00:00Benvenuti al Piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, François Morlupi. Benvenuto.
00:07Grazie, grazie.
00:08Il libro di oggi è Il cielo degli invisibili, edito da Feltrinelli.
00:12È un romanzo che trasforma Roma in un crocevia di destini invisibili,
00:16dove anche l'esistenza è ai margini, chiedono di essere viste e raccontate.
00:21Una storia che intreccia umanità e mistero,
00:23e che ci invita a guardare più da vicino ciò che troppo spesso scegliamo di non vedere.
00:27Vuoi parlarci della genesi di questa tua nuova opera?
00:31Qual è stata la scintilla da cui è scaturita e quale esigenza ha nutrito in te?
00:36Allora, la genesi è derivata da due punti, principalmente.
00:39Il primo è quando faccio questi tour massacranti, che dico sempre simili a quelli degli ACDC,
00:43però senza sesso, senza droga, senza rock'n'roll, mi sono accorto che avevo un pregiudizio.
00:49E questo pregiudizio era il fatto che pensavo che le persone, le lettrici forti,
00:54perché lettori forti in Italia non esistono veramente, ma le lettrici forti in Italia
00:59fossero delle persone che avevano compiuto un percorso di studi anche universitario
01:04fino magari al massimi livelli, ovvero il dottorato.
01:06Non c'è niente di più falso.
01:08Mi sono accorto infatti che tantissimi lettrici non hanno potuto poi proseguire gli studi,
01:13però sono lettrici forti.
01:14Dunque parlo di persone aleata, cassieri e guardiani notturni,
01:18che ogni volta venivano da me dicendomi che leggevano 50, 60, 80, 90 libri l'anno.
01:23Ed è per questo che ho voluto creare innanzitutto questo paninaro Tello de Bartolo,
01:28che spezza proprio questo pregiudizio.
01:31Lui ha una terza media, rappresenta alla perfezione lo zozzone,
01:35come chiamiamo noi a Roma.
01:36Dunque colui che con la stessa mano, che prende i soldi e tutto quanto,
01:41poi farcisce il vostro panino rigorosamente senza quanto,
01:44perché sennò non sarebbe lo zozzone.
01:47Però invece è un grandissimo lettore.
01:48Dunque io questo personaggio che distrugge un po' questo archetipo,
01:53sinceramente lo volevo costruire.
01:55Poi è arrivata qualche anno fa questa notizia che mi ha molto colpito ad Istanbul,
02:01questi netturbini,
02:03che hanno cominciato a raccogliere questi libri,
02:08questi libri che le persone buttavano.
02:10Dunque loro li hanno raccolti, li hanno rivessi a nuovo,
02:15e hanno fatto una piccola biblioteca all'inizio per loro,
02:18ma poi questa biblioteca si è ampliata.
02:20Dunque sono arrivati quasi 7.000-8.000 libri
02:23ed è diventata una biblioteca comunale per tutti
02:26e non solo.
02:26Loro con questo camion dismesso l'hanno trasformato in una biblioteca ambulante
02:32e vanno nelle periferie della città per i più disagiati.
02:36Dunque questi due input mi hanno dato la volontà di creare un personaggio
02:40che avesse fatto pochissimi studi, che però al tempo stesso vivesse nella letteratura.
02:46La tua dedica è a tutti gli invisibili del mondo
02:49che lo arricchiscono con umanità, fragilità e sensibilità.
02:53Il titolo del tuo romanzo è Un Manifesto.
02:56Chi sono per te gli invisibili oggi?
02:58Gli invisibili, in questo caso, ovviamente sono questa costellazione di persone
03:02che ruota attorno appunto al mio paninaro.
03:05Io qui di preciso mi concentro ovviamente sugli invisibili, ovvero sui clochard, sui senza tetto.
03:11Io non passo al giorno che non li vedo, ahimè non vedo queste tendopoli
03:15che nascono e fioriscono sotto ogni ponte di Roma o vicino al Tevere.
03:20Fino a dieci anni fa erano 40.000 in Italia, oramai sono più di 100.000.
03:24In Europa siamo quasi a un milione di senza tetto.
03:27Dunque è veramente un tema sociale che mi sta molto a cuore
03:32ed è soprattutto un tema che secondo me dovrebbe farci riflettere
03:36come tentiamo non di risolvere il problema, ma semplicemente di emarginarli
03:40e di allontanarli dal centro della città o comunque dai quartieri per bene.
03:45Otello De Bartolo è un protagonista lontanissimo dai classici stereotipi del noir.
03:49Pensi che la figura dell'infallibile super detective si ormai anacronistica
03:54è superata nella letteratura contemporanea?
03:56Ma sì, certo, non esiste più questa figura, anche perché per questo si chiama noir.
04:02Se non si sarebbe chiamato giallo, no?
04:04Dove il giallo appunto è tra questa distinzione netta tra il bene e il male.
04:08Il bene è rappresentato dal nostro Hercule Poilot, dal nostro Sherlock Holmes
04:11che sono perfetti, che sono infallibili, che non sbagliano mai
04:13e soprattutto alla fine vincono.
04:15Dunque il giallo è molto confortante, il giallo l'ordine viene ristabilito.
04:19Mentre invece nel noir chi indaga ha delle fratture, ha delle lacerazioni,
04:25ha delle tante sfumature.
04:26Non è un personaggio bianco, non è totalmente nero, è grigio.
04:29E Otello De Bartolo ha le sue fragilità, però come dice lui è un cittadino del mondo
04:34e indaga perché si ritrova coinvolto in questa indagine.
04:39Goethe, Dostoevsky e Dumas servite in forma di panino.
04:43Quando e come ti è venuta questa idea così particolare?
04:47Ma appunto perché poi creando questo personaggio letterato mi sono detto
04:51lui cosa fa nella vita?
04:53Vende panini.
04:54Allora perché non mette la sua cultura al servizio dei propri panini?
04:58E' per questo che ha creato questi panini letterati, dunque che hanno il titolo
05:02di questi grandissimi pietre miliari della letteratura.
05:05Dunque il panino Guerra e Pace, il panino Madame Bovary
05:07e poi ovviamente a seconda del numero di pagine anche il panino ha una determinata grandezza.
05:12Dunque il panino Guerra e Pace è un panino per tutta la famiglia
05:17mentre il panino Piccolo Principe ovviamente è soltanto per i bambini.
05:20E poi c'è questa curiosità che gli ingredienti sono gli stessi che trovate nelle pagine di questi libri
05:25e soprattutto lui ha creato anche queste salse di questi perragonisti.
05:29Dunque c'è la salsa Edmondo Antesse che è una salsa che all'inizio non l'avverti
05:34ma poi l'avverti alla fine come la sua vendetta.
05:36La salsa Padron Tonio è una salsa molto amara.
05:39Mi è venuto in mente perché poi se voi andate appunto nei vari ristoranti,
05:44nei vari paninari ci sono tanti ristoratori o tanti comunque paninari che creano questi panini
05:50magari con i titoli dei film o anche con i titoli dei calciatori.
05:54Mi è capitato spesso con i titoli delle canzoni.
05:57Io mi sono detto beh il mio paninale letterato deve creare dei panini
06:00ovviamente su misura della sua letteratura.
06:02Il personaggio di Alice Penna usa molto Instagram per le indagini.
06:06Ti chiedo i social sono uno strumento di verità o solamente un luogo di mera apparenza?
06:12E chi è Alice Penna?
06:13Alice Penna è questa ragazza che vive questa frattura interna
06:18nel senso potenzialmente potrebbe fare di più
06:21e potrebbe avere sicuramente un lavoro che le permetterebbe di avere ancora più soddisfazioni.
06:26Però ha 22 anni, ha 23 anni ha trovato questo posto fisso
06:30e il posto fisso è sacro in Italia, non lo vorrebbe mai mollare
06:34sebbene poi Otello gli dica studia, studia mi raccomando perché puoi ambire a di più.
06:40Lei però è una maga dei social, i social almeno per quanto riguarda le investigazioni
06:45l'abbiamo visto recentemente, sono sempre più casi che vengono risolti
06:49grazie appunto ai social network.
06:51Dunque sì, sono uno strumento di falsità, di tanta ipocresia
06:55però possono anche essere uno strumento in certi casi di verità.
06:58Alice parlando dei legami confessa che passare tanto tempo con qualcuno
07:03e accorgersi che era un estraneo, quello è uno spreco.
07:07Come già visto in alcuni dei tuoi romanzi precedenti come segnale assente
07:11pensi che l'incomunicabilità sia una delle più grandi paure relazionali della nostra epoca?
07:17Sì, sì assolutamente sì, siamo sempre più connessi ma al tempo stesso sempre più distanti.
07:22Dunque è un tema sociale che è un po' trasversale nei miei romanzi
07:26perché mi fa molta paura questo fatto che usciamo di casa
07:31e possiamo essere aggrediti da chiunque
07:33e la maggior parte delle persone non fa nulla, non interviene
07:37ma addirittura magari filma e se ne va.
07:40E questo è un po' lo specchio dei nostri tempi.
07:42Dunque anche in questo romanzo Cielo degli invisibili
07:44c'è tanta indifferenza nei confronti appunto dei senza tetto, della mia transessuale
07:49di tutti questi emarginati che vivono in questa costellazione notturna con il mio varinaro.
07:54Scrivi, Joseph non era solo un medico, era un uomo che guardava dove gli altri voltavano lo sguardo.
07:59Joseph rappresenta il concetto di integrità.
08:02Quanto è importante nella società contemporanea essere integri, onesti,
08:06non accettare le cose per come vanno e lottare per cambiarle?
08:10Sarebbe in teoria fondamentale perché sì, penso che ognuno di noi dovrebbe avere un'integrità morale,
08:16una coscienza, anche essere professionalmente preparati e seri
08:22che dovrebbe fare unicamente quello per cui ha studiato
08:25e non improvvisarsi appunto dottore, avvocato, architetto.
08:31Io non vorrei mai essere operato da qualcuno che si improvvisa dottore all'ultimo secondo.
08:35E Joseph effettivamente è uno dei protagonisti di questa,
08:38suo malgrado di questa storia, è un professionista fino alla fine,
08:43ha dedicato la sua vita per gli altri.
08:46Scrivi, il razzismo è una brutta storia, il colore della pelle di Joseph influenza la percezione della sua scomparsa,
08:54era un tema che sentivi l'urgenza di trattare, oggi nel nostro paese c'è ancora un problema di razzismo?
09:00Beh certo che c'è ancora un problema di razzismo, c'è un forte problema di razzismo, è evidente,
09:05c'è una volontà comunque di associare il razzismo alla criminalità, di associare il razzismo a uguali problemi,
09:14ma lo sappiamo benissimo che non è così in realtà, nel senso siamo una società multiculturale
09:20e dobbiamo tanto comunque agli stranieri che vengono qui a lavorare.
09:26E Joseph ne è questa rappresentazione, è un medico che ha fatto tantissimi anni di studio,
09:30però col fatto che ovviamente è di pelle nera viene visto un po' dai suoi pazienti in maniera particolare
09:39perché c'è sempre un po' questa diffidenza.
09:41Non so se parlare direttamente di razzismo o forse di ignoranza, di paura di un qualcosa che ancora non si
09:49conosce,
09:50però obiettivamente per chi vive la città come Roma lo tocchiamo con mano un razzismo,
09:56che poi non è per forza un razzismo nei confronti delle persone appunto nere,
09:59in Italia c'è un razzismo proprio regionale fondamentalmente.
10:03Il romanzo affronta anche il tema del passato che ritorna,
10:07in questo senso credi che i traumi non risolti definiscano chi diventiamo?
10:11Sì, beh assolutamente, noi siamo il frutto dei nostri traumi, delle nostre fratture, delle nostre lacerazioni,
10:19sia il mio maresciallo per esempio Buzzini, no?
10:21È il frutto paradossalmente delle indagini che non ha riuscito a risolvere più che quelle che ha risolto,
10:28è il frutto dei suoi fantasmi, del passato di queste indagini risolte,
10:33così come il mio paninario è frutto delle sue delusioni piuttosto che della felicità.
10:36Penso che faccia parte un po' della nostra esistenza,
10:40che abbiamo sulle spalle il peso dei nostri insuccessi, dei nostri fallimenti,
10:44piuttosto che dei successi, perché ahimè molto spesso sono più i fallimenti che i successi,
10:50ma non per questo poi i fallimenti devono essere visti appunto come un peso,
10:54come una zavorra, ma questo Ansaldi dei Cinque di Monteverde
10:58ne ha la rappresentazione perfetta come un punto di forza
11:02nell'imparare a conoscere se stessi e nell'imparare dopo quali sono i nostri limiti
11:06e per poter poi eventualmente migliorarli.
11:09Molti personaggi del tuo romanzo sono alla ricerca di una seconda possibilità,
11:14credi che sia possibile redimersi anche dopo aver commesso atti terribili?
11:19Eh, quante ore ho per rispondere?
11:23Una seconda possibilità penso che questo è un periodo, un contesto storico,
11:27comunque siamo una generazione delle seconde possibilità,
11:31appunto hai fatto degli studi in ingegneria,
11:34però magari ti riesci a trovare lavoro come tutt'altro,
11:37dunque noi siamo proprio la generazione che tra virgolette riesce a barcamenarsi
11:42a trovare una seconda possibilità.
11:44Per quanto riguarda una persona che ha commesso un atto terribile,
11:48lì ci sarebbe da parlare tanto,
11:50però penso che comunque la prigione dovrebbe anche veicolare questo messaggio,
11:57non soltanto punitivo, ma anche tra virgolette di ritrovare se stessi
12:02e di dare una seconda chance.
12:04Scrivi, Roma sapeva essere una madre generosa
12:08e una matrigna crudele nello spazio di un solo incrocio.
12:11Descrivi Roma come bellissima e spietata.
12:14Com'è il rapporto tra urbe e gli invisibili del titolo del romanzo?
12:19Beh, il rapporto, fondamentalmente è un po' il rapporto che abbiamo noi romani,
12:23nel senso gli invisibili sono romani,
12:26tra virgolette sono persone che abitano la città
12:29e che avvertono queste difficoltà.
12:32Roma è una città difficile, è una città che comunque ti pone tanti paletti,
12:36che comunque ti impedisce di fare tante cose,
12:39però al tempo stesso è una città in cui non si è ancora, per fortuna, un numero,
12:45ma si ha ancora un'identità e un cognome.
12:48Il problema degli invisibili è che appunto loro non ce l'hanno proprio,
12:51dunque indipendentemente dalla città.
12:53Loro sono proprio destinati a perdere sempre e comunque,
12:56in qualsiasi città essi si trovino.
12:58Dunque il loro rapporto con la città è un rapporto difficile, difficoltoso.
13:03L'unica cosa positiva di Roma è che per fortuna c'è bel tempo,
13:07dunque in confronto a Penso e Senza Tetto di Berlino, di Parigi e di Londra
13:12hanno comunque un clima sicuramente più, meno difficile, meno violento nei loro confronti.
13:19Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato di Il cielo degli invisibili,
13:24Edito Feltrinelli e tu François, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
13:29Il mio libro è bellissimo, io lo consiglio più volte.
13:35Tu consiglio, e ho avuto l'onore di presentarlo appunto a Roma qualche giorno fa,
13:42Michel Bussi, un autore di cui non ha certo bisogno delle mie presentazioni,
13:46però questo libro, Le ombre del mondo, è un libro diverso in confronto alla sua bibliografia.
13:52Lui ci ha abituato con Infenere, con Mamma Torto, con Un aereo senza di lei,
13:58a dei noir con un colpo di scena mostruoso di quelli che ti ricorderai per sempre.
14:03Questo invece è più un romanzo storico, un romanzo che racconta comunque, sempre attraverso un giallo,
14:08un noir, sempre attraverso dei buoni colpi di scena, un genocidio che è avvenuto 30 anni fa,
14:13in cui sono morte un milione di persone, di cui fondamentalmente non se n'è quasi mai parlato
14:16nel nostro paese e nell'Europa. Ed è secondo me un romanzo storico amaro, duro, violento,
14:22pieno di persone fratturate, che però deve essere assolutamente letto perché dà tanto.
14:29Grazie mille.
14:30Grazie a voi.