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  • 3 settimane fa
Nella nuova campagna dedicata alla prima collezione Métiers d’Art di Matthieu Blazy, Chanel sceglie di immergersi nel cuore pulsante di New York City. Una metropoli viva, rumorosa, frenetica. Le modelle attraversano marciapiedi affollati, fermano taxi gialli, scendono nelle stazioni della metropolitana trasformando i gesti più quotidiani in immagini cinematografiche che raccontano delle moderne eroine urbane: energiche, dinamiche, diverse, libere. E soprattutto vestite Chanel.

[caption id="attachment_2787254" align="aligncenter" width="768"] Métiers d’art 2026 collection. Matthieu Blazy for CHANEL. (Photographs by Craig McDean)[/caption]
New York è la donna che tutti sognano
Tutti sono stati innamorati di New York. La città delle possibilità, degli incontri, del futuro. Dove è impossibile rimanere immobili perché tutto è in movimento, generato dal flusso della città. George Gershwin ha chiamato questa frenesia Rhapsody in Blue. Woody Allen considerava New York una musa, visibile solo in bianco e nero. Nei quadri di Edward Hopper, invece, è diventata solitudine e nostalgia. Per la moda, la Grande Mela è stata e continuerà ad essere la scenografia perfetta. Le campagne scattate negli anni Novanta, da fotografi come Peter Lindbergh e Steven Meisel, hanno reso le strade di città, i loft industriali e i rooftop simboli e icone del mondo fashion. La moda si è innamorata come tutti gli altri di una città che si offre a tutti, senza concedersi mai.

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La donna Chanel di Matthieu Blazy
New York è di tutti e di nessuno: non fa distinzioni, accoglie e respinge, si concede e sfugge allo stesso tempo. Non sorprende, quindi, la scelta di Matthieu Blazy. L'ennesimo amante che scrive poesie alla donna che ama, ma che sfugge al suo controllo. Seduto davanti ad un finestra la osserva, le sue luci, i suoi locali, i sui rumori e la veste. Immagina cosa potrebbe indossare. Un modo per dare pace al suo povero cuore innamorato. Ma la donna Chanel immaginata da Blazy non è distante né irraggiungibile: attraversa la città, si confonde tra la folla e trova proprio lì, nel movimento, la sua forma più autentica. La donna Chanel è in qualche modo la città stessa, la sua anima. Con questa campagna, il designer continua a definire una direzione creativa basata sull’emozione e sui personaggi più che sugli archetipi. Le immagini non sembrano costruite, ma vissute.

[caption id="attachment_2787259" align="aligncenter" width="768"] Métiers d’art 2026 collection. Matthieu Blazy for CHANEL. (Photographs by Craig McDean)[/caption]
Eroine metropolitane in movimento
La campagna abbandona l’idea della posa statica per privilegiare il movimento. Gli scatti sono realizzati da Craig McDean mentre il video è girato da Rahim Fortune fra le stesse strade di New York la cui magia ha ispirato l’intera collezione. Le protagoniste sembrano colte nel pieno della loro giornata, come frammenti di vita reale sospesi nella città. Tra loro spicca Anok Yai, volto centrale del racconto visivo, che interpreta una figura elegante, potente ma mai rigida. I look accompagnano il corpo senza dominarlo: tweed stratificati, tailoring decorati e texture preziose convivono con la spontaneità della strada. Ogni silhouette appare autentica, quasi vissuta, lontana dall’immagine patinata e distante del lusso tradizionale.

[caption id="attachment_2787262" align="aligncenter" width="768"] Métiers d’art 2026 collection. Matthieu Blazy for CHANEL. (Photographs by Craig McDean)[/caption]
Métiers d’Art tra tradizione e contemporaneità
La linea Métiers d’Art nasce per celebrare l’eccellenza delle botteghe artigianali legate alla maison, custodi di un sapere unico e irripetibile. In questa campagna, però, quel patrimonio dialoga apertamente con il presente. Le lavorazioni couture si confrontano con il dinamismo urbano, mentre riferimenti che vanno dall’Art Déco al tweed animalier diventano parte di un linguaggio visivo contemporaneo. I capi non sono solo espressione di savoir-faire, ma simboli vivi di una creatività in movimento.

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