono due consorzi e le cooperative che sono
01:08in grande difficoltà e quindi tutto il sistema Veneto sta crollando.
01:14Quante persone, quante famiglie lavorano in questo mondo delle pesca?
01:18Allora sono 350 famiglie che più l'indotto, perché evidentemente sia a Carle con l'azienda dei pescaori, sia a
01:27Chioggia con l'Oppie Vivalvia Veneto,
01:29non avendo la materia prima del nostro territorio, del nostro mare, si lavoriamo le vongole di Ancona, Pescara, di altri
01:37compartimenti,
01:37che è un passaggio in più a livello commerciale, quindi il guadagno quello che era per noi non diventa più
01:45sufficiente per sostenere le due realtà di Carle e di Chioggia.
01:51Il prodotto di Carle è un prodotto che ha un grande valore, voi avete delle certificazioni particolari su questo?
01:58Sì, noi siamo gli unici in Italia a aver certificato la vongola lupino biologica nell'area di Falconera,
02:08che non vendiamo più le vongole bio, sono già due anni.
02:12Questo caldo, che è un caldo mai visto per qui, è un mese che fa 38 gradi e quindi soffriamo
02:20noi umani,
02:20soffre la natura, soffre l'agricoltura e soffre la pesca.
02:24Ci vorrebbe la bora, vent'anni fa, trent'anni fa, la bora durava 15 giorni, 20 giorni, a 120,
02:31non esiste più la bora e quindi la bora porta la sabbia in spiaggia e porta l'acqua buona,
02:39quindi è un riciclo d'acqua che riporta l'acqua fresca e quindi questo manca.
02:45E' anche più ancora un problema?
02:47E' ancora un grande problema, che prima era in Laguna, a Scardovari, insomma nel Delta del Po,
02:54adesso questo problema si affronta anche in mare, ce ne sono tantissimi, ce ne sono tantissimi.
03:02I tempi di ripresa sono difficilissimi perché la lattura ti dà e ti toglie,
03:06quindi dovremmo avere almeno un inverno molto freddo, le bore che non esistono più,
03:13dovremmo avere quelle mareggiate che consenta alla natura di riprendersi il prima possibile.
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