00:00La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresentano
00:05ancora oggi, a nostro avviso, l'unico modo concreto di creare condizioni che possano
00:10costringere all'apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo
00:16pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà un cessato il
00:20fuoco e l'avvio di trattative reali sarà necessario mantenere alta la pressione politica
00:27ed economica. Tuttavia la fermezza da sola non basta più se non è accompagnata anche
00:32da una visione di lungo periodo. Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando
00:38insieme ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina, a una nuova architettura
00:43di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è
00:49chiaramente indispensabile preservare l'unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra
00:54Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria. Solo che coordinamento non significa
01:01delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia diverse condizioni dipendono
01:06dall'Europa, riguardano l'Europa, impattano sull'Europa e dell'Europa a doverle negoziare.
01:12Intendo che la nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in cecità
01:16diplomatica o autoesclusione. Continuo a porre il tema della necessità che l'Europa abbia
01:21una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca.
01:26Difendere i confini del diritto non ci impedisce di tenere aperti i canali necessari a raggiungere
01:31i nostri obiettivi. L'Unione europea deve essere pronta a guidare questo dialogo mentre
01:35farebbe un errore a subirlo. Ma per farlo, una volta stabilito in maniera univoca quale sia
01:43dal nostro punto di vista l'obiettivo finale del negoziato, occorre individuare chi possa
01:48rappresentare gli interessi europei nel tavolo negoziale. Perché procedere a tentoni con formati
01:55variabili, non adeguatamente rappresentativi, produce solo frammentazione, confusione, debolezza.
02:01Cioè, il tema vero, dal mio punto di vista, non è chi faccia o meno parte di questo o di
02:07quel formato, ma piuttosto il fatto che allo Stato nessun formato ha la legittimità per parlare
02:13a nome dell'intera Europa. Per questo motivo sostengo da tempo la necessità di individuare
02:20una figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per
02:25portare il punto di vista dell'Europa. Ed è in questa direzione che continuo a lavorare.
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