00:03La sfida che abbiamo davanti è estremamente ardua, però è anche molto appassionante perché si apre uno scenario in cui
00:11la possibilità di utilizzare nuovi farmaci come gli anticorpi monoclonali
00:19che sono in grado di poter rimuovere l'amiloide che è la proteina anomala che come sappiamo caratterizza la malattia
00:30di Alzheimer.
00:31Apre questo scenario perché sono farmaci cosiddetti disease modifying, cioè che sono in grado di modificare il decorso della malattia
00:40e quindi i neurologi, i medici che si occupano di Alzheimer hanno a disposizione delle armi che fino ad oggi
00:51non esistevano.
00:52Questo per noi è stato estremamente frustrante perché la malattia di Alzheimer è molto complessa, molto difficile e poi molto
00:59grave come condizione
01:03che poi colpisce la persona e poi le famiglie. Quindi trovarsi come medici senza avere a disposizione delle molecole in
01:11grado di poter agire
01:15e dare dei risultati sul decorso della malattia è stato estremamente frustrante.
01:22Certamente oggi l'attenzione dei medici, dei clinici si sposta sulla precocità della diagnosi, quindi intercettare i pazienti quanto prima
01:32è fondamentale.
01:33E' chiaro che tutto questo, una volta che i pazienti sono stati intercettati, una volta che ci sarà la possibilità
01:41di poterli trattare,
01:42quello che è importante è potersi collegare al meglio con il territorio e quindi rendere tutto questo sostenibile, anche tempestivo
01:53e anche appropriato.
01:55Per fare questo è necessario organizzare dei percorsi clinici assistenziali che vuol dire condividere insieme a tutte le altre figure,
02:05medici, infermieri, altri professionisti del territorio, assistenti sociali, cioè tutti coloro che ruotano intorno a un paziente con Alzheimer,
02:14costruire dei documenti operativi che sono appunto gli strumenti attraverso i quali poi si declina il percorso del paziente.
02:23Questo percorso del paziente si deve declinare dall'ospedale al territorio, cioè non esiste che il paziente con Alzheimer
02:30è un paziente del medico ospedaliero o del medico territoriale.
02:35Quello che noi diciamo come società scientifica è che ci deve essere il neurologo di percorso,
02:40cioè il neurologo che segue il paziente lungo tutta la sua traiettoria di malattia, ovviamente interfacciandosi con tutte le altre
02:48figure.
02:48In definitiva noi pensiamo che con uno sforzo del Servizio Sanitario Nazionale che non si è mai tirato indietro di
02:56fronte anche ad altre sfide difficili,
02:58come è stato per le malattie oncologiche, per le cure palliative, anche in questo settore che è molto complesso, molto
03:05articolato, potremo fare la nostra parte.
Commenti