Riproduce parametri vitali, fattori neurologici ed emozionali, alterazioni cardiache-polmonari e reazioni fedeli agli stimoli esterni. Piange, suda, si lamenta quando gli fa male qualcosa. Non è un vero essere umano, ma una replica robotizzata del corpo umano dotata di intelligenza artificiale del nuovo Centro di Simulazione (SimBo) del Sant’Orsola. SimBo è stato inaugurato ufficialmente questa mattina, 24 giugno, al primo piano del Padiglione 25 del Policlinico bolognese, che nel 2020 era stato riconvertito in Padiglione Covid e oggi rivive sotto una nuova veste. All’interno delle sale operatorie e delle rianimazioni dismesse è stata infatti realizzata un’avanzata struttura dedicata alla formazione dei professionisti: qui studenti UniBo, medici e operatori delle professioni sanitarie possono esercitarsi sul campo simulando scenari complessi e critici in un ambiente totalmente immersivo come ce ne sono pochi in Italia, imparando, affinando e migliorando tecniche e protocolli prima di impiegarli sul paziente in carne e ossa. Il Centro di simulazione dell’Irccs, sviluppato dal Policlinico anche grazie alla collaborazione dell’Alma Mater, si estende su un’area di quasi mille metri quadrati e include due sale operatorie con altrettanti ambienti dedicati al debriefing, una cabina di regia, uno spogliatoio e, al piano superiore, un reparto di degenza e una terapia intensiva completamente attrezzata. Con l’arrivo dei nuovi simulatori «top di gamma», il Centro di Simulazione entra a pieno regime dopo una prima fase di rodaggio. Oltre a un robot che riproduce un corpo umano maschile, ce n’è un altro che riproduce il corpicino di un neonato di tre mesi.
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