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  • 2 giorni fa
Elena Sofia Ricci, ospite alla seconda edizione dell’Italian Global Series, che in questi giorni si sta svolgendo a Rimini, ha presentato la prima puntata della terza stagione di Teresa Battaglia - Figlia della cenere, tratta dall’omonimo romanzo di Ilaria Tuti, dove l’attrice torna nei panni della profiler malata di Alzheimer.

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«Finalmente il pubblico scoprirà il suo passato - afferma Ricci - se nelle due serie precedenti abbiamo raccontato la violenza subita e la perdita del figlio, in questa nuova stagione scopriremo che cosa le è successo». La serie andrà in onda su Rai 1 in autunno.

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Elena Sofia Ricci: «In un momento così difficile dovremmo scendere tutti in piazza»
Teresa Battaglia ha insegnato a Elena Sofia Ricci, attrice che si è sempre cimentata tra teatro, cinema e televisione, la schietta. «In questo momento storico c'è bisogno di essere schietti, di essere veri e di poter dire quello che si pensa. È un diritto opporsi a determinati modi di pensare, di sentire e di esprimersi. Siamo ancora in una democrazia, spero che lo resteremo, e quindi credo sia importante rivendicare il diritto di dire ciò che si pensa, anche in maniera assertiva. In un momento così difficile come quello che il mondo sta vivendo oggi, penso sia anche un dovere scendere in piazza e protestare contro ingiustizie che sono ormai macroscopiche e diventate francamente inaccettabili. E inaccettabile è anche il silenzio».

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«I giovani sono molto più avanti di noi e spero che il loro futuro possa essere migliore di quello che gli stiamo consegnando»
Che cosa le fa più paura? «Ho due figlie, una di 30 anni e una di 22. Mi auguro che arrivi il momento in cui noi, che non abbiamo lasciato loro un gran bel mondo, avremo il coraggio di scendere in piazza insieme a loro. I giovani mi sembrano molto più avanti degli adulti e spero che il loro futuro possa essere migliore di quello che gli stiamo consegnando. Questo mi spaventa davvero».

«La mia parte nella vita l'ho fatta e ho avuto la possibilità di viverla anche in libertà. Auguro la stessa libertà alle mie figlie e a tutti i figli di questa epoca. Alcuni di loro non hanno nemmeno la possibilità di scoprirsi il volto: penso alle donne che, in molte parti del mondo, non possono farlo. È qualcosa di profondamente doloroso e inaccettabile. Altri bambini e ragazzi, invece, il futuro non lo vedranno mai, perché sono stati uccisi, perché verranno uccisi o perché moriranno di fame o di sete».

[caption id="attachment_2748727" align="aligncenter" width="1024"] Elena Sofia Ricci (IPA)[/caption]

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Elena Sofia Ricci: «Le donne non possono essere sottoposte agli uomini. Non è più accettabile nel nostro tempo»
«È difficile parlare di tutto questo senza provare una grande rabbia - prosegue l'attrice - però spero che si arrivi a una rivoluzione, e credo che debba essere soprattutto una rivoluzione culturale. Questo non significa che non si debba scendere in piazza per gridare ciò che si ritiene giusto, per difendere la libertà, per poter esprimere le proprie opinioni, fare il lavoro che si ama e vivere in autonomia. Le donne non possono essere sottoposte agli uomini: non è più accettabile nel nostro tempo. E invece ci sono donne che, dopo aver conosciuto la libertà, oggi si ritrovano di nuovo con un burqa addosso. Per me è un dolore enorme, perché sono tutti figli nostri».

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Elena Sofia Ricci sulla messa in onda de I Cesaroni 7: «E’ scandaloso. Dobbiamo protestare»
L'attrice infine dice la sua sul calo di ascolti della fiction Mediaset I Cesaroni 7: «E'stata penalizzata dalla programmazione a tarda sera. Dobbiamo protestare per queste messe in onda: sono scandalose. Sono davvero arrabbiata. Non è giusto vedere prodotti trattati così, costretti ad aspettare ore di prime time prima di andare in onda. Perché la serialità deve essere così penalizzata dalle logiche degli ascolti? Si stanno allargando troppo».

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Trascrizione
00:01Buongiorno, in autunno ritorna Teresa Battaglia. Teresa Battaglia è schietta, rubica. Quanto
00:10c'è bisogno oggi di essere schietti? Tanto. In questo momento c'è molto bisogno di essere
00:18schietti, di essere veri, di poter dire quello che si pensa. Molti lo fanno, delle volte
00:24lo fanno anche quando il loro pensiero non è condivisibile da tutti, però è un diritto
00:31e altrettanto importante è il diritto ad opporsi a determinati modi di pensare, di sentire,
00:43di dire la propria. Saremmo ancora in una democrazia, speriamo di restarci e quindi direi
00:53che arrogarsi il diritto a dire quello che si pensa e a volte anche in maniera piuttosto
00:58assertiva, credo che sia importante. In un momento così difficile come quello che sta
01:02vivendo il nostro mondo oggi, poi penso che sia proprio un dovere quello di anche scendere
01:08in piazza e protestare contro certe ingiustizie che sono francamente macroscopiche e sono cominciate
01:17a diventare veramente inaccettabili e inaccettabile è il silenzio.
01:22Che cosa ti spaventa di più?
01:25Io ho due figlie, una di 30 e una di 22 anni, mi auguro che arrivi un momento in cui
01:34veramente
01:37noi che non abbiamo lasciato un gran bel mondo a loro, si abbia il coraggio di scendere in piazza
01:44con loro, perché i ragazzi mi sembrano più avanti rispetto a noi e fare sì che il loro
01:51futuro sia migliore di quello che gli stiamo lasciando. Questo mi spaventa perché io la
01:57mia parte l'ho fatta nella vita e l'ho potuta fare anche in maniera libera. Auguro anche questo
02:05per le mie figlie e per tutti i figli di questa epoca, alcuni dei quali non hanno neanche la
02:11possibilità di scoprirsi il volto, le donne per esempio in molte parti del mondo. Allora
02:17questo è veramente doloroso, è veramente inaccettabile, altri figli non lo vedranno mai
02:25il futuro perché sono stati uccisi o perché verranno uccisi o perché moriranno di sete
02:31uccisi o di fame. Quindi è difficile parlare di queste cose in questo momento perché viene
02:39solo tanta rabbia, però spero che si faccia una rivoluzione e penso che la rivoluzione
02:47debba essere una rivoluzione culturale, il che non significa che non si debba scendere in
02:53piazza, per gridare quello che si pensa sia giusto e gridare per essere liberi, per poter
03:03esprimere le proprie opinioni, per poter fare il lavoro che piace, per poter vivere autonomamente.
03:10Le donne non possono essere sottoposte agli uomini, non è più accettabile in questa era
03:16e invece qualcuna che si era ritrovata libera adesso si trova con un burca addosso, questo
03:21è per me un dolore che mi viene, perché sono tutti i nostri figli.
03:32Grazie a voi.
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