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  • 1 giorno fa
«Non stiamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma siamo per festeggiare la liberazione di due ragazze che per un periodo di tempo abbiamo temuto anche di non poter rivedere mai più». Lo ha spiegato Luciano D'Angelo, procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona (L'Aquila) che si è occupato del ritrovamento delle sorelle prelevate da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, nell'aquilano. In merito alle indagini ha aggiunto: «Ieri abbiamo trovato le ragazze, stanotte abbiamo iniziato la prima fase lunga di un procedimento, abbiamo emesso un decreto di fermo e adesso dovrà essere sottoposto al vaglio indispensabile del giudice perché le persone che abbiamo fermato sono delle persone per le quali continua a vigere la presunzione di non colpevolezza e così vorrei che fosse trattato». L'accusa per le 3 persone fermate è di sequestro di persona, in relazione all'allontanamento delle ragazze, rintracciate ieri sera a Formia (Latina) in un appartamento di un'anziana indagata.  Servizio di Daniele Stefanini (Agtw)

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00:00Non stiamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma siamo per festeggiare
00:08la liberazione di due ragazze. Per un periodo di tempo abbiamo temuto anche di non poter
00:16rivedere mai più. Ieri abbiamo trovato le ragazze, stanotte abbiamo iniziato la prima
00:24fase lunga di un procedimento, abbiamo emesso un decreto di fermo e adesso dovrà essere
00:31sottoposto al vaglio indispensabile del giudice perché le persone che abbiamo fermato sono
00:39delle persone per le quali continuo a vigere la presunzione di non colpevolezza e così
00:45vorrei che fosse realizzato. Quello che però mi preme chiedere vorrei che d'ora in avanti
00:53su questa vicenda vi disinterestasse delle ragazze. Non mi ha fatto molto piacere vedere
01:06delle immagini fugaci nelle quali le ragazzine erano costrette a uscire sotto al braccio
01:15di carabinieri che cercavano di preservarle per quanto possibile. Questa è una vicenda
01:23che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma ha solo e soltanto come punto di riferimento
01:32un amore genitoriale malato. Quando parlo di genitoriale malato mi riferisco al fatto
01:42che quelle bambine hanno due genitori, non un solo genitore, la mamma dipinta e dipingibile
01:50come il mondo. Sono due genitori che hanno rinunziato al primo dovere di ognuno di noi
01:58che ha la fortuna e l'onere di diventare genitore. Essere portatori di un amore disinteressato,
02:09essere, mettere al primo posto l'interesse dei minori. Queste ragazzine da quando avevano
02:17sei e tre anni non hanno mai avuto alcuno che si occupasse di loro. Il massimo dell'attenzione
02:26è stata in questi giorni, un'attenzione mediatica forse anche oltremisura, un'attenzione
02:33mediatica che mi sia consentito da parte di alcuni è stato a stile Instagram, pubblicare
02:41la notizia, pubblicare l'immagine senza pensare ai contenuti, sapendo che di lì a un attimo
02:46sarebbe finito. Non ho avuto modo di leggere un'analisi di contesto, un'analisi delle problematiche
02:57che sono legate a questa vicenda. Per quello che mi consta non è un caso frequente che
03:06bambini vedano i loro genitori perdere la potestà genitoriale, non in conseguenza di
03:16abuso, non in conseguenza di pratica costante a misura di prevenzione, ma di una pratica
03:24di separazione, una causa di separazione.

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