00:00Uno degli elementi più sorprendenti del conflitto che c'è in questo momento in Medio Oriente,
00:05contrariamente a quelle che potevano essere le aspettative generali, è stato l'impatto
00:09sulle obbligazioni e non tanto sulle azioni. Anzi, i mercati azionari sono ancora in rialzo
00:15da inizio anno, mentre l'impatto si è verificato sui tassi. La guerra ha fatto capire agli
00:21investitori che ci sarà un problema di inflazione, dato i rialzi del prezzo del petrolio e dato
00:26il fatto che la guerra non si sta risolvendo in tempi brevi, per cui tutte le aspettative
00:32di ribasso di tassi a breve e di incasso delle cedole sulle obbligazioni sono state completamente
00:40riviste e quindi questo ha impattato molto di più l'obbligazionario che l'azionario.
00:45Questo significa che è difficile prendere posizioni direzionali in termini di durata,
00:51in termini di rating, in termini di altro, ma è necessario un approccio estremamente flessibile
00:56per sfruttare le singole nicchie del mercato obbligazionario a seconda delle opportunità
01:01di riferimento. In questo momento in particolare vediamo con interesse della protezione rispetto
01:07all'inflazione, quindi i titoli indicizzati all'inflazione o i titoli a tasso variabile
01:12che non vengono impattati da rialzi dei tassi. Per cui, come caratterizza l'approccio della
01:19nostra società, flessibilità a nostro giudizio è la parola d'ordine.
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