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  • 3 weeks ago
"Le donne presentano un impatto cardiovascolare più rilevante rispetto agli uomini, sia in termini di mortalità sia di disabilità. Le malattie cardiovascolari, in particolare quelle ischemiche, rappresentano infatti la principale causa di morte e ricovero anche nella popolazione femminile, contribuendo a circa il 40% della mortalità complessiva, contro il 32-33% degli uomini". Lo ha detto Pasquale Perrone Filardi, direttore del Dipartimento di Scienze biomediche avanzate dell'università degli Studi di Napoli Federico II, past president Sic (Società italiana di cardiologia), intervenuto all'evento “Qui, per la salute di ogni donna”, promosso da Organon a Roma.

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Transcript
00:04Innanzitutto cominciamo a dire che il rischio cardiovascolare di genere è una priorità per
00:09la salute del futuro e per i sistemi sanitari del futuro. Questa attenzione ce la chiede l'Europa,
00:15sia a livello di governo europeo, sia a livello di società scientifiche europee come la società
00:22europea di cardiologia e ovviamente si riverbera sul nostro paese, dove ancora siamo molto indietro
00:27nel riuscire a colmare questa differenza. Questa differenza sconta il fatto che le donne contribuiscono
00:35di più per le malattie cardiovascolari, soprattutto per le malattie cardiovascolari ischemiche, alla
00:42mortalità e alla morbilità, che comunque per le malattie cardiovascolari rappresenta la prima causa
00:47di patologia per tutti. Però per gli uomini intorno al 30-32%, per le donne si avvicina al 40%. Questo
00:57nasce da fattori molteplici. Certamente c'è una sottopercezione del rischio cardiovascolare nelle
01:04donne, le stesse linee guida probabilmente stimano al ribasso il rischio cardiovascolare
01:10delle donne a parità di fattori di rischio con gli uomini. Vi sono dei fattori di rischio che sono
01:16genere specifici e sui quali fino adesso abbiamo dato poca attenzione e solo da ultimo, solo ultimamente,
01:23le linee guida anche della Società Europea di Cardiologia hanno messo l'attenzione su questi
01:29fattori modificatori del rischio che sono collegati al genere, per esempio i disturbi gestazionali,
01:35i disturbi collegati all'ipertensione, i disturbi collegati al diabete gestazionale,
01:41alla preeclampsia, che oggi dovremmo riconoscere come modificatori del rischio.
01:47La menopausa è un evento molto importante dal punto di vista ormonale nella donna, segna
01:55evidentemente una transizione da un rischio che è prevalentemente collegato alle malattie
02:01oncologiche nell'età fertile e su questo siamo molto avanti e poi diventa un rischio cardiovascolare
02:09prevalente quando appunto si perde l'effetto protettivo dell'assetto ormonale degli estrogeni
02:15in particolare. Quindi dobbiamo evidentemente anche organizzare un sistema che dedichi attenzione
02:24anche a questo passaggio fisiologico nella vita delle donne e che segni in occasione di
02:31questo passaggio un momento di valutazione del rischio cardiovascolare, ma io vorrei dire
02:37come oggi dobbiamo dire più modernamente, del rischio cardiometabolico, cardiorenale
02:44metabolico. La donna ha l'obesità, ha il diabete, ha una serie di condizioni che ovviamente
02:52possono essere, possono rappresentare dei rischi non solo per il cuore ma per gli altri organi,
02:57in primis per il reno. La salute e quindi l'assistenza sanitaria moderna è sempre più un problema
03:04di complessità, è un problema collegato a condizioni demografiche che cambiano, innanzitutto
03:10l'invecchiamento, l'invecchiamento evidentemente genera condizioni di multimorbilità che già
03:18di per sé rispondono alla domanda se è importante e quanto sia importante avere una gestione multidisciplinare
03:26e collegata alla singolo paziente. È fondamentale, vorrei dire. Ci deve servire accogliere le fasi
03:35iniziali delle malattie, non soltanto cardiache ed oncologiche, ma di tutte le malattie, delle malattie
03:41renali, delle malattie metaboliche, del sovrappeso che poi genererà obesità e disfunzione del tessuto
03:49adiposo. È chiaro che se noi interveniamo come vogliamo intervenire in un mondo che sia migliore
03:56dal punto di vista dell'assistenza sanitaria, sulle fasi precoci delle malattie, perché sono
04:02quelle nelle quali possiamo fare di più, si può ottenere molto di più in prevenzione piuttosto che
04:07in cura della malattia. Quindi investire nella prevenzione è molto più remunerativo che investire
04:13nel paziente che è già diventato paziente. Quindi vogliamo investire soprattutto nella prevenzione
04:18primaria e allora per fare questo il raccordo tra medicina generale e medicina specialistica
04:26è essenziale. È essenziale perché il nostro medico di medicina generale che ci conosce,
04:35che ci vede, che noi frequentiamo è il primo front line, è la figura di riferimento del sistema.
04:44Il sistema oggi deve essere sempre più un sistema territoriale, abbiamo anche le strutture
04:50che stanno nascendo del decreto 77 che il PNRR ci ha chiesto e fortunatamente stiamo cominciando
04:57a fare. Ecco, queste sono strutture multispecialistiche all'interno dei quali verosimilmente ci saranno
05:03anche i medici di medicina generale e quindi questo raccordo tra la medicina generale e il
05:10nostro medico di famiglia, chiamiamolo così perché ancora è una figura, ecco perché
05:16si chiama scelta individuale, noi scegliamo individualmente il medico di medicina generale
05:24perché è una figura che ci seguirà poi per tutta la vita. Ecco, il raccordo tra il medico
05:30di medicina generale e l'ambiente specialistico diventerà sempre più essenziale nel prossimo
05:35futuro.
05:35Grazie a tutti.
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