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«Monte Pellegrino, la storia di Rosalia Sinibaldi», con Aurora Fiorenza, è la seconda puntata della serie Tgs «Rosalia — Racconti di fede, memoria e rinascita». Un viaggio tra natura e fede, dalla montagna sacra fino al cuore della grotta dove la Santuzza scelse una vita di contemplazione, con lo sguardo sempre rivolto verso Palermo. Il racconto della sua storia, del ritrovamento delle reliquie e del legame che da oltre quattrocento anni unisce Rosalia alla sua città.
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NovitàTrascrizione
00:00Grazie a tutti
00:35Rosalia Sinibaldi nacque nel 1130 da una famiglia nobile normanna
00:43e fin da giovane ebbe forte il desiderio di consacrarsi al Signore
00:48scegliendo una vita da eremita e rifiutando un matrimonio imposto.
00:54La sua esperienza si mosse tra le grotte della Quisquina ad Agrigento e qui.
01:00Al Monte Pellegrino di Palermo e fu proprio in questo luogo che il 15 luglio del 1624
01:06furono ritrovate le spoglie di Rosalia Sinibaldi, quella che poi diventò la patrona di Palermo.
01:23Valerio, cominciamo con ordine. Qual è la storia di questo monte?
01:28Beh, ci troviamo su quello che Goethe ci dice il promontorio più bello del mondo.
01:33Ed è proprio in questo spazio che qui non basterebbe addirittura un simposio per poter ricostruire,
01:41raccontare tutto il fascino, ma anche tutta la storia, tutto ciò che noi calpestiamo intriso
01:47profondamente di storia, ma anche di archeologia, di paesaggistica, di fede nel nostro caso,
01:54perché qui visse Rosalia Sinibaldi, quella che poi divenne la patrona della città di Palermo.
02:01Un monte che porta con sé una storia non indifferente.
02:05Addirittura ci sono testi molto antichi, dove si cerca, molti studiosi hanno cercato negli anni
02:13di approfondirli, di comprenderne l'importanza. Uno tra questi è un testo antichissimo di Polibio,
02:20uno scrittore addirittura di matrice greca, che in 40 volumi, 5 se ne sono salvati, di questi,
02:26cerca di ricostruire un po' la storia di tutta la provincia romana, quella che è anche verte sul Mediterraneo,
02:32partendo da, descrivendo, parlando della Sicilia, di un promontorio, l'Ecte, così viene definito,
02:39dove molti studiosi dibattono se sia davvero Monte Pellegrino o meno,
02:43Di certo sappiamo di questo promontorio che aveva un ruolo importantissimo,
02:49dove addirittura qui il famoso Amilcare Barca, in quella incursione, stanziò, fermò la sua truppa,
02:56anche dove, secondo tanti altri studi, abbiano vissuto delle prime comunità fondamentalmente.
03:04Per cui è un luogo che nasconde e porta con sé una storia non indifferente.
03:08Questo luogo comunque custodisce tanta sacranità, Valerio.
03:13È vero, sì, considerando che il monte è per eccellenza, dal punto di vista anche etiologico,
03:21per antonomasia è il luogo dell'incontro con Dio, e dunque più ci si innalzava, più si saliva il monte,
03:28maggiore era la vicinanza con la divinità.
03:32E questo qui, proprio Monte Pellegrino, lo riserva sin dall'antichità.
03:36Addirittura ci viene raccontato, attraverso la ricostruzione che molti storici fanno,
03:42di una dimensione, un santuario punico, per cui c'è un susseguirsi di sacralità che contraddistingue,
03:49ma per antonomasia, come dicevamo, il monte lo è.
03:52Il versante opposto da dove noi ci troviamo, quello che è versa sulla daura,
03:57la stessa etimologia in cui tantissimi studiosi hanno cercato di dibattere per capirne l'originalità,
04:03c'è un'ultima tesi, che è quella che il termine daura non proviene da all'oro,
04:09che diciamo con molta assonanza molti vogliono darne origine,
04:14ma alcuni studiosi lo danno a un termine molto antico, che era la laura.
04:19La laura era un agglomerato dove vivevano delle piccole comunità di monaci, di eremiti,
04:27proprio isolati dal mondo.
04:28E dunque la presenza in quel versante di piccole celle,
04:34che appunto le piccole cavità scavate sulla roccia,
04:37ci fa pensare a queste già preesistenti comunità cenobitiche,
04:41che comunque lì dovevano avere esistenza.
04:45Mi piace ricordare una figura quasi dimenticata dalla città di Palermo,
04:49Iole Bovino Marconi, un archeologa che qui ha speso tantissimi anni della sua vita,
04:54proprio studiando, attenzionando queste cavità, queste grotte,
04:58cercando di ricostruirne la storia.
05:01Ma torniamo a noi.
05:02Questo posto, questo promontorio, nasconde e porta con sé questa evoluzione.
05:07E dunque da quello che dicevamo, da queste piccole comunità cenobitiche,
05:11arriviamo a quello che poi diventa in epoca normanna,
05:14un ritiro per persone che sceglievano una vita contemplativa,
05:19e dunque questo allontanamento del mondo.
05:22Quasi che la storia fosse ciclica sotto questo punto di vista.
05:24Ed è proprio in questo frangente temporale
05:26che si colloca la presenza di Rosalia Sinibaldi su questo monte.
05:34E su questo promontorio si erge una statua di Santa Rosalia.
05:40Qual è la sua storia?
05:41Beh, non poteva mancare alle vette di questo promontorio una statua della Santuzza.
05:46Qui collocata nella seconda metà del Seicento,
05:49il progetto inizia intorno al 1660-63 la realizzazione.
05:54Quello che vediamo oggi purtroppo è l'ultima di queste alterazioni che ha subito quest'aria.
06:02Perché qui, proprio nello spazio che noi stiamo calpestando,
06:05si trovava un importante monumento, maestoso, tutti gli storici ce lo descrivono.
06:1016 erano le colonne di questo portico,
06:13a cui al centro sovrastava questa maestosa statua della Santuzza.
06:19Una statua che le colonne che ci dicono essere altissima,
06:21superiore ai 6 metri, circa 6 metri e mezzo la sua altezza.
06:25Dunque fraonica, imponente.
06:27Perché? Perché la sua finalità era quella di imporre, sì, la sua presenza.
06:32Ma era materna, quasi un saluto che rivolgeva sia a coloro che uscivano dalla città,
06:38ma soprattutto a coloro che rientravano.
06:41Pensiamo agli emigrati, alle persone che magari erano state tanto tempo lontane dalla città.
06:46La prima persona che incontravano, il primo volto, era quello della Santuzza.
06:50Addirittura il canonico mongitore, ricostruendo e parlando di questo monumento così importante,
06:56dice che perfino i turchi omaggiavano la Santuzza.
06:59E questo è ciclico, perché noi sappiamo benissimo come oggi qui,
07:03sul Monte Pellegrino, dove ci troviamo adesso, ma anche sul santuario,
07:08sono tante le persone, anche di altre religioni, che vengono a salutare la Santuzza.
07:12Dunque questo posto è molto simbolico, molto significativo.
07:15Purtroppo questo monumento di cui parlavamo, per la sua collocazione,
07:21sia suggestiva, singolare, ma anche rischiosa, perché già nel 1750 fu colpita per la prima volta
07:28da un fulmine che fece saltare la testa della Santuzza.
07:31Dunque per alcuni anni rimase a terra una testa e il Senato pensò a una rielaborazione,
07:37facendo realizzare un'altra testa che venne risaldata sulla statua,
07:43ma nuovamente, ancora una volta, un terzo avvenimento ancora provocò un ulteriore danno.
07:49E questo purtroppo si protrasse per molti anni,
07:53sino a che arriviamo al monumento attuale, quello che noi vediamo,
07:57alla statua attuale, che è degli anni Sessanta, opera di Benedetto Delisi,
08:01voluta dal cardinale Ernesto Ruffini, allora arcivescovo della nostra Cidiocesi,
08:06che volle erigere nuovamente questa statua,
08:09perché ancora una volta la Santuzza tornasse ad accogliere chi arrivava a Palermo.
08:38E ci troviamo davanti all'ingresso del luogo in cui Rosalia Sinibaldi
08:45passò l'ultima parte della sua vita. Qual è la sua storia?
08:49Beh, questo è quello che arriva ai nostri giorni,
08:52l'ingresso al santuario dopo l'invenimento delle Sacre Reliquie
08:57sul luogo del ritrovamento venne edificato questo santuario.
09:03Ma c'è stata una grande e importante evoluzione di tutto questo sito,
09:07perché non esisteva né questo spiazzale, questo slargo che noi stiamo calpestando,
09:12perché esisteva solamente una piccola cavità.
09:15Gli storici ci dicono che subito dopo il ritrovamento delle Sacre Reliquie
09:19venne aperto, cominciò ad essere ampliato l'ingresso verso la grotta appunto del ritrovamento
09:26per facilitare l'ingresso dei tanti pellegrini.
09:30E qui era un luogo, ai tempi di Rosalia, un luogo di eremitaggio,
09:35appunto dove visse in quest'ultima parte della sua vita,
09:40nella contemplazione di Dio, ma anche guardando la città di Palermo,
09:45la sua città fondamentalmente.
09:47E qui, subito dopo la sua morte, intorno al 1180,
09:51venne eretto un primo spazio sacro.
09:54Quando ancora era viva la memoria della stessa santa,
09:58che precisiamola, ebbe una canonizzazione locale, solo locale,
10:03perché poi la sua canonizzazione reale, la sua iscrizione al martiriologio romano,
10:08avviene dopo il rinvenimento delle Sacre Reliquie nel 1630.
10:12E dunque, come dicevamo, dopo il 1180,
10:15a questo luogo, non abbiamo grandi tracce documentali a riguardo,
10:19rimane un po' in oblio,
10:21sino a che, a quella data così importante,
10:25che è il 15 luglio del 1324,
10:29vennero rinvenute le sue reliquie.
10:32E da lì nacque l'erezione di questo santuario,
10:35molto singolare,
10:36una struttura che poi vedremo appena parcheremo la sua soia,
10:40si divide tra una struttura portante in cemento,
10:45ecco, è la stessa parete rocciosa.
10:48La facciata che noi vediamo,
10:51dove in questo bellissimo teatro marmorio,
10:55sovrastante la porta,
10:57c'è la santuzza,
10:59ha questa facciata proprio che è un tutt'uno,
11:01quasi potremmo dire un proseguo della stessa roccia.
11:04Una struttura che, come dicevamo,
11:06ha subito delle evoluzioni architettoniche importanti,
11:09perché poi venne creato un corpo aggregato allo stesso santuario,
11:15che è quello che noi possiamo vedere,
11:17un luogo che ha subito nel corso delle importanti trasformazioni,
11:21e al suo interno, ecco,
11:22si conserva quel famoso tesoro di Santa Rosalia,
11:26dove vengono racchiusi una sorta di museo,
11:29uno spazio museale,
11:30tutti i tesori legati alla santuzza,
11:33dagli ex voto,
11:34ma anche alle suppellettili e agli argenti,
11:36espressione di una grande devozione,
11:38che da 400 anni la città di Palermo nutre verso la sua santuzza.
11:53Adesso ci troviamo all'interno del santuario di Santa Rosalia,
11:58Valerio,
11:59un luogo che custodisce tanta storia,
12:01ma anche tanta arte.
12:03Che cosa possiamo dire su questo patrimonio?
12:06Un luogo che di per sé conserva tutt'oggi espressioni diverse di arte,
12:13e lo notiamo già da questo vestibolo da cui siamo entrati,
12:17questo ingresso con questa espressione barocca,
12:20queste colonne tortili in questo vestibolo,
12:22e con questi bellissimi,
12:23a me piace sempre ricordarlo,
12:25questi angeli acquasantiera,
12:26marmori,
12:27così belli,
12:28quasi che salutano il pellegrino che entra,
12:31inducendole a segnarsi con l'acqua benedetta,
12:34proprio per indicare quell'antica tradizione di inabbissarsi nel luogo sacro,
12:40segnandosi appunto con il segno della croce.
12:42E questa è la prima espressione artistica che accoglie il pellegrino in questo santuario,
12:48un po' anomalo dal punto di vista artistico,
12:50perché poi ci spingiamo in un'aria che è addossata alla montagna,
12:57ma a un cielo aperto,
12:59quasi che qualcuno ha voluto coronare questa immagine,
13:03con una cupola a cielo aperto,
13:05un incontro tra la terra e il cielo,
13:09e dunque c'è ancora una volta questo incrocio tra l'umano e il divino,
13:15l'innesto con il trascendente,
13:17per cui è molto singolare come impatto.
13:19Io ho visto tante volte i visi delle persone che non conoscevano Monte Pellegrino,
13:25magari provenendo da altre parti d'Italia,
13:28e una volta entrati quasi rimangono un po' sbalorditi,
13:32appunto perché incontrano questa espressione,
13:36questa architettura non tradizionale.
13:41E come dicevamo, questo vestibolo poi mette in quello che è davvero il santuario originale,
13:49dove vennero rinvenute nel 1624 le famose reliquie della nostra santuzza.
13:56E Valerio, entrando all'interno di questo luogo sacro,
14:00si percepisce una pace, una serenità,
14:03spiegabili.
14:04Sì, potremmo rimandarla a quella pace che sentì Rosalia Sinibaldi
14:09quando scelse questo posto di eremitaggio, isolato dal mondo,
14:15per contemplare Dio.
14:17E dunque sì il senso della pace, sì questa tranquillità,
14:21ma a me piace anche un altro connubio, mettere insieme.
14:24Il fatto che uscendo da qui, da questo santuario,
14:28dalle porte di questo santuario, abbiamo la contemplazione della città.
14:31E penso a Rosalia divisa tra queste due dimensioni,
14:35la dimensione contemplativa qui dentro la grotta,
14:38contemplando Dio, ma a dimensione affettiva, guardando la sua città.
15:05E all'interno della grotta, alziamo lo sguardo,
15:09e ci sono queste canalette, Valerio, di che cosa si tratta?
15:13Sì, perché questa grotta ha mantenuto la sua connotazione originaria.
15:18Gli storici ci dicono che venne allargato l'ingresso,
15:21perché era molto angusto, molto stretto,
15:24ma il suo interno rimane un po' quello originario,
15:27e dunque un incavo nella roccia.
15:30Lì, tanti storici, ma attualmente c'è il drenaggio delle acque
15:34che passano ovviamente le rocce e qui arrivano.
15:37Per cui nel corso del tempo venne creato questo sistema
15:41con queste canalette che permette di essere il raccoglimento delle acque.
15:45Un'acqua che, dobbiamo pur dire, nel corso dei secoli
15:47ha avuto un suo ruolo importante,
15:49perché veniva ritenuta miracolosa.
15:52E dunque, spesso e volentieri,
15:55le persone che con devozione bevevano quest'acqua,
15:59affidavano a Santa Rosalia la loro guarigione,
16:01la loro preghiera.
16:02Per cui anche questo è un elemento che contraddistingue
16:05questo luogo sacro.
16:06E all'interno di questo luogo sacro, Valerio,
16:09ci sono tanti elementi d'arte, elementi artistici.
16:13Lì, ad esempio, si vede San Francesco con Santa Rosalia.
16:17Sì, sembra un connubio quasi strano,
16:20come mai San Francesco e Santa Rosalia?
16:22Ma ha un suo fondamento storico,
16:24perché in questo luogo, in questo provontorio,
16:26in questo sito,
16:27ci fu una comunità di frati eremiti
16:30che intorno al Cinquecento,
16:32alla prima metà del Cinquecento,
16:33si radunò.
16:35Siamo in un momento in cui è Papa Urbano VIII
16:38e dunque nasce un decreto
16:40che questi frati non potevano vivere in questa dimensione
16:44senza un convento
16:45e dunque una struttura che li potesse far vivere insieme.
16:49E questi si vivono,
16:50si cominciano a radunare insieme
16:52sotto la regola di Francesco d'Assisi.
16:54Ed è in questo momento
16:56che possiamo richiamare anche a un'altra figura importante
16:59per la nostra città di Palermo
17:01che è San Benedetto il Moro,
17:02un frate francescano
17:04che le cronache ci dicono
17:06che abbia vissuto anche parte
17:08della sua permanenza a Palermo
17:10in questo promontorio,
17:11in questo luogo di preghiere di solitudine.
17:23Un'altra opera si trova alle nostre spalle
17:26è un alto rilievo
17:28l'incoronazione di Santa Rosalia.
17:30Che cosa possiamo dire?
17:32Beh, sì, questo è uno degli elementi decorativi
17:34dalla singolare bellezza
17:37che ci mostrano un'iconografia molto cara
17:40non solo all'arte scultoria
17:43ma anche pittorica
17:44dove viene raffigurata
17:46l'incoronazione di Santa Rosalia
17:48che nella maggior parte delle scene
17:50protagonista la beata vergine
17:52con il bambino tra le braccia
17:54che mette sul capo di Rosalia la corona.
17:56E questo è un rilievo marmorio
17:58di notevole importanza storico-artistica.
18:02Viene data la sua attribuzione
18:04a Nunzio la mattina
18:06in un'epoca collocabile
18:07tra il 1635 e il 1636.
18:18E un'altra opera d'arte custodita
18:21all'interno di questo santuario,
18:23di questa grotta,
18:24è l'Altare Maggiore.
18:25Che cosa possiamo dire su quest'opera?
18:27Sì, l'Altare Maggiore troneggia
18:29questa bellissima immagine
18:31dell'Immacolata,
18:32della Madre di Dio
18:33a cui Rosalia era particolarmente devota
18:35e a cui questo spazio sacro
18:37è dedicato.
18:40L'Immacolata è anche la patrona
18:42di tutta la regione Sicilia,
18:44della nostra terra,
18:45per cui in un luogo così importante,
18:48così caro,
18:48non poteva mancare
18:49la presenza della beata vergine.
18:52Attraverso questa scultura,
18:53questa iconografia marmorio,
18:54una scultura di notevole valore
18:56storico-artistica,
18:58è un'opera realizzata
18:59da Giuseppe Albina
19:00nella seconda metà del Seicento,
19:03nei primissimi,
19:03intorno al 1655-1656.
19:07E da allora,
19:08quasi insieme a Santa Rosalia,
19:10accolgono i pellegrini
19:11che qua arrivano.
19:13Era il 15 luglio del 1624
19:16e all'interno di questo luogo
19:19furono ritrovate le spoglie
19:21di Santa Rosalia,
19:23di Rosalia Sinibaldi.
19:24Alle nostre spalle
19:26una lapide
19:26che ricorda quel momento.
19:29tutto si perpetua
19:31in qualche periodo prima,
19:33quando una donna ciminese,
19:36una certa girolla malagattuta,
19:39ebbe in sogno
19:40proprio la santuzza
19:41che le indicava
19:42di venire qui
19:43su questo monte,
19:44venire ad attingere
19:46a quell'acqua miracolosa
19:47di cui parlavamo
19:48pochi innanzi
19:49per essere guarita.
19:50E questa donna
19:51compie questo lungo
19:52pellegrinaggio,
19:53arriva qui
19:53su questo promontorio,
19:55e qui beve
19:57e qui ritrova,
19:59indicata proprio
20:01da Santa Rosalia,
20:02il luogo
20:03dove si conservava
20:04il suo corpo.
20:06Le croneche,
20:06c'è un testo importante
20:08di un canonico
20:09della cattedrale,
20:10la Rosa,
20:11che a quel tempo
20:13era decano,
20:14aveva un ruolo imminente,
20:15che descrive
20:16con dovizie
20:17di particolari
20:18questo evento
20:19e ci racconta
20:20che queste ossa
20:20vennero trovate
20:22inumate con la stessa,
20:23erano diventate
20:24un tutt'uno
20:25con la pietra.
20:26D'altro canto
20:27non poteva essere
20:28altrimenti,
20:29erano passati
20:30già più di quattro secoli
20:32dalla morte di Rosalia
20:33e dunque
20:34la permanenza
20:34delle acque,
20:35ma venne affidato
20:37uno scalpellino
20:38quello di rimuovere
20:39le ossa
20:40da questa roccia,
20:43da questa pietra
20:44appunto
20:44dove erano rimaste
20:45e vennero consegnate
20:47all'arcivesco Giannettino Doria,
20:49il cardinale
20:50del momento storico
20:51che portò
20:52con sé
20:53nel palazzo
20:53arcivesco Vile
20:54questa cassetta,
20:56quest'urna
20:56contenente
20:57le sacre reliquie
20:59di Santa Rosalia.
21:00Le vicende storiche
21:01ben sappiamo
21:03che furono
21:04un po' controverse
21:05per quel momento storico.
21:07Lo stesso
21:08Canon Nicola Rosa
21:09in questa descrizione
21:10ci dice
21:10che l'arcivesco Doria
21:11compone
21:13una commissione
21:14di sei
21:14tra prelati
21:15ma anche medici
21:16persone da lui scelte
21:18con un alto profilo
21:19sia medico
21:20ma anche culturale
21:21per studiare
21:22queste reliquie
21:23ma è nello stesso
21:24frangente temporale
21:25che si colloca
21:26alla presenza
21:26di un'altra figura chiave
21:27all'interno
21:28della devozione
21:29del ritrovamento
21:30delle sacre reliquie
21:31in questo posto
21:31che è il famoso
21:32cacciatore
21:33il Bonelli
21:33il quale
21:35in un impeto
21:37di disperazione
21:38aveva perso
21:39la moglie
21:39e anche una figlia
21:40proprio per il morbo
21:41della peste
21:42decide di farla finita
21:44e sale su questo monte
21:45ed è lì
21:46che ha quella visione
21:47angelica
21:48di Rosalia Sinibaldi
21:49la stessa visione
21:51che il popolo
21:52nel famoso
21:53canto dei triunfi
21:54quell'espressione popolare
21:55in gergo
21:56in siciliano
21:56che narra
21:58questo momento
21:59storico così importante
22:00decanta la presenza
22:02chiave
22:03fondamentale
22:03a me colpisce
22:04quando spesso
22:06magari
22:06nell'opera dei pupi
22:08viene raffigurata
22:09questa scena
22:09non manca mai
22:10il cacciatore
22:12perché è la figura chiave
22:13come dicevamo
22:13perché è colui
22:14che ferma
22:15che si arresta
22:16abbagliato
22:17quasi dalla bellezza
22:18di Rosalia
22:19ma anche
22:19accercato
22:20dalla sua santità
22:21non compie quel gesto
22:23scende
22:23perché la sua missione
22:25è quella
22:25di poter confermare
22:26quello
22:27che gli aveva chiesto
22:27Rosalia
22:28di confermare
22:28che quelle
22:29erano le sue ossa
22:30la storia
22:31poi ci consegna
22:32che lui
22:33scende da questo monte
22:34ma purtroppo
22:35viene preso
22:36da una grave febbre
22:37e al letto di morte
22:38consegna
22:39al sacerdote
22:39questa missione
22:40di dare autenticità
22:41alle reliquie di Santa Rosalia
22:43ecco
22:44questo fu
22:44uno dei tanti momenti
22:46importanti
22:46salienti
22:47della diffusione
22:48del ritrovamento
22:49delle reliquie
22:50perché poi sappiamo benissimo
22:51che da quella processione
22:53del 9 giugno
22:54del 1625
22:55il morbo
22:56cominciò ad arrestarsi
22:57e dunque
22:58il popolo
22:59cominciò a cantare
23:00la grandezza
23:01di Rosalia Sinibaldi
23:02che aveva fermato
23:03aveva ancora una volta
23:05impetrato
23:06la guarigione
23:07l'arresto del morbo
23:09proprio
23:09al Cristo
23:10e qui
23:11venne eretto
23:11come dicevamo
23:12al ricordo
23:13di tutto questo
23:14prodigioso
23:15rinvenimento
23:16questo altare
23:18barocco
23:19marmorio
23:20dal singolare fascino
23:21per la sua bellezza
23:22artistica
23:24dove
23:25chi è che ci accoglie
23:27è questa santuzza
23:28dormiente
23:29quasi
23:29che è in atto
23:31di consegnare
23:32l'anima
23:33a Dio
23:34a Cristo
23:34con lo sguardo
23:35proteso
23:36verso l'alto
23:37per cui la contemplazione
23:38del divino
23:39ma
23:40a me piace sempre
23:42pensarla così
23:44con questa mano destra
23:45quasi che con l'orecchio
23:46voglio ascoltare
23:47ancora una volta
23:48i rumori della città
23:49il suono della sua città
23:51che aveva lasciato
23:52e questa immagine
23:53è molto bella
23:54è un'opera marmoria
23:55di pregiovolissimo
23:56valore artistico
23:57un'opera realizzata
23:59da Gregorio Tedeschi
24:00la peculiarità
24:02quello che colpisce
24:03è questa
24:03manta d'oro
24:04che ricopre
24:05la statua marmoria
24:06un'opera realizzata
24:08come tributo
24:09come omaggio alla santa
24:10da Carlo III di Spagna
24:11per il suo matrimonio
24:12nel 1748
24:15ed è molto singolare
24:18perché è quello
24:18che colpisce
24:19chiunque ammira
24:20questa immagine
24:22che porta con sé
24:23degli elementi iconografici
24:24tutti gli elementi iconografici
24:26tipici della santuzza
24:28e dunque questa corona di rose
24:29sul suo capo
24:30il bastone del pellegrino
24:32il crocifisso tra le mani
24:34ma anche il teschio
24:35per cui questa statua
24:38nella sua interezza
24:39rappresenta per antonomasia
24:41l'iconografia della nostra santuzza
24:44tanta la fede
24:45tanta la devozione
24:47e sono anche tante le grazie
24:49che palermitani
24:50ma non solo
24:51visitatori locali
24:52visitatori stranieri
24:53vengono qui
24:55sul monte pellegrino
24:56all'interno di questo santuario
24:58per chiedere una grazia
25:00alla santuzza
25:02e proprio qui Valerio
25:04poi si trovano gli ex voto
25:07c'è chi accende un cero
25:08e c'è chi lascia poi di fatto qualcosa
25:11alla santuzza
25:12chi ha ricevuto le grazie
25:13c'è di tutto
25:14una corona dall'oro
25:15dei fiori
25:17un bouquet da sposa
25:18addirittura c'è anche
25:20un test di gravidanza
25:21che cosa possiamo dire
25:23su tutto questo?
25:24beh questa è una delle prerogative
25:26legate ai grandi santuari
25:28i grandi santuari
25:30sono meta di pellegrinaggi
25:32come ben dicevi
25:33non solo
25:34dalla popolazione
25:35dalle persone locali
25:37chi abita il territorio
25:38quella lapide poco faccio
25:39lo diceva
25:39quella lapide che i nostri padri
25:40misero in questo luogo
25:42ma anche di tante persone
25:43che da lontano
25:44chi viene a Palermo
25:46non manca una visita
25:47a questo posto
25:48a questo santuario
25:50e tutti questi ex voto
25:51non sono altro che l'espressione
25:53di questa devozione
25:54che nonostante
25:56ricordiamo
25:56sono passati più di quattro secoli
25:58rimane uguale
26:01immutata nel tempo
26:02e tutti questi ex voto
26:04sono una traccia
26:05importante di questa devozione
26:08la bellezza
26:09un attento visitatore
26:12pellegrino
26:12che qui comincia a guardare
26:14nota che ci sono
26:15impensabili ex voto
26:17foto di persone care
26:18che magari affidano
26:19la propria vita
26:20o la vita di un proprio caro
26:21alla protezione di Santa Rosalia
26:23ci sono vestitini di battesimo
26:25nuove vite
26:26che vengono poste
26:27sotto la protezione di Santa Rosalia
26:29ma ci sono anche
26:30tanti tributi
26:31legati alla vita di ogni giorno
26:33e questa è la cosa bella
26:34Santa Rosalia
26:34è quella santa
26:36che riesce ad affascinare
26:37e a raggruppare
26:39persone di estrazione diversa
26:41di tradizione diversa
26:42anche di fede
26:44di culture diverse
26:45non dimentichiamo
26:46che il 4 settembre
26:47e qui insieme ai pellegrinaggi
26:49di tanti devoti
26:49ci sono anche pellegrinaggi
26:51di popolazioni
26:53che vivono la città
26:54ma che sono di un credo diverso
26:55penso alle comunità tamille
26:57per esempio
26:58che vivono il territorio
26:59ma anche loro
27:00riconoscono in Santa Rosalia
27:01una figura chiave
27:02e dunque tutti questi ex voto
27:04sono il frutto
27:05di questa immensa devozione
27:08che ancora dopo 400 anni
27:10è viva
27:12una storia d'amore
27:13quella tra Santa Rosalia
27:15è Palermo
27:16e i palermitani
27:17che dura da oltre 400 anni
27:20da sempre ha unito
27:21nobiltà e popolo
27:23piazza e palazzi
27:25e lo fa tuttora
27:26cambiano le generazioni
27:28ma questo rapporto
27:29continua nel tempo
27:32c'è un segreto
27:33e se c'è
27:34qual è?
27:35beh
27:36hai detto bene
27:37lei ha la capacità
27:39la sua figura
27:40ha la capacità
27:40di affascinare tanti
27:42di estrazione diversa
27:44di religione diversa
27:47quasi
27:47di lingua diversa
27:49e questo secondo me
27:51è proprio
27:52il suo carisma
27:53il fatto che lei
27:54come figura
27:55così come ci viene
27:56consegnata
27:57dalla biografia
27:58lascia i poteri
28:00lascia la giatezza
28:02del suo tempo
28:03per dedicarsi
28:04a qualcosa
28:05di più concreto
28:06di più reale
28:07che era la dimensione
28:08contemplativa
28:09di Cristo
28:10ma lì troviamo
28:12anche la tenacia
28:14una donna tipica
28:15siciliana
28:16con la sua forza
28:17col suo coraggio
28:18con la sua determinazione
28:20una donna che crede
28:21fermamente nei suoi ideali
28:22e dunque
28:23così come la biografia
28:25appunto ci propone
28:26rinuncia ad un matrimonio
28:28rinuncia a qualcosa
28:30che terzi vogliono da lei
28:31e dunque lì
28:32ecco
28:33ci ripresenta
28:35un'altra chiave
28:36di lettura
28:36come sia importante
28:39portare avanti
28:40i propri ideali
28:41nonostante si paghi
28:42alcune volte un prezzo
28:43e Rosalia lo fa
28:45in maniera brillante
28:46perché poi si ritira
28:47qui in questo luogo
28:49di solitudine
28:50che diventa
28:51al contempo
28:51luogo di contemplazione
28:53non staccandosi
28:54come dicevamo poco fa
28:56dalla sua città
28:57rimane sempre qui
28:59quasi a guardare
29:00e questo è il legame
29:02che dopo 400 anni
29:04continua
29:05in maniera
29:06incorrotta quasi
29:08in maniera singolare
29:09a legare
29:10Santa Rosalia
29:11e i palermitani
29:13e i palermitani
29:48Santa Rosalia è devozione, è fede ma è anche arte, ha ispirato tantissimi artisti, scultori
29:56e all'interno di questo luogo, il Niro, si svolgerà proprio una mostra dedicata a Rosalia Sinibaldi.
30:05Di che cosa si tratta?
30:06La mostra ci sarà, sarà proprio nella settimana del festino e raccoglierà 12 tavole interpretate
30:13da Gap. Gap è Pietro Viola che nella vita è un brillantissimo commercialista e che però
30:22ha la passione appunto del disegno e ha creato questo personaggio un po' schidione che si
30:28chiama Gap. Gap è un siciliano che interpreta e si veste di tutte le icone della cultura pop.
30:36Gap ha delle grandi icone del passato come i pittori. Gap ha delle particolarità che
30:42rimangono iconiche del tipo, il fatto che c'è sempre presente un fico d'India che diventa
30:50geometria variabile, dalle lame rotante di Goldrake a un muro da scalare per Diabolica, alle ragnatele
30:57di Spider-Man e a uno Snoopy in un divertentissimo quadro in cui Gap diventa Gap Charlie Brown.
31:04Allora per la settimana dedicata al festino invece interpreterà Santa Rosalia, Palermo e
31:11il festino e le sue immagini che per la città raccontano proprio la passione e la forza di
31:20quello che è il momento clou dell'anno quando tutta Palermo passionalmente, visceralmente
31:27interpreta Santa Rosalia. I quadri, le opere verranno esposte all'interno di questo luogo ma
31:35non solo, anche all'esterno? Esattamente perché in corso c'è già una mostra in cui Gap interpreta
31:43i pittori più grandi del passato e i supereroi, infatti citavo da Goldrake a Spider-Man ma anche
31:53da lì Picasso, Warhol, passando anche per Van Gogh, è un'interpretazione proprio di tutte queste icone
32:02sicilianizzate in una maniera divertentissima da non perdere.
32:06Siamo all'interno di un luogo storico, tanta l'arte che si può vedere qua dentro, qual'è
32:15la storia di questo palazzo?
32:18È una storia bellissima e molto poetica, anche perché il luogo in cui ci troviamo, Niro,
32:25non è altro che un bistrò relativo e facente parte di Palazzo del Poeta. È una storia molto
32:34bella e molto articolata che inizia con un restauro coraggiosissimo voluto dalla padrona
32:40di casa, Rosa Di Stefano, che ha fortemente voluto questo posto. Lei non fece altro che
32:47comprare l'edificio attivo all'attività trigenerazionale del marito, Hotel Posta, ma non si aspettava
32:54sicuramente di trovare in questo palazzo tante magie, tanti significati, tanti misteri che è
33:01stata brevissima a portare alla luce. Innanzitutto il restauro, come vedete dalla location, è
33:06stato fatto col criterio di rispettare assolutamente la parte antica della struttura, non ricavandone
33:15quanto più ambienti possibili, ma rispettando la struttura stessa del palazzo. Infatti faccio
33:20presente che l'architetto firmatario del progetto è stato premiato a Roma, al Quirinale, proprio
33:27dal Presidente della Repubblica, come il miglior progetto di riuso funzionale di un
33:32palazzo. C'è molta poesia, si chiama Palazzo del Poeta per un motivo che non vi dico adesso,
33:39ma per una storia molto bella e particolare, che ha avuto l'onore da parte della proprietaria
33:47di poter raccontare, è piaciuta talmente tanto che farà parte di una delle tappe di
33:52via dei tesori. Siamo nel cuore del centro storico, a due
33:57passi da via Roma, Palermo. C'è però una relazione tra questa strada, proprio la strada
34:04dove si trova il Niro, e Rosalia Sinibaldi. Ebbene sì, perché è una storia bellissima
34:11di cui io lotterò e lo dichiaro pubblicamente per riavere questa nomenclatura, perché Niro
34:19e Palazzo del Poeta si trovano attualmente in via del seminario di Tolalbanese, e anche
34:25lì c'è un significato, una storia bellissima, che vi racconterò sempre in un'altra sede,
34:30perché Niro è un posto d'arte, quindi venite ad ascoltare tante bellissime storie e significati.
34:38In realtà noi siamo dietro Palazzo Branciforte. Palazzo Branciforte non nasce in quanto tale,
34:46ma era il Monte Santa Rosalia, ovvero il Monte di Pietà del mandamento Castellammare Loggia.
34:55Ma perché dedicarlo a Santa Rosalia? Perché questa era una zona di giardini urbani e leggenda
35:01narra che la Sinibaldi coltivasse qua un giardino di rose, quindi le famose rose di Santa Rosalia
35:08erano proprio in questo plesso, per cui il nome della via era Via Monte Santa Rosalia,
35:16perché c'era il Monte di Pietà, ma perché la Sinibaldi faceva sbocciare le rose in questo
35:21meraviglioso giardino urbano.
35:23Ma si può ritornare a quel nome?
35:27Credo e spero di sì, per il semplice motivo che la storia poi a volte copre con i suoi
35:32eventi una serie di significatori, nomenclature e significanti.
35:38Si chiamava prima, dopo via essere stata a Via Monte Santa Rosalia, vede il seminario
35:43Italo-Greco, perché un convento e una chiesa di Francescani voleva correggere l'eafasia
35:49linguistica di un'etnia vicino a Palermo.
35:51Quando si capì che quell'etnia con i greci non aveva niente a che fare, ma aveva a
35:56che fare con gli albanesi, l'ana dei greci diventa piana degli albanesi e via del seminario
36:00Italo-Greco diventa via del seminario Italo-Albanese.
36:03Una bomba durante i bombardamenti spazzo via sia la chiesa che il convento, per cui sono
36:09venuti meno il significato e il significante.
36:13Siccome il significatore però rimane importantissimo, vorrei risumarlo e ridare le rose a questa
36:20strada.
36:21Del resto è stata proprio una rosa a renderla di nuovo bellissima.
36:26Ebbè, una cosa che proprio con la padrona di casa mi è molto piaciuta ad approfondire
36:31è che il festino di Santa Rosalia richiama un incremento turistico incredibile, quindi
36:37si vengono per Santa Rosalia, che si chiama Turismo delle Radici.
36:41Posto che Santa Rosalia è anche festeggiata in un quartiere di New York, a Brooklyn, per
36:47dieci giorni di fila. Posto che quando prigioniero della peste, il pittore Fiamminco Borremans
36:57fece cinque tele che sono sparse in tutto il mondo su Santa Rosalia. Quindi come ha scritto
37:04bene la padrona di casa, Rosa Di Stefano, presidente federalberghi, sì, il festino e Santa Rosalia
37:10si esportavano da tempi immemori, insospettabili, fin dal Settecento, insomma. Sì, è una passione
37:17incredibile, ma quello che credo un po' più antropologicamente è che Santa Rosalia nella
37:24sua umiltà non ha mai chiesto di essere santificata e beatificata. Ha testimoniato
37:32col suo anacoretismo, col suo amore per i giardini urbani, con la sua rinuncia al mondano, la sua
37:38assoluta vicinanza al popolo. Vi faccio presente che c'è un unico affresco che si trova a Palazzo
37:45Risnello in Alcassaro Basso, è una residenza privata, quindi ne parlo con molta delicatezza,
37:54l'affresco principale del salone è il trionfo del genio di Santa Rosalia, ovvero questa è
38:00stata per secoli la città del genio Soloci, un nome quindi pagano tutelare, un dio fluviale
38:10che porta un coccodrillo, che prolifera la città, ma che un serpente sugge dal capezzolo,
38:19metafora del fatto che Palermo divora se stessa per dar da mangiare agli stranieri. Palermo
38:26e le sue dominazioni, Palermo dominata, ma Palermo vincitrice, perché assorbe il meglio
38:31di tutti sempre. Quel trionfo è, credo, uno dei pochissimi, se non l'unico caso nella storia
38:39dell'arte, ma anche nella storia iconografica, in cui un nome pagano lascia il posto e un
38:45nome tutelare sacro. Santa Rosalia ha vinto sul sacro, sul pagano, sul ricco, sul povero,
38:53sulla peste, ma assolutamente, come il significato del nome Rosalia porta, era la splendente,
39:01Palermo, nell'epoca federiciana, era chiamata Palermo la splendente.
39:18Propaglio
39:25Papa
39:25Papa
39:25Palermo
39:25Papa
39:25Piem
39:25Papa
39:28Grazie a tutti.
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