Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 17 ore fa
Roma, 6 ago. (askanews) - "Questo documentario è nato per commemorare i settant'anni della tragedia di Marcinelle, ma anche per raccontare la dolorosa vita che hanno fatto tanti emigranti italiani sia in Belgio, nelle miniere, ma anche in altri posti del mondo. Allo stesso tempo vuole essere un segno di speranza per le nuove generazioni, per quelli che hanno perso i nonni o i padri in questa tragedia affinché possano comunque superare un dolore che è ancora molto vivo dentro di loro. Ecco, attraverso il documentario, attraverso le loro rappresentazioni fotografiche, perché hanno fatto delle mostre teatrali, c'è un riscatto. Ecco perché si chiama 'Il fiore delle terre nere'". Così il regista Salvatore Braca ha definito, a margine della presentazione in anteprima della sua opera alla Farnesina, il documentario sulla tragedia di Marcinelle "Il fiore delle terre nere", che andrà in onda domenica 9 agosto su Rai Uno.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Questo documentario è nato per commemorare i 70 anni della tragedia di Marsinelle,
00:06ma anche per raccontare la dolorosa vita che hanno fatto tanti migranti italiani
00:12sia in Belgio, nei Mediniere, ma anche in altri posti del mondo.
00:16Allo stesso tempo vuole essere un segno di speranza per le nuove generazioni,
00:21per quelli che hanno comunque perso i nonni, i padri in questa tragedia,
00:26per che possano comunque superare un dolore che è ancora molto vivo dentro di loro.
00:31Attraverso il documentario, attraverso anche le loro rappresentazioni fotografiche,
00:37perché hanno fatto delle mostre teatrali, ecco c'è un riscatto,
00:41ecco perché si chiama il fiore delle terre in Mediniere.
00:44La verità non si sa poi mai.
00:48È stato qualcosa che non ha funzionato.
00:53A me quanto mi fanno delle domande,
00:56dico stop, io posso andare fino lì e poi si chiude.
Commenti

Consigliato