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  • 18 ore fa
Regia di Daniel Espinosa. Un film con Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada, Ariyon Bakare. Cast completo Titolo originale: Life. Genere Fantascienza, Horror, Thriller, - USA, 2017, durata 103 minutiC'è vita su Marte? Un gruppo di scienziati fa una scoperta incredibile che potrebbe rivoluzionare la loro vita e quella dell'umanità
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Una squadra di astronauti, a bordo di una stazione spaziale internazionale, entra in possesso di un campione organico proveniente da Marte. Lo scienziato del gruppo espone la microscopica cellula ad una serie di stimoli, nel laboratorio della stazione orbitante, e "la cosa" reagisce. Si festeggia anche sulla Terra e i bambini delle scuole le trovano un nome: Calvin. Ma Calvin non è innocuo: cresce, interagisce e, disturbato, uccide. La priorità cambia rapidamente a bordo e una s'impone su tutte: tenerlo lontano dal nostro pianeta.
Il film di Espinosa va preso per il verso giusto, come un buon esempio di quelli che una volta si chiamavano b-movie, film di genere in cui non cercare il pelo nell'uovo, non pretendere approfondimenti psicologici o afflati tarkovskijani.
Un film da gustarsi pop corn alla mano per fare una prova del nove: più sono i momenti in cui la mano resta impigliata nel bicchiere di carta e ci si dimentica di portare il cibo alla bocca, più punti guadagna il film, perché significa che fa bene il suo mestiere, intrattiene, spaventa, aggancia.
Se tra gli antenati di Life ci sia un Alien o l'altro, dunque, poco importa; è immediatamente chiaro che il papino di Calvin sta per diventare una sua vittima, la prima di quei dieci piccoli indiani di cui non ci resta che visionare il come, il dove e il quando, perché il cosa è affare noto. Così, tra un'apparizione a sorpresa e l'altra, del viscido e tentacolare marziano, si leggono in filigrana informazioni altre: una scala di valore degli interpreti, per esempio, per cui il bellimbusto e coraggioso Ryan Reynolds è sacrificabile prima del malinconico e intelligente Jake Gyllenhaall, o la presenza di un finale con sberleffo, di quelli che il cinema che si prende più sul serio non si può permettere, e che invece il genere può ancora sfoderare, con tanto di commento musicale ironico (quando sui titoli di coda parte una versione scanzonata di "Spirit in the sky").
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