00:02Signor Presidente, colleghe e colleghi, so che sto per dire una cosa grave che potrebbe
00:07turbare qualcuno. Del resto, arrivati al voto finale, attenuarla rispetto alle convenzioni
00:15parlamentari sarebbe una forma di complicità. Potremmo tornare ancora sul premio di maggioranza,
00:20sulle liste bloccate, sulla cancellazione dei collegi, sulla figura costituzionalmente
00:25inesistente del candidato Presidente del Consiglio, sull'eguaglianza del voto, sui criteri indecenti
00:31con cui alcuni partiti presenti in Parlamento hanno distribuito a se stessi il privilegio
00:37dell'esenzione dalle firme e respinto la raccolta digitale. A questo punto, però, insistere
00:43sui singoli meccanismi rischierebbe di nascondere la gravità generale dell'operazione. Questa
00:48legge costituisce un colpo di Stato elettorale. Uso questa espressione nel suo significato
00:54politico più preciso, l'atto con cui una maggioranza contingente, servendosi delle forme
01:00della legalità ordinaria, modifica a proprio vantaggio le condizioni attraverso cui potrebbe
01:05essere rimossa dal potere. L'atto con cui un potere costituito pretende di diventare
01:13costituente senza dichiararlo, senza assumersene la responsabilità, senza sottoporsi al giudizio
01:20del popolo. Avevate tentato, Ministra Casellati, la revisione costituzionale per introdurre il
01:26Premierato. Quella strada vi avrebbe obbligato a dire quale Repubblica volevate costruire,
01:31a definire i poteri del Presidente del Consiglio, il rapporto fiduciario, le prerogative del
01:36Presidente della Repubblica, le condizioni di scioglimento delle Camere e soprattutto
01:40vi avrebbe portati a sottoporvi a un referendum costituzionale popolare, quel popolo a cui vi
01:46richiamate così spesso. Vi sono mancate la forza politica e il coraggio. Diciamolo
01:52con chiarezza a Giorgia Meloni è mancato il coraggio. Avete allora scelto di prelevare
01:58da quel progetto solo l'elemento che davvero vi interessava, l'investitura del Capo e di
02:03introdurlo surrettiziamente attraverso una riforma della legge elettorale per via ordinaria.
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