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Trascrizione
00:00Sia i sacerdoti presenti nella zona, sia le donne di vezza d'odio, che ebbero un ruolo fondamentale nella cura
00:15dei feriti, sia dei feriti italiani, nonché del regio esercito imperiale asburgico.
00:24Non meno lo furono gli austriaci, che si presero cura dei garibaldini e li portarono a Rovereto, a Trento e
00:35anche a Bolzano.
00:37Lo storico esperto di Croce Rossa e di Storia della Medicina narra un episodio che sembra accaduto ieri e di
00:42cui è stato testimone oculare.
00:44Sono passati 160 anni e la piazza di vezza d'odio, intitolata a quel giorno della battaglia garibaldina, il 4
00:50luglio 1866, doveva essere un ospedale a cielo aperto.
00:55In Alta Valle Camonica si tramanda il ricordo di quei momenti.
00:58Per l'anniversario, cerimonia civile e religiosa con omaggio ai monumenti dedicati all'episodio, incontri, visite guidate al Museo Garibaldino,
01:06che ha aggiunto in questa occasione un pezzo alla collezione esposta.
01:09La battaglia fu pagina di storia che coinvolse da Incudine al passo del Tonale e di fatto impedì la discesa
01:15degli austriaci verso la pianura.
01:17L'unico effettivo fatto d'arma e del risorgimento in valle nonché uno dei combattimenti più in quota, se non
01:23il più in quota, di tutto il risorgimento italiano.
01:25L'ardore dei volontari, pur scontrandosi contro la caneta resistenza delle troppe austriache che di fatto riuscirono padrone del campo,
01:33convince questi a non tentare poi ulteriori discesi in Valle Camonica impedendo il ritorno degli austriaci in una valle che
01:39aveva già sperimentato ampiamente il gioco asburgico e che fu lieta di liberarsene per sempre.
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