La televisione italiana ha perso una delle firme più apprezzate. Tiziana Aristarco si è spenta il 5 luglio 2026 a Roma, all'età di 66 anni. Nata a Milano nel 1960, figlia del critico cinematografico Guido Aristarco, era cresciuta, come lei stessa amava dire, «a pane e cinema». Lascia il marito, il regista Riccardo Donna, con cui ha condiviso la vita e il lavoro, e due figli. Con lei se ne va una delle voci più autentiche della serialità italiana.
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Una carriera costruita dietro le quinte
Tiziana Aristarco entra in Rai giovanissima, alla fine degli anni Settanta, come aiuto regista. Per quasi vent'anni lavora nell'ombra: programmi di approfondimento, varietà, inchieste. Impara il mestiere dal basso, senza scorciatoie. La svolta arriva nel 1998, quando entra nella squadra di Un Medico in Famiglia, prima come aiuto regista, poi firmando la regia di 18 episodi della seconda stagione. Da quel momento il suo nome diventa sinonimo di fiction popolare di qualità: Compagni di scuola, Raccontami, Provaci ancora Prof!, Fuoriclasse, Come fai sbagli. Titoli che hanno accompagnato intere generazioni di telespettatori italiani.
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Mina Settembre, il capolavoro finale
Nel 2021 arriva quello che sarà il suo lavoro più amato: Mina Settembre, tratta dai racconti di Maurizio de Giovanni e interpretata da Serena Rossi. Mina è un'assistente sociale nel cuore di Napoli, non un'eroina patinata, non una protagonista glamour. Una donna normale, piena di contraddizioni, che sbaglia e si rialza. Esattamente il tipo di personaggio che Aristarco sapeva raccontare meglio di chiunque altra. «Ho lavorato trattando Mina come se fosse Serena… o forse come se Serena fosse Mina. Per me sono state praticamente la stessa persona».
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Il dolore di Serena Rossi
La notizia ha scosso profondamente il mondo dello spettacolo italiano. Ma il messaggio più bello, e più doloroso, è arrivato da Serena Rossi. «Tiziana mia, che dolore immenso, dilaniante», ha scritto l'attrice sui social. «Non scriverò la regista che eri, la professionista straordinaria sempre alla ricerca di verità profonda e di bellezza. Questo lo sanno tutti. Tu sei stata molto più: una guida, un porto sicuro. Un mix tra tenacia, grande ironia e dolcezza infinita. Ci capivamo al primo sguardo io e te. Quante risate, quante avventure, quanta fatica in giro per le strade di Napoli con quel cappottino rosso e quanti abbracci caldi. Quanto amore hai regalato a tutti noi. Questo resta per sempre. Grazie. Mi mancherai immensamente. La tua Serena». Anche Serena Autieri e Elena Sofia Ricci l'hanno ricordata con commozione sui social.
Perché sapeva raccontare le donne
C'è un filo che lega tutta la carriera di Tiziana Aristarco: le protagoniste delle sue serie sono sempre donne reali. Non eroine perfette. Non vittime da salvare. Donne con una professione, un'identità propria, una vita complicata da gestire. Dalla professoressa di Provaci ancora Prof! all'assistente sociale di Mina Settembre, Aristarco ha raccontato storie che parlano di relazioni, di cura, di difficoltà quotidiane. In quasi quarant'anni di carriera, Aristarco ha costruito un linguaggio televisivo fondato sull'empatia. Sulla capacità di guardare i personaggi con affetto senza smettere di raccontarli con onestà. Un dono raro, e un'eredità che resterà sugli schermi italiani per molto tempo ancora.
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