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  • 2 ore fa
Caldo estremo e temperature record, ma il lavoro non si ferma. Nonostante lo stop imposto dalla Regione Lazio nelle ore più calde, in molti continuano a lavorare all’aperto tra rischi e condizioni proibitive.

Fino al 15 settembre l’ordinanza regionale vieta il lavoro sotto il sole tra le 12.30 e le 16, ma sul territorio il rispetto della misura resta a macchia di leopardo.



Operai, rider, agricoltori, guide turistiche e venditori ambulanti continuano infatti a operare sotto il sole cocente, spesso senza adeguate misure di protezione, con un aumento concreto del rischio di malori e incidenti.

Durante l’ondata di calore, Greenpeace Italia e Cgil hanno effettuato un monitoraggio in diversi punti della Capitale utilizzando una termocamera a infrarossi per rilevare la temperatura delle superfici.

In zona Termini, frequentata dai rider, sono stati registrati picchi superiori agli 80 gradi. In due cantieri, tra piazza Bologna e la zona della città universitaria, le superfici hanno toccato valori tra i 60 e i 100 gradi.

Valori riferiti alle superfici e non all’aria, precisano gli attivisti di Greenpeace, ma che possono influenzare il calore negli strati d'aria più vicini e aumentare l'esposizione di chi lavora a contatto con materiali fortemente irradiati.

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Trascrizione
00:00Inizio di Elena Gianturco.
00:01Caldo estremo e temperature record, ma il lavoro non si ferma.
00:05Nonostante lo stop imposto dalla regione Lazio nelle ore più calde,
00:08in molti continuano a lavorare all'aperto, tra rischi e condizioni proibitive.
00:13Fino al 15 settembre l'ordinanza regionale vieta il lavoro sotto il sole tra le 12 e 30 alle 16,
00:18ma sul territorio il rispetto della misura resta a macchia di lopardo.
00:22Operai, rider, agricoltori, guide turistiche e venditori ambulanti
00:26continuano infatti a operare sotto il sole cosciente,
00:28spesso senza adeguate misure di protezione con un aumento concreto del rischio di malori e incidenti.
00:34Durante l'ondata di calore Greenpeace Italia e CGL hanno effettuato un monitoraggio in diversi punti della capitale,
00:40utilizzando una termocamera infrarossi per rilevare la temperatura delle superfici.
00:45In zona termini frequentata dai rider sono stati registrati picchi superiori agli 80 gradi.
00:50In due cantieri tra Piazza Bologna e la zona della città universitaria,
00:53le superfici hanno toccato valori tra i 60 e i 100 gradi.
00:57Valori riferiti alle superfici e non all'aria, precisano gli attivisti di Greenpeace,
01:01ma che possono influenzare il calore negli strati d'aria più vicini
01:04e aumentare l'esposizione di chi lavora a contatto con materiali fortemente irradiati.
01:09Siamo oggi a Roma sotto il sole cosciente in questa ondata di calore insieme alla CGL
01:14per denunciare come ancora una volta le persone meno responsabili della crisi climatica
01:20sono quelle che ne subiscono di più le conseguenze.
01:23Sono oltre 427.000 lavoratori potenzialmente esposti al caldo estremo
01:27nella città metropolitana di Roma tra il 25 e il 27 giugno.
01:32È quanto emerge da un'analisi di Greenpeace Italia
01:34che ha incrociato le previsioni di rischio caldo del progetto World Climate
01:38con i dati Istat sull'occupazione.
01:40Numerose le segnalazioni arrivate al numero verde
01:43attivato dalla CGL Roma e Lazio per denunciare il mancato rispetto dell'ordinanza regionale
01:48e chiedere assistenza.
01:49Il sindacato sollecita un rafforzamento immediato dei controlli
01:52e l'estensione della misura di tutela per lavoratrici e lavoratori
01:55ancora esposti alle alte temperature
01:57chiedendo inoltre ulteriori interventi di sostegno
02:00affinché nessuno venga lasciato solo di fronte all'emergenza caldo.

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