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  • 5 days ago
“Oggi lo scenario apre alla possibilità di utilizzare nuovi farmaci come gli anticorpi monoclonali in grado di poter rimuovere l’amiloide, la proteina anomala che caratterizza la malattia di Alzheimer. Si tratta di farmaci cosiddetti disease-modifying, cioè in grado di modificare il decorso della malattia. Ora i neurologi e i medici che si occupano di Alzheimer hanno a disposizione mezzi che fino ad oggi non esistevano”. Lo spiega Pasquale Palumbo, presidente Sno - Scienze neurologiche ospedaliere, nel corso del convegno ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, dal titolo "Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva".

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Transcript
00:03La sfida che abbiamo davanti è estremamente ardua, però è anche molto appassionante perché si apre uno scenario in cui
00:11la possibilità di utilizzare nuovi farmaci come gli anticorpi monoclonali
00:19che sono in grado di poter rimuovere l'amiloide che è la proteina anomala che come sappiamo caratterizza la malattia
00:30di Alzheimer.
00:31Apre questo scenario perché sono farmaci cosiddetti disease modifying, cioè che sono in grado di modificare il decorso della malattia
00:40e quindi i neurologi, i medici che si occupano di Alzheimer hanno a disposizione delle armi che fino ad oggi
00:51non esistevano.
00:52Questo per noi è stato estremamente frustrante perché la malattia di Alzheimer è molto complessa, molto difficile e poi molto
00:59grave come condizione
01:03che poi colpisce la persona e poi le famiglie. Quindi trovarsi come medici senza avere a disposizione delle molecole in
01:11grado di poter agire
01:15e dare dei risultati sul decorso della malattia è stato estremamente frustrante.
01:22Certamente oggi l'attenzione dei medici, dei clinici si sposta sulla precocità della diagnosi, quindi intercettare i pazienti quanto prima
01:32è fondamentale.
01:33E' chiaro che tutto questo, una volta che i pazienti sono stati intercettati, una volta che ci sarà la possibilità
01:41di poterli trattare,
01:42quello che è importante è potersi collegare al meglio con il territorio e quindi rendere tutto questo sostenibile, anche tempestivo
01:53e anche appropriato.
01:55Per fare questo è necessario organizzare dei percorsi clinici assistenziali che vuol dire condividere insieme a tutte le altre figure,
02:05medici, infermieri, altri professionisti del territorio, assistenti sociali, cioè tutti coloro che ruotano intorno a un paziente con Alzheimer,
02:14costruire dei documenti operativi che sono appunto gli strumenti attraverso i quali poi si declina il percorso del paziente.
02:23Questo percorso del paziente si deve declinare dall'ospedale al territorio, cioè non esiste che il paziente con Alzheimer
02:30è un paziente del medico ospedaliero o del medico territoriale.
02:35Quello che noi diciamo come società scientifica è che ci deve essere il neurologo di percorso,
02:40cioè il neurologo che segue il paziente lungo tutta la sua traiettoria di malattia, ovviamente interfacciandosi con tutte le altre
02:48figure.
02:48In definitiva noi pensiamo che con uno sforzo del Servizio Sanitario Nazionale che non si è mai tirato indietro di
02:56fronte anche ad altre sfide difficili,
02:58come è stato per le malattie oncologiche, per le cure palliative, anche in questo settore che è molto complesso, molto
03:05articolato, potremo fare la nostra parte.
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