00:00I mari italiani continuano a scaldarsi, il calore raggiunge ormai anche i fondali
00:05fino a 30-40 metri di profondità. È il quadro del sesto rapporto mare caldo di
00:11Greenpeace Italia basato sui dati raccolti nel 2025 in 14 stazioni di
00:16monitoraggio, 13 delle quali in aree marine protette.
00:21Secondo Copernicus il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato a
00:26livello globale. Nel Mediterraneo alcune aree hanno superato i 200 giorni di
00:31ondate di calore marino. Anche i termometri subacquei di Greenpeace hanno
00:36rilevato temperature elevate in tutte le aree studiate. Il caso più evidente è
00:40l'Asinara in Sardegna. Tra fine maggio e luglio 2025 l'anomalia ha raggiunto i 3,5
00:47gradi sopra la soglia climatologica durante un'ondata durata 41 giorni. Il calore
00:54accumulato in superficie è sceso verso i fondali portando temperature fino a 25
00:59gradi a 30-40 metri. Per Valentina Di Miccoli, responsabile della campagna mare
01:05di Greenpeace Italia, il Mediterraneo sta cambiando rapidamente e gli effetti di
01:10riscaldamento raggiungono ormai anche gli habitat più profondi con
01:14conseguenze dirette sulla salute degli ecosistemi marini. I monitoraggi biologici
01:19all'Isola d'Elba, l'Asinara e a Torre Guaceto hanno rilevato necrosi e
01:24sbiancamento su gorgoni e coralli. Cresce anche la presenza di specie
01:28termofile e aliene. All'Elba, unica area della rete fuori da una protezione
01:33marina, sei anni di dati indicano un peggioramento delle comunità bentoniche.
01:39Per Greenpeace le aree marine protette aiutano gli ecosistemi a resistere alla
01:43crisi climatica ma vanno accompagnati dal taglio delle emissioni di gas
01:47serra. Il rapporto è dedicato a Monica Montefalcone, ecologa dell'Università di
01:52Genova, tra le fondatrici del progetto Mare Caldo, morta a maggio durante
01:57un'immersione alle Maldive con la figlia Giorgia e altri tre sub italiani.