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CortometraggiTrascrizione
00:10Benvenuti da Claudio Brecchino a questa nuova puntata di Italpress Economy, cominciamo come
00:16sempre con le notizie che riguardano il nostro paese, i temi sono l'inflazione, le disuguaglianze
00:23territoriali con notizie anche un po' diverse dai soliti luoghi comuni e poi il peso dell'arte,
00:28della cultura e del turismo italiano con peso davvero notevole. Vediamo i servizi.
00:37L'inflazione torna ad accelerare in Italia. A maggio l'Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo
00:43per l'intera collettività registra un aumento dello 0,4% rispetto ad aprile e del 3,2% su
00:50base annua,
00:51in crescita dal 2,7% del mese precedente. Lo conferma l'Istat che attribuisce il rialzo
00:57soprattutto all'andamento dei prezzi dell'energia. A pesare maggiormente è la dinamica degli energetici
01:03non regolamentati che continuano a mostrare una forte spinta al rialzo, a contribuire all'aumento
01:08del costo della vita anche ai servizi legati ai trasporti e quelli ricreativi, culturali e per la
01:14cura della persona. Secondo l'Istat accelerano sia i prezzi dei beni sia quelli dei servizi. Il comparto
01:21dei servizi riduce però leggermente la distanza rispetto ai beni, confermando una crescita diffusa
01:26dei prezzi in diversi settori dell'economia. Su base mensile l'aumento dell'Indice Generale è
01:32determinato soprattutto dai rincari dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona,
01:38oltre che dai prodotti energetici e dagli alimentari non lavorati. In controtendenza invece
01:43i prezzi dei trasporti che registrano una diminuzione.
01:49Le disuguaglianze territoriali in Italia si confermano fenomeni complessi e articolati
01:54che non seguono dinamiche uniformi. Il Monitor per la geografia delle fragilità e delle disuguaglianze
02:01è il nuovo progetto di ricerca d'intesa San Paolo che offre una lettura sistemica di queste
02:07dinamiche mettendo in relazione fattori economici, sociali e demografici. L'obiettivo è individuare
02:13le principali criticità e contribuire a risposte più mirate ai bisogni reali delle persone
02:18e delle comunità.
02:19Per affrontare le fragilità e le disuguaglianze dobbiamo anzitutto capirle e per capirle davvero
02:26servono degli strumenti capaci di descrivere la complessità del mondo in cui viviamo.
02:34L'idea di fondo è proprio questa, comprendere per agire. Non è solo il senso del lavoro
02:42che presentiamo oggi, è il principio che guida l'impegno di intesa San Paolo sui temi
02:49sociali, un impegno che è diventato sempre più integrato nel nostro piano d'impresa
02:55con obiettivi misurabili, risultati monitorati e anche una struttura dedicata intesa San Paolo
03:04per il sociale.
03:05Il Monitor esamina le dinamiche italiane attraverso 150 indicatori che spaziano dal lavoro al reddito,
03:12dalla salute all'istruzione, dall'inclusione sociale alla qualità dei servizi. Dallo studio
03:17emerge come capitale umano sia il principale motore della crescita territoriale, mentre disoccupazione
03:23giovanile e NIT riducono partecipazione civica e attrattività dei territori.
03:28Noi abbiamo attivato un progetto in collaborazione con altri stakeholder importanti sul territorio
03:36proprio per contrastare quello che sono i giovani che non studiano, non lavorano, non
03:42partecipano a programmi di formazione e ricordo che in Italia c'è 1.200.000 ragazzi e ragazze
03:47in questa condizione. È chiaro che se noi immaginiamo di riportare una parte di questi
03:52giovani che di fatto sono inattivi all'interno del processo produttivo, di fatto stiamo parlando
03:57di un tema sociale ma anche di un tema economico molto importante perché sarebbero punti di
04:03PIL. La banca da questo punto di vista ha inteso la sfida delle disuguaglianze come un
04:09meccanismo per sviluppare l'economia. Da questo punto di vista il monitor vuole essere un contenitore,
04:17un luogo di dialogo con la società non solo per identificare i punti di debolezza della
04:23società ma anche come facendo la banca poter fare leva sulle nuove forme di capitale, di
04:30relazione e di economie capaci di contrastare le disuguaglianze fin dall'origine.
04:38Il turismo culturale si conferma uno dei principali motori dell'economia italiana con un impatto
04:44pari a 56 miliardi, circa il 52% dell'indotto. È quanto emerge dal report elaborato dall'ufficio
04:52di statistica del Ministero del Turismo. I dati evidenziano il ruolo strategico delle
04:57destinazioni a vocazione culturale che concentrano oltre 6 presenze su 10 e rappresentano un elemento
05:03decisivo per l'attrattività del paese. La ricchezza del patrimonio artistico, storico
05:08e monumentale, continua infatti a essere una delle principali motivazioni di viaggio per i
05:13visitatori internazionali, che scelgono l'Italia soprattutto per la sua offerta culturale. Nelle
05:19città d'arte si concentra una parte rilevante della spesa generata dagli stranieri, a conferma
05:24della capacità del settore di produrre valore economico e sostenere le attività locali. La
05:30domanda è alimentata in prevalenza da coppie e famiglie, ma cresce anche il numero dei viaggiatori
05:35individuali, segnale di un interesse sempre più diffuso verso esperienze culturali personalizzate.
05:41Accanto ai grandi poli di attrazione come il Colosseo, i musei vaticani, il Duomo di Milano,
05:47la Fontana di Trevi e il Parco archeologico di Pompei, si rafforza l'interesse per destinazioni
05:52meno conosciute e per luoghi legati a specifiche narrazioni culturali. Una tendenza che conferma
05:59come il turismo contemporaneo sia sempre più orientato alla ricerca di esperienze autentiche.
06:05e di qualità.
06:11E ora le notizie sempre importanti che vengono dall'Europa. Per noi l'Europa è sempre un
06:18quadro di informazione anche economico, istituzionale e normativa che vi comunichiamo per quanto riguarda
06:24anche il nostro format, non solo quello che registriamo in Europa, primo piano Europa. Oggi
06:29ci occupiamo dei rapporti molto complessi, anche quelli in divenire fra Unione Europea
06:35come istituzione e Regno Unito dopo la Brexit e anche di un tema sempre caldo come il mercato
06:41europeo dell'auto. Vediamo.
06:46Nel 2025 l'Unione Europea ha esportato verso il Regno Unito beni per 345,3 miliardi di euro e ne
06:55ha
06:55importati per 158,7. Il risultato è un avanzo commerciale per Bruxelles di 186,6 miliardi,
07:03è quanto emerge dai dati diffusi da Eurostat. Il peso di Londra nel commercio complessivo
07:08dell'Unione si è ridotto nel corso degli anni. Tra il 2015 e il 2020 la quota del Regno Unito
07:14sugli scambi europei è scesa in modo costante, dal 16,9 al 14,4% per l'export UE e
07:22dall'11,2
07:23al 9,9% per l'import. Dopo l'uscita dal mercato unico europeo nel 2021, le esportazioni
07:31nell'Unione verso il Regno Unito si sono stabilizzate intorno al 13% del totale, mentre
07:37le importazioni britanniche sono diminuite lievemente, passando dal 7 al 6,3%. A trainare
07:44le vendite europee verso il mercato britannico sono soprattutto veicoli, macchinari, apparecchiature
07:49elettriche, prodotti farmaceutici e combustibili. I veicoli rappresentano la prima voce dell'export
07:55con 55,8 miliardi di euro, pari al 16,2% del totale. Seguono macchinari e apparecchi
08:03meccanici con 44,9 miliardi. Sul fronte opposto le principali importazioni europee dal Regno
08:10Unito riguardano macchinari, combustibili, veicoli, prodotti farmaceutici e apparecchiature
08:15elettriche. Le prime cinque categorie pesano per quasi la metà del totale delle merci importate.
08:21Il quadro conferma quindi un rapporto commerciale ancora rilevante, ma profondamente cambiato
08:27rispetto al periodo precedente alla Brexit. Il Regno Unito resta un partner importante
08:32per l'economia europea, ma con un peso inferiore se lo si paragona a dieci anni fa e con una
08:37bilancia degli scambi di beni nettamente favorevole all'Unione Europea.
08:44Segnali positivi per il mercato automobilistico europeo. A maggio 2026 le immatricolazioni nell'Unione
08:51Europea hanno raggiunto quota 955 mila unità, con una crescita del 3,2% rispetto allo stesso
08:58mese dello scorso anno. Considerando anche Regno Unito e paesi EFTA, l'incremento sale al 3,6%.
09:05A trainare il mercato sono soprattutto i principali paesi europei. La Germania si conferma il primo
09:11mercato del continente per numero di immatricolazioni davanti a Regno Unito, Italia, Francia e Spagna.
09:18Nel complesso i cinque maggiori mercati rappresentano quasi il 70% delle vendite europee. Fuori dall'Europa
09:25il quadro è più diversificato. A maggio si segnalano flessioni in Canada, Argentina e
09:30Turchia, mentre la maggior parte degli altri mercati internazionali mostra risultati in
09:35crescita. In Cina, dove gli ultimi dati disponibili si riferiscono ad aprile, il mercato evidenza
09:41invece una contrazione rispetto all'anno precedente.
09:47Parlare di Europa vuol dire allargare il nostro sguardo al di là dei confini nazionali, l'economia
09:54del resto è un insieme di relazioni, non solo di nome, ma anche di comunicazione. Allora,
10:00a proposito di comunicazione, noi in questi giorni abbiamo realizzato una lunga e importante
10:06intervista con il Presidente e Amministratore Delegato di Sielte. Sentite che cosa ci ha
10:14detto Salvatore Turrisi.
10:18Con piacere che vi presento nei nostri studi di Roma, è la prima volta che l'incontro.
10:22Grazie, grazie per l'opportunità.
10:24Grazie a questo nostro primo piano, Salvatore Turrisi, Presidente Esecutivo di Sielte.
10:30Presidente e Amministratore Delegato di Sielte.
10:34Siamo qui in occasione di un compleanno, al di là che si è appena svolto, diciamo
10:39nel 2025, sono 100 anni dalla storia di un'azienda. Non tutte le aziende riescono a compiere 100
10:46anni, quindi questo è un grande traguardo, però in relazione a ciò che voi fate, poi
10:50ve lo racconterà durante l'intervista, diciamo per tutto il secolo scorso e anche per questo
10:57fondamentalmente voi avete accompagnato la crescita tecnologica di questo Paese, con un doppio
11:01binario. La tecnologia ha cambiato l'Italia e in qualche modo, in che modo l'Italia ha
11:07cambiato Sielte. È un doppio binario?
11:10Sì, assolutamente. Sielte nasce nel 1925 come una costola operativa degli svedesi di Ericsson,
11:17quindi nasceva con quella necessità in un momento particolare del nostro Paese in cui
11:23iniziava tutto il percorso di elettrificazione, così come di costruzione e completamento delle
11:30reti all'epoca il rame. La Sielte è chiaro che nasce nel periodo in cui inizia tutto questo
11:38percorso di transizione, un percorso che nel 1925 era proprio all'inizio, quindi la fortuna
11:45di esserci nel momento in cui tutto questo prendeva forma. Noi subentriamo dopo con una
11:51società di famiglia che è Siel e Itel, che rimane comunque la holding di Sielte, che
11:57decide di entrare in questa logica, perché già era un'impresa di rete, che decide di
12:04allargare con la benevolenza di Ericsson e poter crescere sul settore delle infrastrutture.
12:13Vero è che tutto questo mondo delle infrastrutture ha contribuito a portare una continua innovazione,
12:20innovazione che cambia, che trasforma, che porta sempre avanti. Ed ecco che da lì l'evoluzione
12:26di Sielte nasce giorno dopo giorno, persona per persona, quindi dal reskilling delle persone,
12:33dal percorso formativo delle persone. Ne parleremo poi di questo, investite molto sulla formazione.
12:39Noi investiamo molto sulla formazione. Quindi Sielte diventa una realtà come costruttrice
12:49di infrastrutture, infrastrutture elettriche, infrastrutture telefoniche e diventa uno dei
12:55diciamo dei player più importanti del settore delle telecomunicazioni di riferimento per
12:59i più grandi clienti. Ha contribuito ad oggi ad innovare il nostro Paese sul mondo delle
13:05telecomunicazioni, sia reti fisse che reti immobili.
13:07Quanto parliamo per esempio di sovranità oggi quando parliamo di energia, di autosufficienza,
13:12quando poi c'è Hormuz, quando poi c'è l'Ucraina. Quindi diventa anche autonomia e sicurezza.
13:19Allora le voglio chiedere come un'azienda importante come la sua che cosa chiede in fondo alle istituzioni,
13:26alla politica come norme, come aiuto, come attenzione quando si dice che diventa sicurezza
13:31e autonomia per una nazione, per uno Stato.
13:34Il discorso è un po' più ampio. Il concetto è questo, soprattutto in un momento particolare
13:39come questo, dove comunque ci sono delle situazioni geopolitiche che comunque vedono interessato
13:44fortemente il nostro Paese, dove noi abbiamo contribuito a un percorso di trasformazione
13:49digitale, portarsi a un livello di innovazione tecnologica avanzato, come quello che oggi
13:56è stato fatto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quindi con una cablatura importante
14:02del territorio, ancora in fase di completamento nelle ultime code che rimangono.
14:07Quindi, diciamo, dando connettività anche nei punti più remoti, dando e portando connettività
14:14e tecnologia a distretti industriali importanti, diventa un asset strategico che il nostro Paese
14:23comunque oggi ha e difende, difende in tutti i modi, perché è chiaro che più andiamo avanti,
14:29più digitalizziamo, più il tema è difendere qualcosa anche da attacchi, attacchi cyber,
14:35ma questo ci permette comunque oggi di stare in connessione con l'intero mondo, essere
14:40indipendenti anche a livello industriale, quindi economico-industriale, quindi ci permette
14:45anche di far crescere l'economia del nostro Paese. Per noi è importante, ci crediamo,
14:49abbiamo fatto delle scelte in passato, uscendo da mercati esteri per investire in Italia,
14:56proprio perché crediamo che investire nel nostro Paese comunque da un ritorno, non in
15:02termini di business, ma in termini veramente di un progetto diverso, di un progetto che comunque
15:07lo fa crescere anche a livello di cultura e di riferimento verso il mondo.
15:13Noi se allarghiamo il discorso Italia-Europa, anche qui voglio fare una piccola digressione
15:16se ci sta Presidente a farsi un po' anche, andiamo un po' a spasso insieme in questo
15:21centenario che poi guarda il futuro, perché la tua ultima domanda dobbiamo partire nei
15:25prossimi cento anni. Allora alla fine, quando noi parliamo anche di Europa, non andiamo in
15:30Europa con primo piano per raccontare l'Europa, ci diciamo sempre se poi effettivamente quando
15:34parliamo di autonomia tecnologica, se siamo nelle mani degli altri su alcune cose, su alcune
15:40se siamo invece noi i padroni del nostro destino, anche noi italiani con le nostre competenze
15:47dentro l'Europa. Quali sono le cose in cui noi siamo nelle mani del mondo, diciamo
15:51cinesi, americani, così, in cui invece siamo noi i protagonisti europei e italiani?
15:56Sì, di fatto tutto questo trasformare continuamente la tecnologia con innovazione continua ha portato
16:05a guardare alcuni settori piuttosto trascendone altri. Al momento, su un
16:10tema di conservazione di dati, quindi di cloud, di spazi, di data center o di modelli
16:16cyber, cominciamo ad avere delle dipendenze importanti, ma si sta investendo anche su questo,
16:22vero è che noi dall'inizio del piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo deciso di investire
16:29su dei verticali, perché dall'inizio il modello di Sielte non era quello di rimanere costruttori
16:35di rete e il nostro know-how lo riconosciamo e ne siamo fieri. Ma poter servire il cliente,
16:42il paese, dando un servizio completo a 360 gradi, diciamo l'around, su tutti i settori,
16:47quindi gli apparati, gli apparati oggi diventano importanti e sappiamo che siamo in mano della
16:52migliore tecnologia che purtroppo non è italiana. Abbiamo un tema di connessione di questi apparati
16:59sulla rete, quindi necessita diventare un sistema integrator, quindi portare dentro una piccola
17:04software house e quindi costruirla, metterla in comunicazione, difenderla dagli attacchi
17:09e quindi creare una parte cyber, tutto questo è chiaro che oggi portando a casa delle competenze
17:18ci dà la possibilità di seguire il paese, di seguire i nostri clienti nel cercare quella
17:24autonomia e di diminuire la dipendenza dal resto. Tutto molto chiaro. Senta, torniamo
17:28al PNRR, si conclude storicamente, l'abbiamo visto nel 2026, abbiamo fatto una grande discussione
17:34con i giornalisti, ogni sei mesi, quanti progetti, pochi progetti, abbiamo fatto almeno 800 interviste
17:39su questo e mille bilanci. Diciamo che questa massa dei soldi è arrivata, molti progetti
17:45importanti sono stati fatti, voi sicuramente da questo punto di vista siete stati molto attivi,
17:50quindi questi anni ci lasciano qualcosa, ci lasciano un avanzamento da questo punto
17:56di vista nella materia che stiamo affrontando, il tema è come andare avanti, come non disperdere
18:01ciò che è stato fatto e come mettere a frutto quindi gli anni futuri sullo slancio che ci
18:06ha dato il PNRR.
18:07Certo, se lo guardiamo solo in termini di business è vero che come tutto, poi magari noi come
18:11imprese magari ci lamentiamo, ma di fatto è una data di inizio, una data di fine, ma nello
18:17sviluppo di un progetto tecnologico così importante dava la possibilità e apertura a scenari diversi,
18:24no? Perché è chiaro che una volta costruita la rete tutto quello che ci sta sopra, quindi
18:28costruire servizi, costruire tutto quello che può essere messo in correlazione tra i servizi,
18:33il cloud, tutto quel mondo lì andava sviluppato. Noi diciamo che abbiamo iniziato parecchio tempo
18:40fa ad investire su quei verticali, proprio per far sì che a fine piano, con un piano industriale
18:46sfidante probabilmente, potessimo riconvertire tutte quelle persone che abbiamo messo sulla
18:55parte fibra su mondi che comunque rimangono sempre molto legati al tecnologico e all'innovazione.
19:03Torniamo al tema dell'energia. Non c'è una discussione, anche qui si fa, io ho scritto un
19:09format di geopolitica, con due grandi ambasciatori come segue Massolo, si parla sempre più di
19:14autonomia energetica, però la notizia degli ultimi giorni è che la Commissione europea
19:18ha sdoganato 23 miliardi che dà all'Italia per investirla nell'energia e soprattutto, i
19:25critici dicono un'altra volta il Green Deal, ma dopo vanno investiti sul piano dell'energia.
19:29Questa è un altro, non è il PNRR, ma un altro quantitativo di denaro che l'Europa ci dà
19:36con una visione dietro. Come si altra traduce?
19:39Sì, assolutamente, è proprio questo. È un capitolo del nostro piano industriale, non
19:45nello sviluppare possibilmente in maniera più attenta. Siamo già presenti sul mondo della
19:52media e bassa tensione, così come quello dell'alta con la fornitura di alcuni shelter, ma guardare
19:58quel mondo con più attenzione. Perché? Perché c'è una forte correlazione. Una forte
20:02correlazione perché la costruzione di impianti fotovoltaici di una certa dimensione implica
20:08la costruzione di cabine, di creare delle adduzioni, di portare della fibra per il controllo della
20:16produzione e del consumo e quindi anche lì, per poter arrivare ad avere un controllo anche
20:22dell'autonomia di cui parlavamo prima, è fondamentale poter avere questi asset che sono, ripeto,
20:28strategici per quello che è la visione di voler far diventare il nostro paese in gran
20:34parte autonomo sotto parecchi punti di vista.
20:39Voi sulle competenze umane, sulle formazioni investite, io ho letto anche molti dati in
20:43orario, in soldi, investire sulle competenze progressive e continue significa formare un capitale
20:49umano per voi ma anche per le aziende che sono legate al vostro sistema. Quanto è prioritario?
20:55Per me ha priorità uno. Perché dico ha priorità uno? Io circa dieci anni fa cambiai le sorti
21:01di questa sielte. Decisi di cambiare le sorti di questa sielte perché alla morte di mio padre
21:07trovai un accordo di separazione fra i fratelli. Quindi da una parte avevo un debito, quindi
21:12dovevo pagare il mio socio, dall'altra parte avevo solo ed esclusivamente qualcosa che mi
21:16permetteva di rimettermi in piedi, che era il capitale umano. Quindi l'unico modo per poter
21:20andare avanti e reinvestire su queste persone e poter fare la differenza. Sarà stato folle,
21:26sarà stato che ci ho creduto, però mi hanno dato tanto. Abbiamo lavorato durante il periodo
21:30di Covid, non si è lamentato nessuno, non abbiamo mai avuto un giorno di disagio, di
21:35scioperi legato a quel periodo lì. Le persone sono state tutte veramente sul pezzo e hanno
21:41contribuito alla crescita di sielte. Hanno creduto in un progetto che abbiamo messo in piedi.
21:46Questo ci ha permesso di passare a poco meno di 300 milioni di fatturato ai 980 milioni.
21:52Era uno dei numeri che gli aveva richiesto.
21:54Sì, siamo a 970 milioni con circa 60 milioni di EBITDA, per noi è un gran successo, soprattutto
22:00sulle marginalità delle telecomunicazioni e continuano a rimanere deboli legati al fatto
22:05che continuiamo a non percepire il grande valore di quest'asse. Tutto viaggia su quest'asse,
22:12la televisione, la radio, le informazioni, i dati, tutto e quindi continua ad avere un
22:19valore, secondo me, molto più alto.
22:21Vi chiedo due cose laterali, visto che ho citato i numeri, io volevo chiedere il suo fatturato,
22:25quanti sono i vostri dipendenti, le vostre sedi, i vostri numeri complessivi come vende.
22:29Sì, abbiamo circa 40 sedi su tutta Italia, il fatturato l'abbiamo appena detto, siamo
22:34a 970 milioni e le sedi, la sede legale e amministrativa sta su Catania, San Gregorio
22:40di Catania, mentre la direzione generale è a Roma. Ritornando un attimo al tema della
22:45formazione, noi sull'ultimo triennio abbiamo investito circa 659 mila, 60 mila ore di formazione
22:53l'anno. Contiamo per il 2026, proprio per la fine del piano nazionale di ripresa e resilienza
22:59e riconvertendo quel personale su attività specifiche e più tecnologiche, di investire
23:05su circa 160 mila, 180 mila ore di formazione per l'anno 2026. Quindi per noi rimane sempre
23:12un valore inestimabile quello del capitale umano.
23:18Visto che abbiamo parlato di infrastrutture materiali e immateriali, un tema molto contemporaneo
23:26e molto importante, le notizie ora che ci sono sempre nel nostro format sull'EITEC,
23:31che è il leadership responsabile ai tempi dell'intelligenza artificiale al centro del
23:36Business Ethics Summit. Vediamo.
23:41In un contesto caratterizzato dall'accelerazione tecnologica e dall'impatto crescente dell'intelligenza
23:48artificiale sui processi economici e sociali, diventa fondamentale promuovere una riflessione
23:53sul ruolo dell'etica come componente strategica della leadership, comprendere come governare
23:59tecnologie sempre più potenti e pervasive, orientandone lo sviluppo verso obiettivi di
24:04crescita sostenibile, benessere collettivo e prosperità condivisa. Sono gli obiettivi
24:10della quarta edizione del Business Ethics Summit, promosso da Core con il coordinamento
24:15accademico del Boston College, main partner Lenovo.
24:19È importante mettere l'essere umano, mettere l'uomo al centro di tutto, che significa favorire
24:26sempre la crescita, il lavoro e il benessere dell'essere umano al di sopra dello strumento
24:35che è l'intelligenza artificiale. Questo non sarà facile, già lo sappiamo, però è importantissimo
24:43perché senza mettere l'uomo al centro a che serve? La civiltà poi finirà, infatti
24:51alcuni esperti dicono che l'intelligenza artificiale è capace anche di distruggere l'umanità.
24:59L'intelligenza artificiale ha creato un generale malinteso, cioè che fosse un'intelligenza
25:09cosciente. In realtà, come ci ricorda anche Faggin, il fisico Faggin, è uno strumento
25:17che l'uomo può utilizzare, che può potenziare le capacità dell'uomo, ma poi deve essere
25:24ovviamente al centro di una visione antropocentrica.
25:27Nel corso dell'iniziativa che si è svolta la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali
25:32nella città del Vaticano, si è discusso anche del modo in cui etica e intelligenza artificiale
25:37si coniugano nelle aziende.
25:39L'opportunità per un'azienda automobilistica molto speciale come la Ferrari sono tante.
25:45Possiamo partire dal calcolo, dall'aerodinamica, dai sistemi di controllo della vettura, all'autonomous
25:54driving. Ci sono tante aree in cui l'intelligenza artificiale può essere introdotta, però questo
26:00deve avvenire senza dimenticare le esperienze del passato che danno affidabilità e che danno
26:06risultati alle automobili di oggi, ma per il futuro tutto ciò si può migliorare e l'intelligenza
26:12artificiale lo può fare.
26:13Credo che tutti noi abbiamo paura dell'intelligenza artificiale, anche se ne vediamo una grande
26:18opportunità. Lo stesso succede per il nucleare, abbiamo tanta paura del nucleare per quello
26:22che è stato il nucleare del passato e credo che in entrambi i casi dobbiamo guardare al
26:26futuro con molto più ottimismo nella tecnologia, ma anche nella capacità della nostra umanità
26:33di gestire questa tecnologia e questo progresso.
26:39Con l'aumento del costo del danaro di un quarto di punto si torna a rivedere tutto il sistema
26:46dei mutui delle case, ma sentiamo il nostro Giuliano Zoppis nel focus settimanale.
26:53Oggi parliamo di casa, il bene più amato degli italiani e soprattutto la fonte di risparmio
26:59maggiore per il nostro paese. Ci sono importanti novità e notizie in arrivo e partiamo sicuramente
27:07dalla dettagliata analisi che ha fatto l'Istat sull'andamento e l'evoluzione del mercato
27:12immobiliare. I prezzi delle abitazioni sono cresciuti del 5,2% nel primo trimestre del
27:192026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel confronto crescono di più i prezzi delle
27:26abitazioni nuove, il 6,7%, anche se è notevole circa il 5% quello delle abitazioni già esistenti.
27:36Il patrimonio abitativo in Italia è in crescita a oltre 35,6 milioni di abitazioni e praticamente
27:4526 milioni di queste, quindi il 73% circa del totale, sono occupate da residenti, mentre
27:539,5 milioni sono le case non occupate o abitate da non residenti. È interessante notare come
28:01nel primo trimestre sono aumentate le vendite di circa 4,5% e il record è a Torino con 9
28:10,2%,
28:11segue Milano con 7,1% e più staccata Roma con 5,1%, ma tutte le principali città e province
28:20italiane sono in crescita. Unica città, unica eccezione è Firenze, dove si è registrato
28:26in questo periodo un calo del 3%. Passiamo ai mutui, era molto atteso questo ritocco ai tassi
28:35da parte della BCE e dobbiamo dire però che questo aumento di un quarto di punto dello
28:410,25% non ha provocato almeno per ora grandi scossoni. Perché? Perché come si dice questo
28:48effetto di aumento era già stato scontato al momento dell'offerta dei mutui, dei contratti,
28:55quindi non si sono verificati dei ribalsi particolari. I mutui variabili oggi vengono
29:03offerti in media al 2,53% per una rata mensile di 956 euro. Calcoliamo in questo conto come
29:13riferimento un mutuo da 180.000 euro a 20 anni per una casa di 250.000 euro. A tasso fisso
29:22siamo invece al 3,37% per una rata mensile di 1032 euro. A 30 anni, e anche in questo
29:29caso stanno aumentando le offerte a 30 anni, abbiamo un variabile al 2,54% per una rata
29:36da 715 e il fisso al 3,35 per una rata di 793 euro. Vediamo però che rispetto a quello
29:46che sta accadendo. C'è un forte dibattito su come la BCE si regolerà con possibili nuovi
29:53aumenti. Il calcolo che è stato fatto dal mercato è in qualche modo preoccupante, che
29:59se ci fosse un nuovo aumento nel corso del 2026 di mezzo punto percentuale, 0,5%, la rata
30:07del variabile salirebbe a 1029 euro, pareggiando di fatto quello che è la rata del fisso. Quindi
30:16si ridurrebbe in pratica di molto il vantaggio del variabile in termini economici. Però, dobbiamo
30:22sottolineare, questo è molto importante e noi spesso ne abbiamo parlato in questa nostra
30:26rubrica, che il mercato comunque continua a privilegiare in modo massiccio il tasso fisso,
30:33perché dà ovviamente maggiori garanzie di stabilità. Addirittura è arrivato ad assorbire
30:40in tasso fisso un'offerta del 92,3% delle richieste, quindi siamo veramente quasi alla
30:47totalità. Ricordiamo ancora che mediamente viene chiesto un mutuo di 145 mila euro da parte
30:55dei mutuotari ed è più o meno un'incidenza sulla somma richiesta. Aumenta la media dei richiedenti
31:03e questo forse non è un dato entusiasmante, che ha raggiunto i 39 anni e 7 mesi. E quindi
31:10da questo punto di vista vediamo che evidentemente le difficoltà del mercato tendono a far sdittare
31:16in avanti il momento delle richieste del mutuo e quindi l'acquisto della casa. Ultima cosa,
31:22ultimo filone di questi tre molto importanti che in queste settimane si sono rivelati è il
31:28piano caso. Il piano caso ha varato dal governo, ha varato il primo passaggio parlamentare con
31:34l'ok della Camera. Entro il 6 luglio si attende il varo definitivo da parte del Senato con
31:40l'approvazione finale. Quali sono i filoni, i pilastri principali di questa riforma molto
31:47attesa?
31:47Innanzitutto la riqualificazione delle case popolari che saranno messe a disposizione delle
31:53famiglie meno ambienti per 60 mila unità. Attualmente queste case sono dichiarate inagibili
32:00o perché sfitte o perché conciate abbastanza male e quindi da ristrutturare. Secondo c'è
32:08un fondo per finanziare tutto questo patrimonio da parte della mano pubblica con fondi alimentati
32:15da regioni, province e convenzioni fra il pubblico e il privato. E poi viene messa a
32:21disposizione dei privati la possibilità di accendere fondi di investimento anche molto
32:27massicci e godranno di un'importante agevolazione e semplificazione tutti quegli interventi superiori
32:34a un miliardo di Euro. È importante sottolineare come in questa prima fase del passaggio parlamentare
32:41siano intervenuti novità interessanti. Per esempio quella principale è l'accesso a tutte
32:47le agevolazioni, alle semplificazioni e al taglio delle procedure per tutti i dipendenti
32:53pubblici e quindi questo allargamento consentirà anche a insegnanti, forze dell'ordine e personale
33:00sanitario di poter accedere alle agevolazioni che il piano casa ha messo a disposizione e avranno
33:07sostanzialmente accesso a tutte queste facilitazioni. Viene nominato un commissario straordinario
33:13che dovrà gestire il non facile compito di rimettere sul mercato risanate queste case,
33:21questi 60 mila alloggi e avrà la mano libera in quanto potrà agire in forza dei poteri
33:28straordinari e poi vengono messi a disposizione 9 milioni di Euro per gli affitti agli studenti
33:34fuori sede. È una cosa molto importante, veniva attesa, è in coincidenza con alcuni
33:39piani previsti dal PNRR e quindi sono misure specifiche dedicate ai fuori sede. In più
33:46l'altra grande agevolazione, varata in questo esame parlamentare, è che tutte le persone
33:51affette da grave disabilità e le famiglie che le sostengono avranno importanti aiuti per
33:57sostenere la loro casa, la loro nuova casa.
34:02E ora le notizie di un'altra filiera importante, quella dell'agri-food, agricoltura in particolare,
34:09insomma anche se ovviamente tutta la filiera è quella che a noi ci interessa, nuove risorse
34:13dal disegno di legge Coltiva Italia. Sentiamo di cosa si tratta.
34:20La Commissione Agricoltura della Camera ha dato il via libera al disegno di legge Coltiva
34:25Italia, il piano promosso dal governo Meloni che mobilita oltre un miliardo di Euro per
34:30il settore agricolo nel triennio 2027-2029. Soddisfatto il ministro dell'Agricoltura, della
34:36sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida che ha definito il provvedimento
34:41tra i più importanti degli ultimi decenni. Il piano punta a rafforzare l'autonomia produttiva
34:47nazionale attraverso investimenti strategici in agricoltura, allevamento e olivicoltura.
34:53La quota più consistente, 900 milioni, sarà destinata alle colture strategiche come frumento
34:59e soia, all'allevamento bovino nazionale e al rilancio del comparto olivicolo.
35:04Tra le novità introdotte durante l'esame parlamentare figura l'istituzione di un commissario straordinario
35:10per il contrasto alla Xilella, operativo fino a 2028. Previsti in oltre 150 milioni,
35:17per favorire il ricambio generazionale con misure dedicate all'accesso al credito per
35:22giovani e donne. Il DDL rafforza anche ricerca e innovazione, semplifica le procedure amministrative
35:28e introduce sostegni per le aziende colpite da fitopatie.
35:35E' tutto per questa puntata, molto ricca come sempre, grazie per essere stati con noi e appuntamento,
35:43se volete ovviamente, a venerdì prossimo, arrivederci.
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